Benevento: infilza un cane con un forcone e aggredisce il proprietario, denunciato un 48enne

cane_in_gabbiaUn uomo di quarantaquattro anni residente a Baselice, in provincia di Benevento, è stato denunciato dai carabinieri della locale Stazione per i reati di minaccia, lesioni e maltrattamento di animali. Il tutto è avvenuto in un terreno di proprietà di un agricoltore di 30 anni, nei pressi del centro Fortorino, mentre era al lavoro sul proprio appezzamento. Il vicino, anch’egli agricoltore, probabilmente a causa di rancori legati alla presenza del cane, avrebbe afferrato un forcone dal proprio automezzo e, dopo aver avvicinato l’animale, lo avrebbe infilzato provocandogli serie ferite. Successivamente, l’aggressore si sarebbe avventato anche sull’agricoltore spingendolo a terra e minacciando di riservargli lo stesso trattamento adottato nei confronti del suo cane, sotto gli occhi di un bambino di tre anni, figlio della vittima. Allertati i Carabinieri, è intervenuta subito una pattuglia della Stazione di Baselice che si è subito proccupata anche di avvisare un veterinario per le cure del cane. L’aggressore è stato così identificato e deferito all’Autorità Giudiziaria per lesioni personali, minaccia e maltrattamento ad animali. Il cane, sottoposto a cure mediche dal veterinario, è tornato a casa.

Foto dal web

Sedano e abbandonano il cane in una casa colonica abbandonata

dscx.jpgSedano il cane e lo abbandonano nei pressi dell’autostrada. Un episodio incredibile avvenuto nei giorni scorsi a Reggio Emilia. Ne da notizia “Ilrestodelcarlino.”

I proprietari, giunti all’ingresso dell’autostrada, hanno lasciato il cane in una casa colonica abbandonata, nei pressi del Punto Blu.
Fortunatamente per lui, è transitato da quelle parti un pensionato che si è accorto della presenza di una gabbia per animali, con all’interno il cane assopito e debilitato. L’uomo ha allertato i vigili urbani che a loro volta hanno fatto intervenire i volontari Enpa.

Oltre a sedarlo pesantemente, lo hanno messo all’interno della gabbia  con museruola, collare e guinzaglio. «Per fortuna sta meglio, era completamente coperto da zecche, commenta  Stella Borghi, consigliera dell’Enpa».  Ancora poche ore in quelle condizioni con un caldo infernale e il cane sarebbe morto.

L’Enpa, per cercare di individuare i responabili, mette a disposizione questi numeri: 3384338703 e (nelle ore serali) 0522953163. Le informazioni possono essere fornite anche in forma anonima.

Fonte foto: IlRestodelCarlino

La storia di Norman, cagnolino maltrattato e abbandonato

1045091_10151753028022463_2121920849_n.jpgLo avevano maltrattato, ignorato, lasciato quasi morire di fame per poi decidere di abbandonarlo in un parcheggio nell’Indiana. E’ la storia di Norman, ribattezzato così dai suoi salvatori, un cagnolino di 11 anni, sordo e con problemi di artrite alle zampe posteriori. Ma ora, ad un anno di distanza dal suo ritrovamento, si può vedere cosa può fare l’amore e l’attenzione di una famiglia.

Per aiutarlo, venne contattata Jeni Christoffersen, presidente dell’associazione FIDO (Friends of Indianapolis Dogs Outside), che ricorda come all’inizio Norman non avesse energia, era apatico e non riusciva nemmeno a camminare o alzare la testa. Lo avevano picchiato e lasciato morire di fame. Purtroppo però a distanza di un anno, le autorità non sono riuscite ad individuare chi maltrattava Norman.

Norman ora vive con Susan Niehoff, che si è presa cura di lui per quasi un anno, raccontando al sito dell’associazione FIDO i suoi primi mesi in casa: se lo 1011257_10151753027952463_263106639_n.jpgaccarezzavi si accucciava per paura di essere picchiato. Quando mangiava era possessivo della ciotola ed era molto affamato. Ma Susan non si è persa d’animo, lasciando a Norman i suoi tempi e spazi. Ben presto cominciò a fidarsi e ora lui ama essere amato. L’ho chiamato Norman, anche se lui non può sentire il suo nome. Purtroppo, aveva così tante infezioni non curate all’orecchio che è diventato sordo. Norman ha circa undici anni,  soffre di artrite ma con l’aiuto di un carrellino, riesce a muoversi agevolmente e si comporta come un cane giovane. E’ una gioia per me, per la mia famiglia e gli amici.

