Randagi per sperimentazione? Rimane il divieto

193016714-7f1ae430-b1a0-4fef-93d2-630de62ab753Sperimentazione su cani e gatti randagi “in via eccezionale”? Lo Schema di Decreto Legislativo proposto dal Governo per il recepimento della direttiva europea sulla vivisezione contiene tante cose che non vanno, come ben sappiamo, lo stravolgimento o la cancellazione di dieci punti su tredici dell’articolo 13 della legge di delegazione europea per i quali siamo mobilitati http://www.lav.it/cosa-puoi-fare-tu/aderisci-alla-protesta ma non questo. La notizia, infatti, è falsa. Basterebbe saper leggere una normativa (oltre che conoscere la lingua italiana).

Nell’ordine:
L’articolo 11 comma 1 della proposta governativa http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/729921.pdf recita: “E’ vietato l’impiego nelle procedure di animali randagi o provenienti da canili o rifugi, nonché di animali selvatici delle specie domestiche”. Poi, e questo ha fatto lanciare l’allarme ad alcuni, il comma 2: “Il Ministero (della Salute) può autorizzare, in via eccezionale, l’impiego di cani e gatti di cui all’allegato I, nell’ambito ecc ecc” http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/729921.pdf Si deve quindi andare a leggere dei “cani e gatti di cui all’allegato I”. Allegato I http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/729921.pdf : “Elenco degli animali di cui all’articolo 10, comma 1 (…) 8. Cane (Canis familiaris) 9. Gatto (Felis catus) (…)”. Si va quindi a leggere il richiamato “articolo 10 comma 1” http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/729921.pdf : “Gli animali appartenenti alle specie elencate all’Allegato I del presente decreto possono essere utilizzati nelle procedure solo se provengono da allevamenti o fornitori autorizzati ai sensi dell’articolo 20”. L’articolo 20 prevede chi deve rilasciare l’autorizzazione ad allevatori e fornitori e con quali requisiti.
Chiuso il cerchio. Quel comma 2 dell’articolo 11, la presunta “deroga”, riguarda quindi solo cani e gatti da allevamenti o fornitori autorizzati, in attuazione della lettera b) dell’articolo 13 comma 1 della Legge 96-2013 di delegazione europea come scritto anche dal Ministero della Salute a pagina 3 della Relazione illustrativa del provvedimento http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/729921.pdf I randagi, quelli di canili o rifugi non si possono e potranno utilizzare, in ogni caso.

Lo dicevamo nel 2010 all’uscita della direttiva europea anche quando abbiamo visto cartelli a manifestazioni con scritto “Giù le mani dai randagi”. Mentre i punti problematici, per usare un eufemismo, sono ben altri. Ricordato che per noi randagi, allevati, domestici, selvatici, grandi, piccoli, bianchi, neri, fa differenza alcuna, è stabilito quindi che – in ossequio al divieto già vigente in Italia dal 1991 con la Legge 281 e dal 1992 con il Decreto Legislativo 116 – l’utilizzo di cani e gatti randagi, vaganti, continuerà ad essere vietato. Anzi nella formulazione proposta dal Governo è stata rafforzata includendo esplicitamente anche “o provenienti da canili o rifugi”.

Gianluca Felicetti
Presidente LAV

Green Hill: quattro responsabili a processo per citazione diretta

TYP-464584-4799093-beagle01g_3.jpgI vertici di Green Hill, l’allevamento di cani beagle per la sperimentazione di Montichiari, saranno chiamati a giudizio con lo strumento della citazione diretta. Lo riporta oggi il quotidiano locale Bresciaoggi. Il pm del Tribunale di Brescia Ambrogio Cassiani ha chiesto la fissazione della data del processo per Ghislaine Rondot, amministratrice dell’allevamento; Roberto Bravi, direttore di Green Hill; Renzo Graziosi, il veterinario, e Bernard Gotti della Marshall Bioresources. Dovranno rispondere, a vario titolo, di uccisione di cani senza necessità e maltrattamenti di animali in concorso.

