Pensionato uccide a picconate un cane randagio

ds4eUn pensionato di 76 anni ha massacrato a colpi di piccone un cane randagio colpevole di avergli calpestato l’orto. E’ accaduto a Minervino Murge, in provincia di Barletta, dove i carabinieri della locale stazione lo hanno denunciato in stato di libertà. L’anziano, infastidito per la presenza nel proprio orto del randagio, avrebbe prima tentato di allontanarlo scagliandogli contro delle pietre e poi lo ha legato ad un palo e lo ha colpito diverse volte con un piccone uccidendolo sotto gli occhi di testimoni. A dare l’allarme al 112 è stato proprio chi ha assistito alla terribile scena. Nel corso della perquisizione domiciliare i carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro il piccone utilizzato.

Roma: cani da caccia maltrattati sequestrati dai Carabinieri

fvvvvvv.jpgDurante l’arresto per droga di un 53enne, trovato in possesso di 110 g di marijuana e tutto l’occorrente per confezionare le singole dosi, i carabinieri della compagnia di Palestrina hanno scoperto nel comune di San Cesareo, alle porte di Roma un’area in assoluto stato di degrado con all’interno un recinto con 9 cani da caccia, tra cataste di rifiuti con pericolose tra cui lastre di eternit. I cani (8 Springer Spaniel e 1 Setter inglese) erano denutriti e con segni di maltrattamenti, in ricoveri del tutto inadeguati, senza ciotole per l’acqua e completamente esposti alle intemperie, con scarti di cibo. I carabinieri hanno anche rinvenuto e sequestrato un collare elettrico per l’addestramento dei cani, strumento coercitivo assolutamente bandito dalla normativa. Inoltre sono stati sequestrati 5 fucili da caccia, alcuni dei quali irregolarmente detenuti e mal custoditi, e numerose cartucce non denunciate. Le gabbie e i manufatti dove erano tenuti i cani sono risultati del tutto abusivi. E’ stato richiesto l’intervento di personale specializzato dell’Asl ordinaria e di quella veterinaria e della polizia locale del comune di San Cesareo. Oltre a rispondere di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, in materia penale, l’arrestato dovra’ rispondere anche di maltrattamenti e detenzione di animali in condizioni incompatibili per la loro natura, omessa custodia di armi, violazioni delle norme sull’ambiente e abusivismo edilizio.

Albignasego: cane maltrattato e ucciso, poi gettato in un fosso

cvcv.JPGLo avevano trovato morto nello scorso luglio in un fosso in via Pio X ad Albigansego (PD), ucciso per le violente percosse ricevute. Un cane meticcio di media taglia aveva concluso cosi una vita fatta di maltrattamenti, segnalati anche ai vigili, ma purtroppo inutilmente. Ora sono arrivati gli esiti dell’autopsia – come riferisce il Mattino di Padova – che ha evidenziato la presenza nella cute di moltissimi parassiti, filaria, due vistose ecchimosi ad entrambi i fianchi, oltre ad aver ricevuto dei colpi in testa talmente forti da sfondargli il cranio. Quando il povero cagnolino era ancora in vita, veniva tenuto legato alla catena con un collare strettissimo, mangiava e beveva soltanto se i vicini di casa, impietositi, gli portavano qualcosa, fino al giorno del ritrovamento dentro un fosso nelle vicinanze dell’abitazione in cui viveva. Chi aveva ritrovato il corpo dell’animale, aveva fatto intervenire i veterinari dell’Usl (che ne hanno richiesto l’autopsia all’Istituto di zooprofilassi di Legnaro) e consegnato tutto il materiale ai vigili dell’Unione Pratiarcati. Incredibilmente, sembra che non ci sia ancora un nome sul responsabile delle sevizie e in quell’abitazione, sono presenti altri animali, che rischiano di fare la stessa fine del meticcio.