Si dimenticano il cane in macchina per 12 ore: muore disidratato

Cane lasciato in macchina e morto a Moncalieri

vcvc.jpgHanno lasciato il proprio cane chiuso in auto la sera, ma si sono dimenticati di andarlo a riprendere la mattina: quasi 12 ore, in cui ha perso la vita Luna, un cane corso di appena 14 mesi. Per questo motivo una coppia di Pisa è stata denunciata per maltrattamenti di animale con l’aggravante della morte. Si sono giustificati dicendo che durante la notte uno dei due si era sentito male e che non erano riusciti a scendere di casa.

I due erano andati a dormire dai genitori a Moncalieri, lasciando Luna chiusa in macchina. Questo succedeva di sera. Nel pomeriggio del giorno dopo, un passante ha notato dentro l’auto il cane respirare faticosamente. L’uomo ha chiamato la Polizia municipale che ha rintracciato i proprietari dell’animale. Luna è stata trasportata presso la clinica veterinaria Anubi di Moncalieri, ma è arrivata in condizioni gravi e disidratata e purtroppo poche ore dopo è morta.

In foto: un cane in auto

Abbandonata da un’auto in corsa: si cerca il responsabile

dsd.jpgUna cucciola è stato abbandonata davanti alla cancellata della procura di Napoli, al Centro Direzionale. La piccola è stato lanciata da un’auto che si è poi allontanata velocemente. Sulla vicenda è stata avviata una indagine: un pm ha disposto che vengano esaminati i filmati registrati dalle videocamere collocate all’esterno dell’edificio nel tentativo di risalire al responsabile nei cui confronti, se l’identificazione avrà successo, si procederà per il reato di maltrattamento di animali. Il fascicolo sarà trasmesso al pool di pm che si occupano di “reati contro animali”, una sezione coordinata dal procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso. La cucciola che appariva molto sofferente anche a causa del caldo, è stata soccorsa e rifocillata con acqua e croccantini in una gara di solidarietà che ha visto impegnati poliziotti, avvocati, magistrati e impiegati della procura. In questa brutta disavventura, c’è un lieto fine, perchè la pelosina è stata infatti adottata da un finanziere che l’ha portata con sé nella sua casa di Formia.

Foto: interno18.it

Treviso: seviziò il cane dei vicini, condannato

fdfd55.jpgE’ stato condannato a tremila euro di multa (con indulto) e duemila euro di risarcimento danni e spese legali per aver maltrattato il cane dei vicini. Stando alle accuse della Procura, un pastore tedesco sarebbe stato letteralmente seviziato: centrato in testa con proiettili sparati da una pistola ad aria compressa, spaventato con petardi, ricoperto di liquami fetidi. A processo con l’accusa di maltrattamenti di animali è finito Ottavio Russolo, residente a Fontanelle, nel trevigiano. I fatti contestati risalgono al 2005, anche se il procedimento è stato avviato soltanto tre anni più tardi. Ma ora è arrivata la sentenza: uno dei tre episodi contestati, con ferimento del cane alla testa, è stato riconosciuto dal giudice e Russolo è stato condannato a pagare tremila euro di multa (lo salva l’indulto), mille euro di risarcimento e altri mille di spese legali.

Lascia morire di stenti i cani: denunciato un 53enne di Polesine Parmense

Img1-55093.jpgNello scorso fine settimana i carabinieri di Zibello hanno denunciato un 53enne di Polesine Parmense che aveva lasciato senza cibo e in pessime condizioni i suoi cinque cani, uno dei quali è stato ritrovato anche morto. 

La segnalazione è arrivata da un passante che ha scorto in un giardino privato alcuni box con all’interno alcuni cani in pessime condizioni di salute. I carabinieri, giunti sul posto, hanno verificato che uno dei cani, un bracco tedesco, era deceduto per denutrizione e  probabilmente era morto già da qualche giorno. Nelle altre gabbie, vi erano un pointer, un meticcio, un altro bracco e un beagle, vivi ma in evidente stato di denutrizione. Dopo l’intervento di un veterinario della Asl, gli animali sono stati affidati ad una struttura del Comune di Polesine. Per il proprietario dei cani, di origini lombarde ma residente da anni nel parmense, è scattata una denuncia per maltrattamenti e uccisione di animali. 

