Monreale (PA): cane con interiora esposte salvato dall’Oipa Palermo

Immagine545Vagava trascinandosi dietro quella che sembrava una corda, invece era il suo intestino. L’agghiacciante segnalazione e il conseguente salvataggio risalgono a domenica e sono l’ennesima conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’estrema gravità della situazione del territorio di Monreale (PA). John, un incrocio segugio di circa un anno, è rimasto ferito probabilmente a seguito di una zuffa tra branchi di cani randagi e sarebbe certamente morto se non fosse stato per l’intervento dell’OIPA Palermo. John è stato portato d’urgenza in clinica veterinaria e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Gli sono stati asportati 3 metri e mezzo di intestino ormai irrecuperabile. Con grande tenacia John ha recuperato pian piano le forze, ha molta fame e già dal giorno seguente all’intervento si alzava in piedi da solo, si legge sul sito dell’Oipa. A breve sarà dimesso dalla clinica e accolto in stallo casalingo da un medico veterinario collaboratore dell’OIPA Palermo, in modo da portare avanti le cure necessarie. Non appena si sarà rimesso, cercherà adozione e una famiglia che gli faccia dimenticare il trauma subito.

Comune di Aprilia: campagna di sterilizzazione gratuita per i cani padronali

sddddddddd.jpgL’Assessorato all’Ecologia e Ambiente del Comune di Aprilia, in collaborazione con l’Area Sanità Pubblica Veterinaria dell’Asl di Latina, al fine di prevenire il fenomeno del randagismo canino, incrementato anche dagli abbandoni indiscriminati sul territorio comunale, proroga la campagna di sterilizzazione gratuita.
I medici veterinari liberi professionisti aderenti effettueranno le sterilizzazioni presso il proprio ambulatorio.

«Grazie al finanziamento regionale recentemente ottenuto per la prevenzione del randagismo – ha commentato l’Assessore Alessandra Lombardi – è stato possibile innalzare il tetto per accedere alla sterilizzazione gratuita dei cani di proprietà, da 19 mila a 25 mila euro di reddito Isee, integrando il progetto con la contestuale microchippatura gratuita dei cuccioli. Anche i proprietari dei cani già sterilizzati potranno da oggi farvi apporre il microchip gratuitamente».

Per poter usufruire del servizio è necessario essere residenti nel Comune di Aprilia ed avere i requisiti di ammissibilità relativi al reddito complessivo familiare (Isee), che non deve essere superiore a 25 mila euro. La modulistica necessaria per la richiesta di adesione è disponibile in formato cartaceo presso il Servizio Ambiente ed Ecologia, sede municipale di piazza dei Bersaglieri, oppure in download sul sito internet istituzionale www.comunediaprilia.gov.it
Si precisa che l’adesione non ha scadenza temporale, ma relativa all’esaurimento dei fondi messi a disposizione.

Romania: presidente chiede al governo di approvare legge uccidi-randagi a Bucarest

xcwww.jpgIl presidente della Romania, Traian Basescu, ha chiesto al governo di approvare una legge di emergenza che permetta di uccidere tramite eutanasia migliaia di cani randagi a Bucarest. Il problema randagismo in Romania è una piaga che affligge il paese da anni, tornato drammaticamente a far parlare di se dopo la morte di un bambino di 4 anni, morso da alcuni cani randagi nei giorni scorsi, dopo essere stato perso di vista dalla nonna.

“Gli esseri umani sono al di sopra dei cani”, ha detto il presidente in un discorso dal suo palazzo trasmesso in diretta ieri. In qualità di cittadino e di ex sindaco della capitale romena, Basescu ha detto che capisce i problemi che migliaia di cani randagi stanno causando lì. A rischiare non sarebbero solo i cani randagi nelle strade, ma anche quelli nei canili pubblici.

