Festa di San Firmino: altri 4 feriti

cre.jpgNel sesto giorno della festa di San Firmino, il “bollettino di guerra” degli incornati riporta quattro persone ferite stamattina, tra cui un turista di 20 anni, rimasto in balia del toro per circa 30 secondi e uno spagnolo di 47 anni che se l’è cavata con una ferita all’addome.

Grande paura si è scatenata quando un toro ha caricato un giovane e lo ha strattonato a terra con le corna per quasi 30 secondi, mentre i compagni dell’uomo provavano a tirare via l’animale dalla coda. Alla fine sono riusciti a trascinare il giovane per i piedi.

Il numero degli incornati è stato confermato da Javier Sesma, capo dell’ospedale Navarra, secondo cui altre tre persone sono state trasferite in ospedale per le ferite riportate.

Tra i feriti, un turista straniero di 20 anni, colpito da tre cornate alle braccia e alle gambe e uno spagnolo di 47 anni con una ferita all’addome. Protagonisti della corsa odierna, rapida e pericolosa, i sei tori dell’allevamento de El Pilar, in particolare un esemplare nero che si è staccato dal gruppo e ha incornato alcuni dei temerari corridori che si arrischiavano a correre davanti a lui.

San Sebastian, altra città spagnola vuol dire addio a corride

sd3.jpgDopo Barcellona anche San Sebastian, nei Paesi Baschi, si prepara a dire addio alle corride. “Ad oggi non si contempla in assoluto alcun nuovo accordo con imprese taurine per la Semana Grande dell’anno prossimo”, ha dichiarato oggi ai media il sindaco Juan Karlos Izagirre, della formazione indipendentista Bildu. La Semana Grande, in basco Aste Nagusia, sono le principali feste locali che si svolgono ogni anno dall’11 al 18 agosto. Il governo municipale di Bildu “condivide al cento per cento il discorso antitaurino, secondo cui la sofferenza dell’animale non deve diventare uno spettacolo pubblico”, ha assicurato Izaguirre. Ed ha sostenuto che “il dibattito ‘tori si o no’ è arricchente e positivo”, sottolineando che “le corride non sono la spina dorsale” della Semana Grande di San Sebastian, come confermano “i dati sulle entrate alla fiera taurina di quest’anno”. Nel tracciare un bilancio dell’ultima manifestazione, sia il Partito socialista (Pse) che il Partito Popolare (PP) hanno reclamato di non sopprimere le corride; mentre il Partito Nazionalista Basco (Pnv) ha esortato a focalizzare il dibattito in termini di rendimento economico per la città. Dal 1 gennaio scorso è in vigore il divieto delle corride in Catalogna, approvato dal Parlamento catalano su iniziativa di legge popolare promossa dalla piattaforma Prou (Basta!). Dal 1991 un’analoga messa al bando dei combattimenti con gli animali è vigente alle Canarie.

Fonte: ANSAmed

Arriva il 2012: stop alle corride in Catalogna

corrida-2-300x286.jpgCon l’inizio del 2012 è entrato formalmente in vigore il divieto delle corride in Catalogna, approvato dal Parlamento catalano nel luglio del 2010, e dopo che nel luglio scorso la Camera ha bocciato la proposta del Partito Popolare e del partito Ciudadanos di rettifica dell’abolizione.
Durante l’ultimo anno si sono svolti una quindicina di combattimenti di tori nella regione, soprattutto nella Plaza de La Monumental di Barcellona, dove l’ultima corrida tenuta a settembre aveva visto la partecipazione di celebri matador, fra i quali Josè Tomas, Serafin Marin e Juan Mora. L’abolizione deriva dall’iniziativa legislativa popolare promossa dalla piattaforma Prou! (Basta!), che ha raccolto 127.500 firme e sulla quale è pendente un ricorso presentato alla Corte Costituzionale dal PP. La legge di abolizione fissa nei primi sei mesi del 2012 il periodo previsto per determinare gli indennizzi economici per la cessazione dell’attività ai gestori delle arene e agli operatori del settore, stimati da questi ultimi in 300 milioni di euro, a fronte delle stime del governo catalano di alcune decine di migliaia di euro. La normativa prevede, inoltre, la possibilità di trasferire sul bilancio del 2013 le compensazioni economiche ai «titolari di diritti soggettivi» danneggiati dall’abolizione delle corride.

Spagna: l’ultima corrida catalana

tt.jpgInizierà stasera all’Arena Monumental di Barcellona l’ultima corrida autorizzata in Catalogna, in osservanza della legge approvata il 28 luglio 2010 dal Parlamento catalano che abolisce le corride nella regione a partire da gennaio 2012. Quasi 20000 persone assisteranno all’ultima “fiesta”, con i bagarini pronti a fare affari. Tre toreri affronteranno sei tori, con il destino segnato. Fuori dall’arena, proteste degli animalisti  contro la pratica “crudele” e “barbara” delle corride. La catalogna è stata la seconda regione spagnola a bandire le corride dopo le Baleari, che l’hanno fatto nel 1991. In Spagna, ci sono sempre meno spettatori alle corride, e molti, soprattutto fuori dalla Spagna considerano la corrida una vera e propria tortura. Secondo i dati del ministero degli interni, le fiestas sono diminuite del 35% fra il 2007e il 2010.

foto: afp

Ecuador: divieto di uccidere i tori,permesse ancora banderillas e picadas

IMAGEN-8785575-1.jpgA Quito le corride non saranno più come quelle di una volta. A seguito di uno dei referendum voluti dal presidente dell’Ecuador Rafael Correa, nella capitale scatterà con ogni probabilità il divieto di uccidere i tori nell’arena: ma gli spettacoli di tauromachia non saranno proibiti, e i tori continueranno quindi a subire il supplizio delle ‘banderillas’ e le ‘picadas’.
Giorni fa, gli ecuadoriani sono stati chiamati a rispondere dieci quesiti su diverse tematiche, uno dei quali chiedeva di pronunciarsi proprio “sul divieto degli spettacoli il cui obiettivo finale è l’uccisione di un animale”. Anche se i risultati non sono ancora definitivi, a Quito i ‘si” contro la morte dei tori hanno prevalso, mentre in altre città del paese hanno invece vinto i ‘no’. A chiarire come saranno d’ora in poi nella capitale le corride è stata la società ‘Citotusa’ che gestisce la tauromachia nella città: “a seguito della consulta popolare scatterà il divieto della morte del toro: quindi – è la conclusione della società – d’ora in poi, gli spettacoli dovranno adeguarsi a tale punto”.
In sostanza, rilevano i media locali, il voto ha abolito solo le stoccate finali dello ‘show’ nelle arene, quelle che arrivano al cuore e ai polmoni provocando la morte del toro.

fonte:ANSA