Cane muore investito, vegliato da due cani – Video

54454.jpgUn cane viene travolto da un’ automobile sull’autostrada che unisce Vilnius a Panevezys, in Lituania. L’animale viene lasciato senza vita in strada e l’automobilista si allontana senza soccorrerlo. Lo raggiungono invece altri due cani che lo vegliano, schivando le automobili in arrivo. Le strazianti immagini sono state filmate da Bridget Kymantaite, animalista lituana, che ha tentato di soccorrere il cane trasportandolo in un villaggio vicino, insieme agli altri due cani. Il filmato è stato pubblicato online nel tentativo di rintracciare eventuali testimoni dell’incidente, oltre che i padroni degli animali.

Sei cani uccisi a Vieste: due cuccioli gettati in un pozzo, altri uccisi a bastonate

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Assurdo episodio accaduto domenica 24 febbraio a Vieste, in provincia di Foggia. Ignoti si sono introdotti di notte in un podere recintato  massacrando e uccidendo sei cani, tra cui anche due cuccioli. 

I quattro randagi adulti, raccolti e sottratti dalla strada con amorevole cura da parte degli animalisti di Vieste, dopo essere stati sottoposti da parte dell’Asl a tutte le profilissi (vaccinazioni, sterilizzazioni e microchippatura), erano stati adottati da una persona residente a Vieste solo qualche giorno fa. L’adottante aveva deciso di portarli in un terreno di sua proprietà posto nell’immediato confine con il territorio di Peschici. I cani, fino a ieri sera erano felici per la loro “nuova” casa, lontani dalla strada e dai pericoli e a contatto diretto con la natura. Tura, Sempronia, Lele e Nerina erano i nomi che gli animalisti avevano dato ai cagnolini randagi. Questa mattina però, l’amara sorpresa.

I due cuccioli di pochi mesi, si legge in una nota tramite Facebook, sono stati ritrovati morti dentro il pozzo per la raccolta di acqua piovana, alto circa quattro metri, dove sono annegati. Il pozzo era regolarmente chiuso. Tura e Lele, erano invece a poca distanza dal pozzo, in una cascina parzialmente diroccata e, mentre Lele aveva la mandibola leggermente fracassata e con il muso incuneato in una buca, forse per tentare di sfuggire ai suoi “carnefici. Tura potrebbe invece essere deceduta di paura alla visione del massacro del suo compagno. La scena più atroce appariva in un altro locale della vecchia masseria – la cui porta era stata scassinata, dove una cagnolina era riversa a terra con la faccia probabilmente fracassata da qualche bastone e l’altra, stesa su un vecchio materasso, con identiche lesioni. I due cani erano in un lago di sangue.

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“Non mi era mai capitato di vedere atti delinquenziali e cattiveria di questa portata e non riesco neanche a spiegarmi il perché” ha commentato il Dr Baldi Veterinario della ASL e responsabile per il randagismo a Vieste e Peschici, intervenuto sul posto per i primi accertamenti. Gli animalisti di Vieste hanno appreso la notizia con rammarico sono anche loro intervenuti sul posto.

Loro non facevano male a nessuno e li abbiamo tolti dalla strada proprio per non farli finire sotto una macchina. Li abbiamo curati amorevolmente e ci davano tutto il loro affetto. Di questa morte crudele ci sentiamo responsabili, ha detto Francesca Toto non nascondendo le lacrime. Perché sarebbero ancora in vita se li avessimo lasciati sulla strada. Ma perché accanirsi cosi duramente visto che erano tranquilli per i fatti loro e non davano fastidio neanche con l’abbaiare perché qui siamo lontani da qualsiasi abitazione?“.

Il massacro è avvenuto qualche giorno dopo la notizia dell’avvelenamento dei cani sempre sul Gargano, a Vico. 

Germania: vogliono portale via i cani, ne uccide 10 poi si suicida

fd43.jpgLe autorità tedesche volevano portarle via i suoi cani, ben 13, perchè tenuti in condizioni non adeguate. Tutto è accaduto in pochi minuti, racconta l’agenzia Dpa, quando l’addetto del comune di Kronach, in Baviera, si è presentato a casa della 49enne insieme a tre agenti di polizia per verificare le condizioni degli animali. Dopo un breve colloquio la 49enne ha chiuso fuori casa i 4 uomini, iniziando a sparare contro i suoi cani all’interno dell’abitazione. Sentiti i colpi, gli agenti sono intervenuti sfondando la porta, ma alla vista dei primi tre animali senza vita hanno chiesto l’intervento delle forze speciali. Al loro arrivo, il dramma si era già compiuto: dieci cani di razza pastore australiano erano morti, mentre tre erano invece feriti, ma ancora in vita, e attualmente sono sottoposti a cure veterinarie. La donna si è tolta la vita. La polizia ha avviato le indagini per capire la provenienza della pistola.

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