Zoo di Copenaghen: giraffa uccisa e sezionata davanti a bambini

fd44444444444Ucciso con un colpo di pistola alla testa, sezionato e dato in pasto ai leoni davanti un pubblico di adulti e bambini divertito nello zoo di Copenaghen. E’ questa la fine toccata a Marius, un piccolo di giraffa nato 18 mesi fa nel giardino zoologico tra i più antichi d’Europa, diretto da Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo. Colui che avrebbe dovuto tutelare la sua salute (Marius non è stato ucciso perché malato), colui che dovrebbe garantire l’educazione ambientale con percorsi didattici atti a sviluppare e diffondere la conoscenza della natura, degli altri animali, ha autorizzato l’uccisione e la sezione pubblica dell’animale davanti ad un pubblico di adulti e bambini. A nulla sono valse le proposte di altri zoo di accogliere la AUTOPSY ON MARIUSgiraffa per salvarla da morte certa, a nulla è servita la raccolta firme partita per salvare Marius, che in pochissimo tempo ha fatto il giro del web. Bengt Holst, Presidente anche dell’Associazione europea di Zoo e Acquari (EAZA), davanti ad un mondo indignato, si è giustificato dicendo che tra i suoi obblighi rientrava: “impedire al giovane esemplare di riprodursi”. L’EAZA, infatti, detta regole ferree vietando la riproduzione tra ‘parenti’ allo scopo di mantenere sane le specie all’interno della struttura.

Grosseto: rischio che lupi e cani siano uccisi da allevatori, allarme Lav

Immaginedd.jpg“Se le gabbie di cattura saranno gestite degli allevatori prima che siano installate telecamere di controllo c’è il grosso rischio che gli animali catturati non vengano segnalati, ma subito uccisi, che siano lupi, cani o ibridi”. La LAV lancia l’allarme su un aspetto dedicato del progetto Ibriwolf in atto per tutelare le greggi dagli attacchi di canidi. L’assessore provinciale all’agricoltura Rossi ha infatti fatto capire che saranno gli stessi allevatori a monitorare le otto trappole piazzate in varie aziende agricole maremmane e dovranno segnalare ogni eventuale cattura agli enti competenti. Solo in seguito, con tempi non specificati, saranno piazzate le telecamere di sorveglianza.

“Abbiamo ben visto cosa sono capaci di fare gli allevatori quando hanno a più riprese minacciato di farsi giustizia da soli, moralmente sostenuti dal presidente della Cia, Enrico Rabazzi, o quando addirittura hanno gettato cani uccisi in piazza come nel caso di Roccalbegna”, afferma Bottinelli “ed è chiaro che il pericolo che questa giustizia sommaria si attui nel momento stesso in cui troveranno animali intrappolati è altissimo. Non ci sarà infatti nessuno che potrà contestare loro l’uccisione di animali non dichiarati”.

“La richiesta è precisa: le catture devono cominciare solo dopo il posizionamento delle telecamere di controllo”, sostiene Bottinelli. “In caso contrario il progetto rischia di ridursi a una licenza di uccidere con tanto di sostegno pubblico finanziato con fondi europei”.

E’ morto Alex, cane eroe del terremoto dell’Aquila

cane alex-2.jpgÈ morto Alex, il cane diventato eroe che per giorni interi ha scavato tra le macerie del terremoto che aveva colpito l’Aquila nel 2009. Si è buttato in mare da una scogliera di Camogli, in provincia di Genova, facendo un volo di 15 metri.

La disgrazia è avvenuta alle ore 13.30: Alex si butta all’improvviso in mare.

Il cane era di proprietà del vigile del fuoco Massimo Angeloni, 42enne genovese.Quando ha visto il cane in mare il vigile ha pensato “Questa volta è andata bene”,. Invece poi la terribile scoperta, quando ha raggiunto il livello del mare, si è reso conto che Alex galleggiava purtroppo senza vita.