Ansa.it

Oltre 300 scimpanzè usati per la sperimentazione andranno in pensione

ar-portraitof-02.jpgL’istituto nazionale di sanità statunitense (National Institute of Health), ha annunciato che rinuncerà all’uso di oltre 300 scimpanzè per la ricerca biomedica, lasciandone 50 esemplari a disposizione per eventuali studi, che però dovranno rispettare criteri molto severi. Alcuni di questi animali hanno vissuto anche 50 anni chiusi in strutture di cemento. Per i 310 scimpanzè, liberati perchè i nuovi metodi scientifici e le tecnologie hanno reso il loro uso non necessario nella maggior parte dei casi, ora comincia una nuova vita: saranno trasferiti in una struttura dove sono già ospitati altri loro “colleghi” sottratti agli esperimenti.

Non tutto il mondo della ricerca ha accolto la notizia con favore: alcuni sostengono che i test sugli scimpanzé rimangono uno strumento insostituibile per la sperimentazione, in particolare, dei vaccini e delle cure per le epatiti B e C. Esultano invece animalisti e chi è contrario alla sperimentazione con gli animali.

Test su animali per i rifiuti in discarica: Enpa e Lav chiedono uso metodi alternativi

ggg5.jpgStop agli esperimenti sugli animali praticati per determinare l’ammissibilità (e quindi la pericolosità) dei rifiuti destinati alle discariche. E’ quanto hanno chiesto le associazioni Enpa e LAV ai ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e della Salute, dopo il via libera della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome allo schema di decreto “Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica” predisposto dagli stessi ministeri.

Il testo del provvedimento – spiegano le due associazioni – prevede che gli animali siano sottoposti al saggio di resistenza elettrica transcutanea; una procedura non solo estremamente dolorosa ma soprattutto inutile poiché tale verifica potrebbe fornire dati scientificamente più attendibili se venissero utilizzati metodi sostitutivi affidabili, etici e sicuri.

«Appare una notevole forzatura l’applicazione di un metodo che preveda la sperimentazione animale per determinare se un rifiuto possa andare a finire in discarica o meno – dichiarano Enpa e LAV -. La notevole sensibilità dei cittadini del nostro Paese ha dimostrato, sempre di più, di provare avversione nei confronti di metodi di sperimentazione che prevedano la morte di numerose specie animali, come dimostrano le recenti statistiche dell’Istituto Eurispes dove l’87,3% per cento degli italiani si dichiara contrario alla sperimentazione animale, in qualunque forma essa sia condotta.». Per questo, le due associazioni chiedono che il testo originario sia modificato prevedendo espressamente l’indicazione dell’esclusiva applicazione di metodi sostitutivi alla sperimentazione animale.

Foto: dal web – Fonte: Enpa

Air Canada bandisce il trasporto di primati destinati alla sperimentazione

65gf.jpgLa CTA (Canadian transportation agency) ha deciso di consentire ad Air Canada di bandire il trasporto di primati destinati alla sperimentazione. La United airlines è dunque rimasta l’unica compagnia aerea nel Nordamerica  a rimanere in questo business. La domanda era stata presentata alla CTA l’anno scorso, “per allineare la policy della società a quella dei principali concorrenti”, ma su richiesta dei controinteressati, istituti ed aziende che praticano la sperimentazione animale, è stata aperta un’istruttoria con audizioni. La procedura si è conclusa nei giorni scorsi con una decisione a favore dell’Air Canada. Peraltro la compagnia aerea aveva ricevuto oltre 47 mila lettere a supporto della decisione di non trasportare primati destinati alla sperimentazione.

Italia conferma divieto totale sperimentazione su randagi

CIMG0779.JPGIl Ministero della Salute ha trasmesso ieri alla Commissione europea la nota con la quale l’Italia conferma il divieto totale di utilizzo di animali randagi ai fini scientifici o sperimentali, in occasione dell’attuazione della direttiva comunitaria 2010/63/UE relativa alla protezione degli animali impiegati a fini scientifici. Il ministero della Salute, si legge in una nota, “così come preannunciato il 28 novembre scorso, si è avvalso della facoltà concessa agli Stati membri di mantenere disposizioni più restrittive se già vigenti nel proprio ordinamento, considerando irrinunciabili i diritti di maggior tutela degli animali, e in particolare dei randagi, già vittime del reato di abbandono”.

