Tratta dei cuccioli dall’est: 33 finiscono sequestrati

Forestale salva 106 cuccioli cani, due denunceI carabinieri di Gorizia, durante un normale controllo al confine, hanno scoperto all’interno di un furgone 33 cuccioli di cane, prelevati in Slovacchia, costretti in gabbiette di metallo. Alla guida del mezzo c’era un 48enne di Ponzano, che è stato denunciato per maltrattamento di animali. I cuccioli di varie razze (Labrador, Chihuahua, Barboncino, Yorkshire, Shitzu, Akita-Inu, Malamut, Husky e Maltese), viaggiavano con documentazione risultata falsa: la Procura di Gorizia ha disposto il sequestro delle bestiole, che ora si trovano in un canile sanitario di Ponzano Veneto (Treviso), in attesa di essere affidati.

Serve tolleranza zero nei confronti di chi tratta gli animali in questo modo: rispetto il lavoro della magistratura, ma mi auguro una pena esemplare». È così che il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commenta il caso del 48enne di Ponzano fermato al confine con i cuccioli stipati in un furgone. “Bisogna dare l’esempio – continua Zaia – e non lasciare passare episodi di questo tipo, la tratta di animali non fa in nessun modo parte della cultura di chi vive in questo territorio che, da sempre, ha un legame speciale con un animale come il cane. Per fortuna è stato scoperto l’artefice di questo maltrattamento e ora i cuccioli sono salvi nel canile di Ponzano”.

Già ieri, dopo che la notizia è uscita, il canile gestito dall’Usl 9 ha ricevuto oltre 100 richieste di affido. «È consolante, anche se abbiamo notato che molti interessati erano attratti dalla notizia che erano tutti cani cuccioli e di razza – spiega il dirigente veterinario, Paolo Camerotto – nella nostra struttura ci sono sempre cani che attendono una famiglia, anche se non sempre giovani e di razza meticcia».

I cuccioli sono sotto sequestro penale e per adottarne uno si deve compilare la richiesta di affidamento scaricabile sul sito della Regione Friuli nella sezione «Benessere animale – cuccioli sequestrati».

Canile di Bari: 136 cani ancora senza cibo

dgfd.jpgSono trascorse circa 3 settimane da quando l’Assessore all’Ambiente Maria Maugeri, ha risposto all’appello di Anna Dalfino presidente dell’ACA (Associazione Cani Abbandonati Onlus) sulla richiesta di urgente aiuto per i cani del canile comunale di Bari in via dei FiordalisiI cani randagi sono senza cibo? Il Comune pagherà un acconto, dichiarò l’Assessore. Ma a tutt’oggi dal Comune totale silenzio e se non fosse stato per gli animalisti di tutta Italia che avevano raccolto l’appello mandando forniture di mangime, i cani sarebbero morti di fame. 

Purtroppo però la scorta di cibo ora è finita, l’acconto di cui parlava la Maugeri non si è ancora concretizzato, per cui l’ACA chiede un urgente intervento da parte del Sindaco Michele Emiliano, in qualità di massima autorità a livello sanitario, visto che tutti gli Enti preposti hanno fatto orecchio di mercante all’invito dell’ ACA ad un sopralluogo al Rifugio del Canile comunale di Bari. 

Pompei: chiuso negozio di animali, due denunce per maltrattamenti

Immaginebv.jpgPompei. In una operazione condotta dai carabinieri della stazione locale insieme al personale del servizio veterinario dell’Asl Napoli 3 Sud, due persone sono state denunciate per maltrattamento di animali perchè custodivano, nel loro negozio, animali da compagnia in condizioni non adeguate. I controlli delle forze dell’ordine sono stati estesi a tre esercizi commerciali adibiti alla vendita di animali ed è stata disposta la chiusura temporanea del negozio “La voliera” in via nolana, di proprietà di una 57enne. L’attività è risultata sprovvista dell’autorizzazione sanitaria. Sequestrati a scopo cautelativo 157 animali di varie specie (criceti, volatili, camaleonti e pesci ornamentali).

Foto dal web 

Canile municipale di Trapani sottoposto a sequestro cautelativo

canile.jpgIl canile municipale di Trapani è stato sottoposto a sequestro cautelativo. L’Amministrazione Comunale in merito al sequestro del canile comunale, operato dall’U.O.S Servizio territoriale Igiene degli Allevamenti ed Igiene Urbana – Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’ASP di Trapani, dichiara in una nota nel sito del comune: “il provvedimento di sequestro è l’epilogo di un processo avviato circa sei mesi fa quando, subito dopo l’insediamento, il Sindaco, a seguito di sopralluogo presso il canile municipale, aveva richiesto una serie di verifiche sulle condizioni igienico, sanitarie e strutturali. Evidentemente l’ASP si è attivata, fornendo prescrizioni e richiedendo adempimenti che hanno comportato l’avvio di procedure amministrative abbastanza lunghe e complesse, per cui è intervenuto prima il provvedimento di chiusura. Il provvedimento interviene limitatamente all’ingresso di ulteriori animali, che allo stato, così come rilevato, la struttura non è in grado di soddisfare. Tale evenienza era stata peraltro già rilevata a suo tempo tant’è che esiste già un progetto per la realizzazione di una struttura idonea all’accoglimento di un maggior numero di animali”.