Secondo l’Associazione animalista Save The Dogs, a Bucarest vengono morsi in un anno circa 16.000 cittadini, secondo le autorità sanitarie, lo 0,76% della popolazione. Questa percentuale diventa lo 0,5% a Costanza, dove 3.000 persone all’anno si recano in ospedale per essere assistite in seguito al morso di cani.

“Ancora una volta un episodio doloroso come quello del bimbo viene manipolato dai politici come Basescu per alimentare il business enorme delle società di cattura ed uccisione – spiega dalla Romania la Presidente di STD Sara Turetta – mentre è evidente che là dove c’è stata una gestione virtuosa del fenomeno, con sterilizzazioni, contrasto all’abbandono ed educazione della popolazione, la situazione è molto migliorata. Da tre anni la legge per la gestione del randagismo è ferma presso una Commissione parlamentare: se infatti da una parte nel 2008 si è deciso di vietare le uccisioni di cani sani, dall’altra non sono mai state deliberate le norme di applicazione, creando così un limbo legislativo che ha permesso alla maggior parte dei sindaci di continuare ad eliminare i randagi tramite contratti milionari con società “amiche”.

“Da 12 anni i cani sono il capro espiatorio preferito dei governanti rumeni – continua Sara Turetta – e si continua a fare appello alle uccisioni come unica soluzione del randagismo. Peccato che finora questo approccio non abbia risolto nulla, se non arricchire esponenti e partiti politici e provocare enormi sofferenze agli animali”.

Sito: savethedogs.eu

Trapani: ancora avvelenamenti, morto randagio

Dog-Stress.jpgContinuano gli avvelenamenti dei cani randagi nel territorio di Castelvetrano, nel trapanese. L’ultimo episodio è avvenuto nei pressi dell’area artigiana. Un impiegato di una ditta ha chiamato i volontari della Laica, che gestisce il canile municipale, riferendo che c’era un cane, “adottato” dai commercianti della zona, con chiari segni di avvelenamento. Sul posto sono arrivati anche i vigili urbani. A nulla sono valsi i tentativi per salvare il povero randagio, che dopo mezz’ora di agonia è morto. È stato trovato dagli stessi volontari, avvolto in un fazzoletto di carta del tritato colorato di verde, l’esca che l’infame persona aveva usato per attirare il randagio. Il corpo è stato portato all’Istituto Zootecnico di Palermo, insieme alla carne tritata per accertare il tipo di veleno usato. E’ stato aperto in Procura un fascicolo per il reato di avvelenamento di cane randagio e sono in atto delle verifiche da parte degli organi di Polizia municipale per cercare attraverso le telecamere del posto se si può individuare l’autore del gesto. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno trovato tre cani avvelenati nella via Omero, poi un altro ancora, l’ultimo quello di ieri.

La presidente dell’Associazione Liliana Signorello, tramite il Giornale di Sicilia commenta amareggiata: ”Dopo l’avvelenamento dei 12 cani che accudivamo ogni giorno nell’area attrezzata della Trinità nello scorso febbraio, ora ricomincia lo scempio. C’è chi si diverte contro chi non può difendersi. L’uomo spesso non è amico del cane, invece il cane è sempre l’amico dell’uomo”.


Foto dal web

Rutigliano: spara contro i randagi vicino a dei bambini

sdf.jpgLa quiete di un tardo pomeriggio nel rione «Passione», alla periferia Sud di Rutigliano, è stata bruscamente interrotta dall’esplosione di almeno 4 colpi di arma da fuoco. A sparare, come testimoniato da diversi cittadini, un uomo che ha imbracciato il suo fucile da caccia (risultato poi regolarmente detenuto) intento a scacciare a modo suo alcuni cani randagi che attraversano la strada, ferendone gravemente almeno un paio. Tutto è avvenuto a ridosso delle abitazioni, con molta gente sui balconi e diversi bambini che, come sempre, giocavano per strada. I Carabinieri, prontamente intervenuti sul posto dopo essere stati avvertiti dagli stessi cittadini, hanno individuato velocemente l’autore degli spari: un incensurato che, secondo le dichiarazioni raccolte dagli stessi Carabinieri, pare fosse in apprensione per il suo piccolo allevamento di conigli, temendo un assalto da parte dei randagi. L’uomo,  anziché utilizzare una regolare scacciacani con proiettili a salve, ha preso il suo fucile da caccia, non limitandosi neanche, peraltro, a sparare in aria per allontanare i cani, ma attuando un vero e proprio tiro al bersaglio. Così ha suscitato la preoccupazione dei residenti, soprattutto delle mamme che avevano i loro bambini in strada.