FOTO DAL WEB

Palombara Sabina: cane ritrovato ferito da una fucilata

Comunicato stampa del 16 ottobre 2013 – ALFA – Associazione Love For Animals

478384_584144304975972_1748355467_o.jpgIl territorio del Comune di Palombara Sabina, recentemente distintosi con l’approvazione di un Regolamento Comunale “Tutela e Benessere Animale” (D.C.C. n. 34/2013), è stato purtroppo teatro di un nuovo grave episodio di maltrattamento.  Infatti, la notte del 10 settembre u.s. un cane, appartenente a una cittadina di Palombara Sabina, è stato rinvenuto riverso sull’asfalto lungo la S.P. Pascolare con il muso devastato da un colpo di fucile da caccia. L’animale era scomparso poco prima dall’abitazione della proprietaria che, al suo rientro a casa, aveva trovato il cancello della sua proprietà aperto. A ormai un mese dall’accaduto, l’animale è ancora ricoverato presso una clinica veterinaria di Roma. Infatti il colpo di arma da fuoco, esploso a distanza ravvicinata, oltre ad aver compromesso la funzione visiva dell’occhio destro, ha provocato una perdita di tessuto della parte destra del muso pari al 60%.  La proprietaria ha sporto regolare denuncia, presso la Stazione Carabinieri di Palombara Sabina, e le indagini per individuare il responsabile sono state avviate.

“Questo episodio ci deve far riflettere – afferma il presidente di ALFA, Franco Clementoni – la guardia non deve mai essere abbassata. Non possiamo permettere che episodi come questi abbiano a ripetersi e che chi compie gesti tanto crudeli e incivili verso gli animali non venga punito dalla legge. Avere il coraggio di ridurre in queste condizioni un animale e poi tornare serenamente a casa propria ci dice tanto sul tipo di persona che abbiamo di fronte. E’ dimostrato che coloro che riescono ad essere crudeli verso gli animali, spesso, potrebbero diventare violenti anche verso gli esseri umani”. 

L’amministrazione di Palombara condanna fermamente questi episodi di brutalità disumana, rendendosi disponibile con qualsiasi mezzo ad aiutare gli organi preposti all’individuazione del colpevole e mettendosi a disposizione delle organizzazioni animaliste affinché possano attivarsi politiche educative in grado di sensibilizzare di più la cittadinanza sul tema in questione”, dichiara Danilo Quaglini, Vicesindaco con delega alla Sanità. “Ringraziamo vivamente i Carabinieri delle stazioni di Palombara Sabina e di Moricone, che hanno dimostrato professionalità e, soprattutto, sensibilità al benessere degli animali. Gesti tanto gravi e crudeli devono essere sempre denunciati e perseguiti dall’Autorità giudiziaria” continua il Presidente di ALFA, Franco Clementoni. 

Il Comune di Palombara Sabina e ALFA Associazione Love For Animals rivolgono un appello a tutti i cittadini perché vigilino sui propri animali e denuncino senza esitazione alle autorità competenti tutti gli episodi di maltrattamento di cui dovessero venire a conoscenza. Infine sottolineano nuovamente l’importanza della microchippatura dei cani. E’ infatti solo grazie a questo piccolo apparecchio che è stato possibile rintracciare il proprietario del cane protagonista di questo brutto episodio.

Volontarie Dacciunazampa ritrovano cagnolina impiccata

vbvb.jpgSconvolgente ritrovamento dei volontari dell’Associazione Dacciunazampa, che ogni giorno assistono quasi impotenti al tragico destino di molti randagi nel territorio di Reggio Calabria. Una cagnolina simil segugio è stata ritrovata impiccata nelle vicinanze del rifugio: qualcuno l’aveva da poco abbandonata e legata, insieme alle sue due cucciole, al corrimano. Ma si presume che nel tentativo di liberarsi dalla corda che le avevano legato al collo, la segugia sia scivolata dal dislivello e si sia impiccata. E’ morta cosi sotto gli occhi delle cucciole che hanno assistito all’agonia della loro madre. Le volontarie, sconvolte, chiamano i Carabinieri di Cataforio che a loro volta contattano l’Asl che arriva sul posto, senza rilevare nessun microchip sul corpo della povera cagnolina. Rimane lì appesa per ore perchè, si legge nella nota 44445.jpgdell’associazione, l’Asl non ha i mezzi e che nonostante i solleciti e l’intervento dei Carabinieri, la cagnolina è stata tolta dai volontari, tra lacrime e dolore al cuore, perché dopo ore sotto al sole era giusto e doveroso darle una dignità. Le due cucciole che hanno visto la morte della loro mamma, piene di parassiti e zecche, sono state recuperate e rifocillate. Per loro è gia pronto un viaggio verso un rifugio a Brescia, pronte per cercare casa.