Green Hill, ecco come proporsi per la richiesta di affido dei beagle

4fd.jpgLe richieste di affido dei cani beagle dell’allevamento di Green Hill si potranno inviare on-line compilando un apposito modulo sul sito di Legambiente, Lav e delle associazioni che hanno aderito all’operazione ”Sos Green Hill. L’obiettivo e’ quello far star bene tutti i beagle : cuccioli, cani adulti, fattrici gravide. Circa il 50% dei cani sequestrati sono cuccioli dai tre agli otto mesi, il resto sono cani adulti (al massimo di tre anni) e fattrici, molte delle quali gravide. Le prime giornate di affidamento che si svolgeranno venerdi’ 27 e sabato 28 luglio presso il Comando provinciale di Brescia del Corpo Forestale dello Stato.

E’ importante che tu sia consapevole di richiedere l’affido di un cane che deve conoscere e imparare tutto della sua nuova vita e che l’adattamento potrà essere difficile e lungo e potrà essere necessario un percorso di recupero comportamentale.

Lav (custode giudiziario) Task Force 06.4461325 email sosgreenhill@lav.it – www.lav.it

Legambiente (custode giudiziario) Call-center (06.86268330 – 06.86268344 – sosgreenhill@legambiente.it – www.legambiente.it


Comitato “Montichiari contro Green Hill” montichiaricontrogreenhill.blogspot.it

Coordinamento “Fermare Green Hill” www.fermaregreenhill.net

Enpa www.enpa.it

Leidaa www.leida.info

Lega Nazionale per la Difesa del Cane www.legadelcane.org

Occupy Green Hill www.occupygreenhill.it

Oipa www.oipaitalia.com

Vita da Cani www.vitadacani.org

Le candidature raccolte da quest’ultime associazioni saranno poi inoltrate a Legambiente e Lav, alle quali la Procura della Repubblica di Brescia ha affidato la custodia giudiziaria dei cani e che si occuperanno in un secondo step della selezione delle persone idonee all’affido temporaneo dei cani. Le associazioni, come hanno gia’ sottolineato piu’ volte, ricordano che i beagle verranno dati in affido temporaneo fino a altre disposizioni della Magistratura. Inoltre per limitare al massimo lo stress del trasporto del beagle viene richiesta la residenza nel centro-nord o comunque di un’area geografica non troppo distante dall’allevamento bresciano.

Alla LAV e Legambiente la custodia giudiziaria dei beagle di Green Hill

beaglegreenhill.jpgI 2500 beagle dell’allevamento di Green Hill potranno essere affidati dai prossimi giorni. La Procura della Repubblica di Brescia ha dato alle associazioni denuncianti LAV e Legambiente la custodia giudiziaria dei cani che man mano potranno uscire dall’allevamento per la vivisezione. Il Corpo Forestale dello Stato è stato incaricato della redazione dei verbali di affidamento con i microchip dei singoli animali che saranno consegnati.

Per affrontare questa emergenza – l’Autorità Giudiziaria ha posto sotto sequestro anche il mangime, disponibile per soli 60 giorni – e sostenere il più grande atto giudiziario in tema di diritti degli animali in Italia, le Associazioni hanno intenzione di coinvolgere tutto il mondo animalista e ambientalista e già da oggi riuniranno a Roma il Coordinamento Fermare Green Hill con “Vita da cani”, Occupy Green Hill, il Comitato Montichiari contro Green Hilll e le sigle della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente (Enpa, Leidaa, Lega nazionale difesa del cane, Oipa).

Nelle prossime ore, sui siti e nelle sedi nazionali delle Associazioni e dei Comitati elencati saranno disponibili le informazioni per candidarsi ad adottare un beagle liberato da Green Hill: cuccioli, fattrici, cani adulti e i cani che erano già pronti e in partenza per essere oggetto di sperimentazione.

L’operazione ribattezzata “SOS Green Hill” è molto gravosa: la Procura ha dato l’affidamento a titolo gratuito, e costerà alle Associazioni e ai Comitati che conteranno sul sostegno di iscritti, sostenitori e cittadini.

La Procura della Repubblica di Brescia mantiene il sequestro probatorio dell’allevamento e dei cani nella struttura affidato per le responsabilità giuridiche a Comune di Montichiari, Asl, e società Green Hill.