I Carabinieri hanno sequestrato l’arma da fuoco e hanno denunciato l’autore degli spari alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. Le accuse sono di maltrattamenti di animali e di esplosione di colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico. Sul posto sono giunte anche le guardie Ecozoofile dell’Anpana del distaccamento di Protezione civile Anpana di Rutigliano, per prestare soccorso ai cani feriti.

Foto dal web

RC: randagio morto dentro un bidone di catrame, istituzioni assenti

asd.jpgUn cane randagio di taglia media (secondo la ricostruzione della vicenda da parte dei volontari), forse perché rincorso da un branco di altri randagi (ma aggiungiamo noi, potrebbbe essere stato anche gettato appositamente da qualcuno), saltando da un muretto è caduto dentro un bidone pieno di catrame venerdì sera a Sambatello, frazione di Gallico, nel reggino. Il cane, rimasto intrappolato, ha cercato di liberarsi e iniziato a guaire e abbaiare. I lamenti sono stati uditi da un giovane del luogo, che il mattino seguente ha provato a liberare il povero animale ormai per tre quarti immerso nel liquido. 

Nella mattina di sabato un intero paese si è mobilitato per provare a salvare il randagio ma senza successo, visto che il catrame si era ormai indurito. I cittadini hanno provato a contattare tutti gli enti preposti ad intervenire (Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Guardie Zoofile, ENPA, LIPU), senza ricevere alcun tipo di aiuto, ma solo risposte anche gravissime fra le quali “non è di mia competenza”, “per noi il cane può morire..”, “non abbiamo unità di personale sufficiente per intervenire…”, oltre a varie segreterie telefoniche che sono scattate per l’intero giorno.

Un testimone riferisce che l’unico a intervenire è stato un medico veterinario dell’Asp, che, dopo aver cercato il microchip addosso al cane (peraltro cosa inutile vista la gravità della situazione), si è limitato a dire che non aveva mezzi per poter intervenire e quindi provare a mettere in salvo il randagio, agonizzante ma ancora vivo.

Sono stati contattati anche i volontari dell’Associazione “Dacci una Zampa Onlus”, ma la segnalazione era arrivata quando ormai era troppo tardi. Il fusto era pesantissimo e ribaltarlo (cosa difficilissima senza aiuti “meccanici”) avrebbe forse peggiorato le cose. Quando i volontari sono arrivati, il cane era già morto, deceduto sotto un sole cocente dalle 11.30 del mattino, con la carcassa che non è stata peraltro rimossa dall’Asp (Azienda sanitaria provinciale), e già in stato di decomposizione. 

I volontari di “Dacci una Zampa Onlus” denunciano ancora una volta non solo il mancato intervento da parte di chi per legge è obbligato ad intervenire, ma anche la possibilità che in quella frazione possa scatenarsi una vera e propria emergenza igienico-sanitaria e che le associazioni animaliste attive sul territorio reggino non possono da sole sopperire a tutte le numerose richieste d’aiuto e di emergenze quotidiane.

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La vicenda dimostra ancora una volta la lontananza delle istituzioni, anche di quelle preposte a scopi precisi, rispetto al sentire comune dei cittadini, pronti a salvare anche un “randagio” e scandalizzati da frasi pilatesce “non è di nostra competenza” o da espressioni barbare come “per noi il cane può anche morire” , frasi che la morale civile e laica dovrebbe condannare senza se e ma. 