Per chi volesse aiutare l’Associazione Dacciunazampa Onlus, può cliccare qui (ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)

Treviso: seviziò il cane dei vicini, condannato

fdfd55.jpgE’ stato condannato a tremila euro di multa (con indulto) e duemila euro di risarcimento danni e spese legali per aver maltrattato il cane dei vicini. Stando alle accuse della Procura, un pastore tedesco sarebbe stato letteralmente seviziato: centrato in testa con proiettili sparati da una pistola ad aria compressa, spaventato con petardi, ricoperto di liquami fetidi. A processo con l’accusa di maltrattamenti di animali è finito Ottavio Russolo, residente a Fontanelle, nel trevigiano. I fatti contestati risalgono al 2005, anche se il procedimento è stato avviato soltanto tre anni più tardi. Ma ora è arrivata la sentenza: uno dei tre episodi contestati, con ferimento del cane alla testa, è stato riconosciuto dal giudice e Russolo è stato condannato a pagare tremila euro di multa (lo salva l’indulto), mille euro di risarcimento e altri mille di spese legali.

Verona: cani segregati in un casolare abbandonato, carabinieri li salvano

tyb.jpgVerona. Due cani segregati al buio in un casolare disabitato nelle campagne di Villa Bartolomea, senza acqua nè cibo da almeno otto giorni, costretti a vivere tra i loro escrementi, ricoperti di zecche e gravi lesioni cutanee che li avevano ridotti in uno stato pietoso. Li hanno trovati quasi per caso due carabinieri della stazione di Castagnaro, impegnati in una serie di sopralluoghi nell’ambito di un’indagine su furti di rame. Un meticcio pincher ed una femmina di spinone sono stati così salvati da morte certa dai militari, con l’aiuto dei volontari della Lega per la difesa del cane di Legnago e della Bassa Veronese. I due cani, denutriti, disidratati ed ormai al limite delle forze, sarebbero morti di stenti nell’autorimessa di quella vecchia casa, chiusa con i lucchetti e con la porta foderata di lamiera. Vik e Dea, così ribattezzati dai loro soccorritori, si stanno lentamente riprendendo dopo essere stati curati nella clinica veterinaria del dottor Simone Tombolani.

Ci sono già arrivate alcune richieste e mi auguro che i due cani, sottoposti a maltrattamenti inauditi, trovino famiglie pronte ad accoglierli con tutto l’amore di cui hanno bisogno, dichiara Mariella Zamperlin, presidente della sezione locale della Lega del Cane.

Foto dal web

Sei cani uccisi a Vieste: due cuccioli gettati in un pozzo, altri uccisi a bastonate

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Assurdo episodio accaduto domenica 24 febbraio a Vieste, in provincia di Foggia. Ignoti si sono introdotti di notte in un podere recintato  massacrando e uccidendo sei cani, tra cui anche due cuccioli. 

I quattro randagi adulti, raccolti e sottratti dalla strada con amorevole cura da parte degli animalisti di Vieste, dopo essere stati sottoposti da parte dell’Asl a tutte le profilissi (vaccinazioni, sterilizzazioni e microchippatura), erano stati adottati da una persona residente a Vieste solo qualche giorno fa. L’adottante aveva deciso di portarli in un terreno di sua proprietà posto nell’immediato confine con il territorio di Peschici. I cani, fino a ieri sera erano felici per la loro “nuova” casa, lontani dalla strada e dai pericoli e a contatto diretto con la natura. Tura, Sempronia, Lele e Nerina erano i nomi che gli animalisti avevano dato ai cagnolini randagi. Questa mattina però, l’amara sorpresa.

I due cuccioli di pochi mesi, si legge in una nota tramite Facebook, sono stati ritrovati morti dentro il pozzo per la raccolta di acqua piovana, alto circa quattro metri, dove sono annegati. Il pozzo era regolarmente chiuso. Tura e Lele, erano invece a poca distanza dal pozzo, in una cascina parzialmente diroccata e, mentre Lele aveva la mandibola leggermente fracassata e con il muso incuneato in una buca, forse per tentare di sfuggire ai suoi “carnefici. Tura potrebbe invece essere deceduta di paura alla visione del massacro del suo compagno. La scena più atroce appariva in un altro locale della vecchia masseria – la cui porta era stata scassinata, dove una cagnolina era riversa a terra con la faccia probabilmente fracassata da qualche bastone e l’altra, stesa su un vecchio materasso, con identiche lesioni. I due cani erano in un lago di sangue.

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“Non mi era mai capitato di vedere atti delinquenziali e cattiveria di questa portata e non riesco neanche a spiegarmi il perché” ha commentato il Dr Baldi Veterinario della ASL e responsabile per il randagismo a Vieste e Peschici, intervenuto sul posto per i primi accertamenti. Gli animalisti di Vieste hanno appreso la notizia con rammarico sono anche loro intervenuti sul posto.