Per descrivere le caratteristiche dell’operazione “SOS Green Hill” e l’affidamento dei cani beagle è indetta una conferenza stampa a Roma mercoledì 25 luglio alle ore 11:00, in luogo da definire.

Ufficio stampa LAV – 06.4461325 – 329.0398535 – www.lav.it
Ufficio stampa Legambiente – 06.86268376/353 – www.legambiente.it

India: Stop all’uso di animali per dissezioni ed esperimenti

fg.jpgStop all’uso di animali, in India, per dissezioni ed esperimenti condotti all’interno di Università, scuole superiori, istituti di ricerca, ospedali e laboratori, che dovranno ricorrere a metodi sostitutivi tra cui, simulazioni computerizzate e modelli didattici che riproducono perfettamente l’anatomia degli animali. Lo ha stabilito, nei giorni scorsi, il Ministero dell’Ambiente e delle Foreste indiano, il quale ha tuttavia previsto una eccezione al divieto: gli scienziati impegnati nella ricerca di nuove molecole potranno continuare a utilizzare il modello animale.

«Gli strumenti oggi disponibili sono così avanzati da rendere assolutamente inessenziale l’impiego degli animali per la “ricerca”. Dunque, l’eccezione stabilita dal governo indiano non ha ragione di esistere, commenta il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri, che prosegue: Fatta questa doverosa premessa, la decisione del Ministro dell’Ambiente indiano rappresenta una svolta poiché riconosce esplicitamente la validità e l’efficacia dei modelli sostitutivi. Ciò dimostra ancora di più quanto sia pretestuoso, nel nostro Paese, l’ostruzionismo contro il via libera all’articolo 14 della Legge Comunitaria, approvato alla Camera e tuttora fermo in Senato. Un ostruzionismo, quello delle lobby della “ricerca”, condotto in nome di meri interessi economico-finanziari, e non del progresso della scienza medica.»

Fonte:enpa.it

Vivisezione: la storia di Malish

vivsezioneRiprese da un laboratorio di vivisezione israeliano. Questa è la vivisezione! Tutti dovrebbero vedere questo video. (Anche se le immagini potrebbero turbare la sensibilità di qualcuno).
La storia di Malish è simile a quella milioni di animali ogni giorno. Ma Malish con la sua dolcezza disarmante, con la sua impotenza a difendersi, con il suo destino tremendo, ha commosso e inorridito – e soprattutto per il fatto che la storia di Malish, a differenza di altri, è stata mostrata. Mentre la tengono ore in uno strumento di contenzione, mentre le segano la calotta cranica e introducono strumenti nel suo cervello, l’intera lunga operazione e la fine quando con il viso esausto, stravolto dal dolore è ripresa nella sua scatola di contenzione sporca di sangue e pezzetti del suo cranio, un clown impiastrato di sangue e sfinito, il cui viso credo nessuno potrà dimenticare. E poi ancora dopo che si è ripresa dall’operazione, in una gabbia, con il suo elettrodo permanentemente conficcato in testa, con un viso che non è più quello da cucciolo vivo, dolce e spaurito di quando è entrato nella sala operatoria, ma quello di chi è già stato stuprato di tutto, pronta per gli esperimenti futuri…perchè il calvario non è finito, ma inizia. L’operazione tremenda subita da Malish era solo la preparazione di Malish perchè servisse da cavia di futuri esperimenti. E dopo aver visto l’orrore che ha passato, sapere che ce l’ha fatta, che è sopravvissuta a tutto questo, per essere abbandonata là dietro le sbarre in un inferno che non è neppure a metà strada..credo tolga il respiro a tutti. Questo pezzetto di video non mostra le immagini tremende che si possono vedere sul web, neppure un taglio, nè una goccia di sangue, mostra solo Malish, la sua discesa in sala operatoria, e la sua preparazione. Mostra solo il suo viso innocente prima dell’operazione e cosa sia uno strumento di contenzione. E tutti dovrebbero conoscerlo, perchè questo piccolo non sia entrato in quella sala da solo, perchè non si possa dire che nessuno se n’è preoccupato, perchè il suo dolore non sia reso ancora più folle dall’indifferenza, perchè si conosca la sua storia che è la storia di tanti, e perchè anche chi sa deve rendersi conto di cosa avviene realmente e che tutti dobbiamo attivarci perchè questo finisca.