Fulvio Pittaluga, responsabile dell’unità cinofila ligure dei vigili del fuoco, “Forse uno stimolo di quelli che sentiva nelle ricerche, non possiamo dirlo”.

“Trovammo tre persone grazie lui, purtroppo decedute”, ricorda ancora Pittaluga, che raccontare la storia del cane visto che il padrone, in organico al gruppo Saf è troppo scosso dalla disgrazia che ha trasformato una gita di famiglia, con la moglie e le due figlie, in un giorno da dimenticare.  Alex era un cane di grandissima affidabilità e professionalità. Volava anche dall’elicottero”. Per questo “è stata una gravissima perdita”.

Alex che aveva 6 anni, era un golden retriever e fin da cucciolo aveva cominciato i corsi di formazione e a due anni ha superato gli esami per diventare operativo. Era uno dei 12 operativi delle unità cinofile della Liguria dei pompieri.

Cacciatore dimentica il cane legato all’auto e lo trascina per km

4ewsd.jpgHa trascinato il cane per chilometri, legato al gancio posteriore della sua auto fino nel centro abitato del paese seminando la scia di sangue della povera bestiola straziata. È l’orrenda scena cui hanno assistito diversi testimoniva San Miniato da via Sforza a via Dalmazia, dove abita l’anziano cacciatore, dipendente pubblico in pensione, proprietario di quel cane e di altri della stessa razza che utilizza per la caccia al cinghiale. Ed è ripercorrendo quella striscia di sangue che lo hanno rintracciato gli agenti della polizia municipale, ricevute le telefonate di cittadini scioccati dall’agghiacciante visione.

Uno di loro, stava parlando al telefono quando, dalla finestra dell’ufficio, ha visto tutto e dice: «una scena tremenda, nemmeno nei film dell’orrore ho mai visto una cosa del genere. Stavo parlando con un cliente quando è passata quest’auto, con la bauliera aperta e il cane legato per il collo, trascinato dietro. Ho gridato al conducente di fermarsi ma quello sembrava non accorgersi di niente, così sono salito in auto e l’ho seguito fin sotto casa. È un ultra settantenne, che porta l’apparecchio acustico. Ha detto che si era dimenticato del cane legato dietro e si è reso conto di quel che aveva fatto soltanto quando si è fermato davanti a casa. Ha chiamato il veterinario, il povero cane era ancora vivo, ma chissà se riuscirà a cavarsela dopo quel che ha dovuto patire».

San Miniato, si dimentica il cane legato all’auto e lo trascina per chilometri
Il segugio, ricoverato presso un ambulatorio, è già stato operato una prima volta. Il veterinario non ha escluso la possibilità di un secondo intervento, specie per ricostruire le parti lacerate. Più suture sarebbero state eseguite ed al cane sono attualmente somministrate flebo ed antibiotici. Il pericolo è quello di necrosi ed infezioni.

Del caso si occupa ora la polizia municipale di San Miniato, anche se le possibilità che l’uomo rischi una denuncia per maltrattamento di animali sono pressochè nulle, perchè, a quanto pare, si tratta di un tragico imprevisto. Ma dopo l’accaduto ora tutti in paese chiedono che si verifichi come l’uomo tiene anche gli altri cani e se sia ancora idoneo al possesso del porto d’armi.

Bambino di otto anni colpito da un pallino da caccia

index.jpgUn bambino di 8 anni è stato colpito di striscio al volto da un pallino da caccia sparato, vicino casa, da un cacciatore che ora i carabinieri stanno cercando di individuare.

E’ accaduto ieri sera a Massarosa in provincia di Lucca: il piccolo ha riportato solo una lievissima ferita, giudicata guaribile in 2 giorni. Il pallino ha colpito di rimbalzo anche una zia del bambino, che era insieme al nipote in giardino, e un muratore che si trovava sul tetto dell’abitazione per alcuni lavori: i due adulti non hanno riportato alcuna lesione e non sono neanche andati in ospedale.