Gaia, torturata, ennesima vittima dell’essere umano – Oipa Agrigento

gfdd.jpgDa Oipa Agrigento: 21 Febbraio 2012. La storia di Gaia.

Gaia è stata torturata da qualche schifoso, con un freno di un motorino legato ad un filo di ferro legato a mò di cappio, più cercava di liberarsi più le si lacerava la carne! Quello che rende tutto più agghiacciante è pensare che questa tortura è stata pensata e organizzata a mente fredda. Siamo senza parole… Gaia oggi è stata dal veterinario, gli è stata pulita e disinfettata la ferita ma purtroppo non è stato possibile chiuderla con i punti perchè come si può vedere è troppo estesa. Da domani inizierà una lunga cura di antibiotici e medicazioni quotidiane che speriamo possano riportarla in salute al più presto! purtroppo la cura è davvero lunga e considerando che è una cucciolina che a quest’ora dovrebbe trovarsi a giocare come tutti i cuccioli fanno spensieratamente ci fa salire una rabbia dentro indescrivibile ma paradossalmente è lei stessa subito dopo con i suoi occhietti dolci a riportarci alla realtà, come se in cuor suo avesse messo da parte chi l’ha torturta così e gli interessasse solo ritornare a vivere la vita che merita di vivere, serena e felice con una famiglia in grado di donarle amore e farle riacquistare fiducia nell’uomo…  

Chiunque volesse aiutarci nelle spese mediche può fare un’offerta all’OIPA sul c/c n. 43035203 intestato a OIPA Italia oppure con un bonifico bancario sul conto corrente n° 43 03 52 03 banco posta Codice IBAN: IT28 P076 0101 6000 0004 3035 203 specificando nella causale “OIPA Agrigento – GAIA ”. 

Grazie – Altre foto di Gaia, verso la guarigione!

Oipa Agrigento

Il tar di Lecce boccia l’ordinanza anti-randagi

randagi_03hg.jpgIl Tar di Lecce ha accolto il ricorso presentato da due associazioni, Lac e Earth,  che avevano impugnato un’ordinanza (“la somministrazione di cibo agli animali vaganti è una delle concause del fenomeno del randagismo con conseguenze negative sotto il duplice profilo igienico-sanitario e della sicurezza della circolazione stradale”) del Comune di San Vito dei Normanni (Brindisi) del 7 novembre 2011 con cui si faceva divieto nel perimetro urbano di somministrare cibo ai cani randagi per motivi di carattere sanitario e di sicurezza sulla base di una relazione del servizio veterinario della Asl. 

Il Tar ha ritenuto fondato il ricorso presentato dalle associazioni in attuazione dei principi definiti con la legge n° 281/1991 secondo cui «la Regione Puglia, al fine di realizzare sul proprio territorio un corretto rapporto uomo – animale -ambiente, promuove e coordina la tutela degli animali di affezione, persegue gli atti di crudeltà e i maltrattamenti nei loro confronti nonché il loro abbandono».

Nella sentenza si precisa, inoltre, che, nessuna norma di legge fa divieto di alimentare gli animali randagi nei luoghi in cui essi trovano rifugio né di deporre alimenti per la nutrizione dei randagi o che comunque vivano in libertà. Riguardo all’allarme sanitario, la Asl non ha fornito alcuna prova o studio comprovante il pericolo infezioni e si ricorda, sottolineano i giudici del tribunale amministrativo e che spetta proprio all’Asl programmare le limitazioni e il controllo delle nascite attraverso la profilassi non solo degli animali domestici ma anche e soprattutto degli animali randagi.