Loro non facevano male a nessuno e li abbiamo tolti dalla strada proprio per non farli finire sotto una macchina. Li abbiamo curati amorevolmente e ci davano tutto il loro affetto. Di questa morte crudele ci sentiamo responsabili, ha detto Francesca Toto non nascondendo le lacrime. Perché sarebbero ancora in vita se li avessimo lasciati sulla strada. Ma perché accanirsi cosi duramente visto che erano tranquilli per i fatti loro e non davano fastidio neanche con l’abbaiare perché qui siamo lontani da qualsiasi abitazione?“.

Il massacro è avvenuto qualche giorno dopo la notizia dell’avvelenamento dei cani sempre sul Gargano, a Vico. 

Lugano: ecco il “cane della vergogna”

Immagined.jpgImmagini forti, che non lasciano spazio all’interpretazione. Quasi completamente privo di pelo, con piaghe e rogna, ferite sparse in tutto il corpo. Se non bastasse, era costretto a dormire in uno spazio ridotto, al freddo e tra i suoi escrementi. All’inizio è stato ribattezzato il “cane della vergogna”. Il proprietario, residente in una località del luganese, spesso lo lasciava senza cibo e lo trascurava.

“Il caso era già stato segnalato diverse settimane fa dai vicini sia al veterinario cantonale, sia alla protezione animali. Ma nessuno è intervenuto. A quel punto hanno chiamato noi. Siamo riusciti a salvare il cane in tempo, non avrebbe resistito ancora a lungo in quelle condizioni”. A parlare sono i volontari dell’associazione “Angels 4 animals”, intervenuti per salvare lo sfortunato cane, che ora si chiamerà Ennòn.

Luca Bacciarini, dell’Ufficio del veterinario cantonale spiega al Corriere del Ticino: “Era una situazione nota da tempo. Siamo già intervenuti più volte presso il proprietario, la stessa cosa ha fatto l’autorità comunale. Proprio in queste settimane era stato programmato l’ennesimo controllo”. Bacciarini racconta come sia difficile intervenire e risolvere in tempi brevi questi casi. “Se la situazione è oggettivamente grave, si interviene subito, anche con il sequestro dell’animale. Di solito però si ordina al proprietario di ripristinare una tenuta corretta degli animali e solo se questo non viene fatto si prendono ulteriori misure. Noi dobbiamo in ogni caso muoverci all’interno della legalità. Anche in questi casi il proprietario di animali ha il diritto di contestare le misure e di ricorrere contro di esse”. 

“Le segnalazioni riguardanti gli animali domestici maltrattati sono in aumento, continua Bacciarini: ne riceviamo almeno 1-2 a settimana. Forse anche perché è aumentata la sensibilità nei confronti degli animali”. 

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Denutriti e maltrattati, sette cani sequestrati a Fontaniva (Pd)

ffd.jpgPolizia locale e guardie zoofile della Lac hanno sequestrato nel padovano  sette cani ad una coppia che si è stabilita dentro una roulotte sull’argine del Brenta a Fontaniva: l’uomo e la donna, (lui, F.C. di 38 anni e lei, C. M. di 27) entrambi pregiudicati per vari reati, sono stati denunciati per maltrattamento di animali.

Quattro cuccioli e altri tre di circa due anni, tutti meticci e probabilmente nati da vari incroci sempre all’interno della stessa famiglia, sono stati ritrovati magri e disidratati. Sporcizia e rifiuti erano sparsi ovunque sul terreno, con i cani tenuti legati agli alberi con delle corde lunghe appena mezzo metro, che rendevano impossibili i loro movimenti. Inoltre erano infestati da parassiti, sul corpo non erano presenti lesioni evidenti, ma l’atteggiamento spaventatissimo che hanno mostrato verso gli esseri umani, fa sospettare che venissero maltrattati. I sette cani sono stati spostati in una struttura.

La coppia staziona da tempo sull’argine, non molto lontano da un gruppo di nomadi che si accampa nei dintorni e che di cani ne avrà almeno una ventina.

In attesa della decisione del tribunale, i cani potranno essere dati in affidamento a famiglie disposte a prendersene cura, contattando la Lac, Lega per l’abolizione della caccia, al numero 3391915383.

FOTO DI REPERTORIO