Fonte: Comune.trapani.it

Foto: dal web

Cacciatore dimentica il cane legato all’auto e lo trascina per km

4ewsd.jpgHa trascinato il cane per chilometri, legato al gancio posteriore della sua auto fino nel centro abitato del paese seminando la scia di sangue della povera bestiola straziata. È l’orrenda scena cui hanno assistito diversi testimoniva San Miniato da via Sforza a via Dalmazia, dove abita l’anziano cacciatore, dipendente pubblico in pensione, proprietario di quel cane e di altri della stessa razza che utilizza per la caccia al cinghiale. Ed è ripercorrendo quella striscia di sangue che lo hanno rintracciato gli agenti della polizia municipale, ricevute le telefonate di cittadini scioccati dall’agghiacciante visione.

Uno di loro, stava parlando al telefono quando, dalla finestra dell’ufficio, ha visto tutto e dice: «una scena tremenda, nemmeno nei film dell’orrore ho mai visto una cosa del genere. Stavo parlando con un cliente quando è passata quest’auto, con la bauliera aperta e il cane legato per il collo, trascinato dietro. Ho gridato al conducente di fermarsi ma quello sembrava non accorgersi di niente, così sono salito in auto e l’ho seguito fin sotto casa. È un ultra settantenne, che porta l’apparecchio acustico. Ha detto che si era dimenticato del cane legato dietro e si è reso conto di quel che aveva fatto soltanto quando si è fermato davanti a casa. Ha chiamato il veterinario, il povero cane era ancora vivo, ma chissà se riuscirà a cavarsela dopo quel che ha dovuto patire».

San Miniato, si dimentica il cane legato all’auto e lo trascina per chilometri
Il segugio, ricoverato presso un ambulatorio, è già stato operato una prima volta. Il veterinario non ha escluso la possibilità di un secondo intervento, specie per ricostruire le parti lacerate. Più suture sarebbero state eseguite ed al cane sono attualmente somministrate flebo ed antibiotici. Il pericolo è quello di necrosi ed infezioni.

Del caso si occupa ora la polizia municipale di San Miniato, anche se le possibilità che l’uomo rischi una denuncia per maltrattamento di animali sono pressochè nulle, perchè, a quanto pare, si tratta di un tragico imprevisto. Ma dopo l’accaduto ora tutti in paese chiedono che si verifichi come l’uomo tiene anche gli altri cani e se sia ancora idoneo al possesso del porto d’armi.

Capoterra, autista butta fuori cucciolo e lo investe: tragica fatalità?

249515_452025538168820_1465508890_n.jpgIl conducente di uno scuolabus, quando a bordo del mezzo c’erano numerosi alunni della scuola media di Frutti d’Oro frazione sul litorale di Capoterra (Cagliari), dopo aver afferrato al collo un cucciolo di cane salito poco prima sul veicolo, durante la fermata, lo avrebbe scaraventato violentemente fuori dal mezzo, investendolo successivamente. L’episodio è avvenuto la mattina del 10 ottobre in località Rio San Girolamo. I carabinieri, intervenuti con un veterinario della Asl di Cagliari, hanno constatato la presenza del cucciolo morto, nel punto indicato. I militari stanno verificando l’esatta dinamica dei fatti e se effettivamente l’autista abbia agito volontariamente o si sia trattato di un tragico incidente, senza però prestare soccorso, come riporta il codice della strada, al cucciolo che aveva investito.

In queste ore si legge tra i quotidiani locali che la proprietaria del cagnolino ha presentato una denuncia ai carabinieri della stazione di Capoterra. Il caso è ora in mano alla Procura. Anche l’Enpa ha annunciato di voler presentare denuncia.

Bambino di otto anni colpito da un pallino da caccia

index.jpgUn bambino di 8 anni è stato colpito di striscio al volto da un pallino da caccia sparato, vicino casa, da un cacciatore che ora i carabinieri stanno cercando di individuare.

E’ accaduto ieri sera a Massarosa in provincia di Lucca: il piccolo ha riportato solo una lievissima ferita, giudicata guaribile in 2 giorni. Il pallino ha colpito di rimbalzo anche una zia del bambino, che era insieme al nipote in giardino, e un muratore che si trovava sul tetto dell’abitazione per alcuni lavori: i due adulti non hanno riportato alcuna lesione e non sono neanche andati in ospedale.

Il cacciatore, secondo quanto emerso, è stato descritto come un uomo di circa 60 anni che si è poi allontanato. Se verrà individuato, per lui dovrebbe scattare una denuncia.

Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU-BirdLife Italia, commenta il fatto: ‘il ferimento di un bimbo di Massarosa (Lucca), colpito al volto da un pallino da caccia, impone una seria riflessione sui rischi di lesioni, anche gravi, ai cittadini, dovuti all’imperizia di singoli cacciatori ma anche all’insufficienza delle distanze minime di rispetto in direzione di abitazioni e luoghi di lavoro, troppo spesso violate”.

Capitan, il cane argentino che vive accanto alla tomba del padrone

dc.jpgNella città argentina di Villa Carlos Paz, nella provincia di Cordoba, tutti conoscono “Capitan”, il cane che sei anni dopo la morte del proprietario vive nel cimitero locale accanto alla sua tomba, anche se nessuno gli aveva spiegato quale fosse. Capitan, raccontano i media argentini, è un meticcio tipo lupoide. Quando era ancora un cucciolo, venne regalato da Miguel al figlio, Damian, ma lui sviluppò un forte legame con Miguel. E quando morì, nel marzo del 2006, il cane, che nel frattempo era stato affidato a degli amici, tornò a casa, annusò ogni angolo alla ricerca del padrone, e poi scomparve, come ha raccontato la moglie alla stampa locale. La donna pensava fosse morto.

capitan-cane-argentina.jpegMa una settimana dopo, andando a visitare la tomba del marito insieme al figlio, l’ha ritrovato nel cimitero: Si avvicinò a noi, con lamenti e abbai, come se stesse piangendo. Capitan però non è più voluto tornare a casa, ogni tanto ci passa, ma trascorre gran parte delle sue giornate vicino al suo amico che non c’è piu.

Il personale del cimitero si occupa della sua cura ormai da anni. E ogni giorno, alle sei in punto, si stende sopra la tomba e rimane lì tutta la notte.

Vittima dei trafficanti di droga: la nuova vita di Lemon Pie

cv.jpgI trafficanti di droga messicani lo avevano usato come cavia per praticare mutilazioni. E una volta finita la “pratica”, lo sfortunato cagnolone era stato gettato sanguinante in un cassonetto dell’immondizia, senza le due zampe anteriori, entrambe mozzate. Però, per sua fortuna, qualcuno nel quartiere Fresnillo di Città del Messicoaveva sentito il pianto della bestiola, recuperandolo e portandolo in un rifugio per cani della capitale Città del Messico.

Ribatezzato Lemon Pie (torta di limone), i volontari, dopo avergli curato le ferite, avevano optato per mettergli delle protesi. Senza le zampe anteriori, era impossibile per lui muoversi e avere una vita normale. Le protesi erano però costose e venivano costruite solo in America. Patricia Ruiz della fondazione Mexico’s Milagros Caninons, tramite una raccolta fondi, in pochissimo tempo aveva raggiunto la quota necessaria per il loro l’acquisto (6mila dollari).

“Abbiamo realizzato uno stampo in gesso degli arti inferiori e abbiamo dato al centro medico americano tutti i dati necessari per la costruzione delle protesi”, dice il veterinario che si è occupato della storia della povera bestiola. Le protesi sono arrivate dopo due mesi.

I volontari dicono che si sta rapidamente adeguando con le protesi e può indossarle più a lungo giorno dopo giorno.

Ora “Torta di limone” continuerà a correre e giocare, riacquistando cosi anche un pò di fiducia nei confronti degli uomini. Negli anni passati, se un animale aveva subito più di un’amputazione ad un arto, l’eutanasia era l’opzione più probabile. Fortunatamente la tecnologia negli ultimi anni è stata di aiuto per gli animali e Lemon Pie ne è un buon esempio.

Aveva perso il cane, lo ritrova dopo 5 anni

ui.jpgAveva perso il cane a Imperia nel 2005: il padrone lo ritrova dopo 5 anni e sono di nuovo insieme. Ne da notizia in questi giorni Sanremonews.it

Toscio, cane incrocio sharpei di 7 anni, era stato trovato ad Altare nei pressi dell’autostrada nell’estate del 2005. Il numero di tatuaggio era illeggibile e si è subito pensato ad un abbandono estivo. Invece era stato perduto in provincia di Imperia ed il giovane proprietario lo aveva cercato a lungo; nel 2010, navigando su Internet, lo aveva ritrovato esposto sul sito del rifugio di Cadibona gestito dall’Enpa, ma il tentativo di riprenderlo in famiglia era fallito: il giovane s’era nel frattempo sposato ed aveva un figlio, con il quale Toscìo non era andato d’accordo fin dal primo istante e quindi era dovuto ritornare in rifugio.

L’amore tra cane e padrone non si è mai interrotto ed il mese scorso, trasferitosi in una casa con giardino ed essendo il figlio cresciuto, hanno riprovato a convivere, questa volta con successo: cane e bambino si sono subito piaciuti ed ora vivono serenamente.