Anziano ucciso a Muggiano: sono cani dei campi nomadi

bv.jpgI cani che hanno attaccato e ferito mortalmente venerdi’ scorso nei campi di Muggiano, alla periferia sudoccidentale di Milano, l’ultrasettantenne Gaetano Gnudi non sono randagi nel senso letterale del termine, bensi’ animali che provengono dai campi nomadi della zona. Ad affermarlo e’ l’Associazione Canili Milano Onlus, in una nota. “Quei cani – afferma l’associazione – appartengono ai campi rom (o comunque ci vivono, sono cani nati li’)”.

Secondo l’associazione, l’attacco letale all’anziano e’ stato “una tragedia annunciata, in quanto non era certo la prima aggressione. Quei cani ci erano gia’ stati segnalati, e come a noi anche ai vari enti (Comune e Asl). Nella citta’ di Milano vi sono molti campi rom e in questi campi vi sono molti cani. Ogni femmina va in calore ogni 6 mesi, da ogni accoppiamento nascono circa 10 cuccioli: calcolando che un cane vive in media 15 anni, il numero ipotizzato di incremento dei cani e’ spaventoso”.

Calcolando che noi come associazione abbiamo censito circa tre campi e che in ogni campo vi erano in quel momento (e parliamo solo di cani visibili) dai 10 ai 20 cani con relativi cuccioli al seguito, i conti sono presto fatti. Si tratta di cani che vengono spesso maltrattati, perche’ utilizzati come giocattoli dai bambini. Vengono lasciati allo stato brado, vivono in branco e difendono il loro territorio, non sono sterilizzati, con il risultato che lo stato psicologico di questi cani e’ davvero provato. L’associazione ha quindi reso noto di aver “chiesto e supplicato l’intervento delle istituzioni competenti, ma i campi rom – dicono – sembrano essere ‘territorio franco’ dove le istituzioni non entrano, niente vigili, niente polizia, niente asl. Chiediamo di non demonizzare e strumentalizzare i cani – e’ la conclusione – di smettere di chiamarli cani randagi, perche’ sono cani che frequentano i campi rom, cani dei rom. Chiediamo alle autorita’ competenti di entrare nei campi rom”.

Foto: La Repubblica

Crisi Grecia: animali abbandonati nelle strade

hgg.jpgLa crisi economica che ha colpito la Grecia in questi ultimi tempi si è fatta sentire non solo tra lea gente ma anche tra gli animali, che sono finiti loro malgrado inghiottiti in questa “bufera” nazionale. Molte associazioni in prima linea per i diritti degli animali, che operano sul territorio ellenico, dichiarano di essere in grossa difficoltà, visto i tagli dei finanziamenti delle loro attività, le donazioni diminute oltre al crescente numero di abbandoni giornalieri e al recupero di cani di proprietà. Vengono abbandonati e legati su panchine o pali della luce, perchè i proprietari non riescono piu a prendersi cura di loro. La situazione è completamente fuori controllo, riferisce Christiana Kalogeropoulou, volontaria del gruppo non-profit Stray.gr al quotidiano Kathimerini. Tutti gli sforzi fatti in passato per cambiare la mentalità della gente e far si’ che lo Stato si assumesse le proprie responsabilita’ ciontro il fenomeno del randagismo non sono serviti a niente. Le autorità statali hanno smesso di finanziare le operazioni di soccorso degli animali a partire dal 2009, aggiunge Grigoris Gourdomichalis, capo dell’Associazione ambientale per i Comuni di Atene e Pireo, ed il suo gruppo – che è il più grande del genere in Grecia – e’ da tre anni che non riceve dallo Stato nemmeno un centesimo nonostante per legge abbia diritto a finanziamenti pari al 70% del suo bilancio annuale. Nonostante cio’, l’associazione continua a nutrire, vaccinare e sterilizzare randagi nelle 18 circoscrizioni che compongono Atene e il Pireo. Ma Gourdomichalis ci tiene a precisare che continueranno a fare il loro dovere, anche se con estrema difficoltà proprio nel momento in cui il numero dei cani randagi per le strade è arrivato alle stelle ed e’ scoppiata un’epidemia di cimurro che, per un cane, è una delle principali cause di morte”.