Il cacciatore, secondo quanto emerso, è stato descritto come un uomo di circa 60 anni che si è poi allontanato. Se verrà individuato, per lui dovrebbe scattare una denuncia.

Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU-BirdLife Italia, commenta il fatto: ‘il ferimento di un bimbo di Massarosa (Lucca), colpito al volto da un pallino da caccia, impone una seria riflessione sui rischi di lesioni, anche gravi, ai cittadini, dovuti all’imperizia di singoli cacciatori ma anche all’insufficienza delle distanze minime di rispetto in direzione di abitazioni e luoghi di lavoro, troppo spesso violate”.

Capitan, il cane argentino che vive accanto alla tomba del padrone

dc.jpgNella città argentina di Villa Carlos Paz, nella provincia di Cordoba, tutti conoscono “Capitan”, il cane che sei anni dopo la morte del proprietario vive nel cimitero locale accanto alla sua tomba, anche se nessuno gli aveva spiegato quale fosse. Capitan, raccontano i media argentini, è un meticcio tipo lupoide. Quando era ancora un cucciolo, venne regalato da Miguel al figlio, Damian, ma lui sviluppò un forte legame con Miguel. E quando morì, nel marzo del 2006, il cane, che nel frattempo era stato affidato a degli amici, tornò a casa, annusò ogni angolo alla ricerca del padrone, e poi scomparve, come ha raccontato la moglie alla stampa locale. La donna pensava fosse morto.

capitan-cane-argentina.jpegMa una settimana dopo, andando a visitare la tomba del marito insieme al figlio, l’ha ritrovato nel cimitero: Si avvicinò a noi, con lamenti e abbai, come se stesse piangendo. Capitan però non è più voluto tornare a casa, ogni tanto ci passa, ma trascorre gran parte delle sue giornate vicino al suo amico che non c’è piu.

Il personale del cimitero si occupa della sua cura ormai da anni. E ogni giorno, alle sei in punto, si stende sopra la tomba e rimane lì tutta la notte.

San Sebastian, altra città spagnola vuol dire addio a corride

sd3.jpgDopo Barcellona anche San Sebastian, nei Paesi Baschi, si prepara a dire addio alle corride. “Ad oggi non si contempla in assoluto alcun nuovo accordo con imprese taurine per la Semana Grande dell’anno prossimo”, ha dichiarato oggi ai media il sindaco Juan Karlos Izagirre, della formazione indipendentista Bildu. La Semana Grande, in basco Aste Nagusia, sono le principali feste locali che si svolgono ogni anno dall’11 al 18 agosto. Il governo municipale di Bildu “condivide al cento per cento il discorso antitaurino, secondo cui la sofferenza dell’animale non deve diventare uno spettacolo pubblico”, ha assicurato Izaguirre. Ed ha sostenuto che “il dibattito ‘tori si o no’ è arricchente e positivo”, sottolineando che “le corride non sono la spina dorsale” della Semana Grande di San Sebastian, come confermano “i dati sulle entrate alla fiera taurina di quest’anno”. Nel tracciare un bilancio dell’ultima manifestazione, sia il Partito socialista (Pse) che il Partito Popolare (PP) hanno reclamato di non sopprimere le corride; mentre il Partito Nazionalista Basco (Pnv) ha esortato a focalizzare il dibattito in termini di rendimento economico per la città. Dal 1 gennaio scorso è in vigore il divieto delle corride in Catalogna, approvato dal Parlamento catalano su iniziativa di legge popolare promossa dalla piattaforma Prou (Basta!). Dal 1991 un’analoga messa al bando dei combattimenti con gli animali è vigente alle Canarie.

Fonte: ANSAmed

Vittima dei trafficanti di droga: la nuova vita di Lemon Pie

cv.jpgI trafficanti di droga messicani lo avevano usato come cavia per praticare mutilazioni. E una volta finita la “pratica”, lo sfortunato cagnolone era stato gettato sanguinante in un cassonetto dell’immondizia, senza le due zampe anteriori, entrambe mozzate. Però, per sua fortuna, qualcuno nel quartiere Fresnillo di Città del Messicoaveva sentito il pianto della bestiola, recuperandolo e portandolo in un rifugio per cani della capitale Città del Messico.

Ribatezzato Lemon Pie (torta di limone), i volontari, dopo avergli curato le ferite, avevano optato per mettergli delle protesi. Senza le zampe anteriori, era impossibile per lui muoversi e avere una vita normale. Le protesi erano però costose e venivano costruite solo in America. Patricia Ruiz della fondazione Mexico’s Milagros Caninons, tramite una raccolta fondi, in pochissimo tempo aveva raggiunto la quota necessaria per il loro l’acquisto (6mila dollari).

“Abbiamo realizzato uno stampo in gesso degli arti inferiori e abbiamo dato al centro medico americano tutti i dati necessari per la costruzione delle protesi”, dice il veterinario che si è occupato della storia della povera bestiola. Le protesi sono arrivate dopo due mesi.

I volontari dicono che si sta rapidamente adeguando con le protesi e può indossarle più a lungo giorno dopo giorno.

Ora “Torta di limone” continuerà a correre e giocare, riacquistando cosi anche un pò di fiducia nei confronti degli uomini. Negli anni passati, se un animale aveva subito più di un’amputazione ad un arto, l’eutanasia era l’opzione più probabile. Fortunatamente la tecnologia negli ultimi anni è stata di aiuto per gli animali e Lemon Pie ne è un buon esempio.

Aveva perso il cane, lo ritrova dopo 5 anni

ui.jpgAveva perso il cane a Imperia nel 2005: il padrone lo ritrova dopo 5 anni e sono di nuovo insieme. Ne da notizia in questi giorni Sanremonews.it

Toscio, cane incrocio sharpei di 7 anni, era stato trovato ad Altare nei pressi dell’autostrada nell’estate del 2005. Il numero di tatuaggio era illeggibile e si è subito pensato ad un abbandono estivo. Invece era stato perduto in provincia di Imperia ed il giovane proprietario lo aveva cercato a lungo; nel 2010, navigando su Internet, lo aveva ritrovato esposto sul sito del rifugio di Cadibona gestito dall’Enpa, ma il tentativo di riprenderlo in famiglia era fallito: il giovane s’era nel frattempo sposato ed aveva un figlio, con il quale Toscìo non era andato d’accordo fin dal primo istante e quindi era dovuto ritornare in rifugio.

L’amore tra cane e padrone non si è mai interrotto ed il mese scorso, trasferitosi in una casa con giardino ed essendo il figlio cresciuto, hanno riprovato a convivere, questa volta con successo: cane e bambino si sono subito piaciuti ed ora vivono serenamente.

Turi: vigili del fuoco salvano cucciolo rimasto incastrato nel muro

435.jpgUn cucciolo di appena 2 mesi è stato salvato dai vigili del fuoco di Putignano dopo essersi infilato in una cavità di un muro, forse per paura, rimanendo incastrato. E’ accaduto qualche giorno fa nel Comune di Turi, presso l’ex Macello. Per primi, dopo aver udito i suoi lamenti, hanno provato a liberarlo alcuni volontari che si occupano dei randagi, ma senza successo. Alla fine hanno deciso di allertare i Vigili del Fuoco del Turno A, guidati dal CSE Antonio Lovece, cominciando ad allargare il “buco” con mazzetta e scalpello dove il cucciolo era rimasto incastrato e, dopo circa 35 minuti di lavoro, sono riusciti a liberarlo e a portarlo in salvo. Volontari e  pompieri lo hanno rifocillato con acqua e croccantini, ridonandogli la libertà.