Franciacorta (BS): Oipa recupera cagnolina abbandonata senza vita

16196042_1840996479471827_683547040409432354_nAggiornamento 13/02/2017 Guardie Zoofile Oipa sez. Brescia: Perla dagli esiti delle analisi effettuate da istituto è deceduta causa parvovirus.

Perla, cucciola di circa un anno, era stata trovata abbandonata nei campi e vigneti della Franciacorta in provincia di Brescia, a fine gennaio. Avvolta in una coperta, adagiata sopra una cuccia di tessuto, accanto a dei giochini, forse i suoi, la piccola era ormai senza vita da alcune ore.

Il recupero era stato effettuato da parte del nucleo delle Guardie zoofile Oipa di Brescia che avevano aperto un ‘indagine a riguardo e sporto denuncia contro ignoti alla Procura.

Perla non aveva alcuna identificazione, sprovvista di microchip, quindi senza alcuna iscrizione all’anagrafe regionale della Lombardia, la detenzione e il proprietario risultano tutt’ora sconosciuti.

Foto da guardiebresciaoipa

Oipa Brescia sequestra allevamento con 41 cani maltrattati

4sdf.jpgLe guardie zoofile dell’Oipa Brescia, in seguito ad una segnalazione, hanno sequestrato nel bresciano un allevamento con 41 cani di razza maltrattati. I cani, allevati per la vendita, erano detenuti in gabbie troppo piccole e sporche. All’interno della struttura, suddivisa in aree distinte di cui una destinata alla sala parto e una stalla dove era detenuta la maggior parte dei cani, sono stati trovati 5 carlini, 4 maltesi, 6 chihuahua, 8 pinscher, 1 cocker, 2 pastori tedeschi, 3 barboni, 1 volpino, 4 beagle, 2 yorkshire, 4 bassotti, 1 border collie.

L’ambiente fatiscente della stalla, privo di riscaldamento, era saturo di nauseabonde esalazioni di feci e i 24 cani all’interno erano rinchiusi in box artigianali troppo piccoli per il numero di esemplari che ospitavano, privi di cuccia e ciotola dell’acqua, senza isolamento dal pavimento che risultava intriso di urina e feci. I box erano separati da reti metalliche arrugginite con numerosi spuntoni e in alcuni casi la chiusura era assicurata solo da filo di ferro e spago. Nella sala parto, in box che impedivano la visuale laterale realizzati con materiale di recupero e rete metallica ormai datata, erano invece tenute le fattrici con i cuccioli in allattamento. I restanti esemplari erano detenuti in vari box, tutti sottodimensionati rispetto al numero di cani contenuti, e in condizioni igieniche pessime.

df.jpgIl veterinario intervenuto sul posto ha riscontrato in alcuni cani segni di maltrattamenti fisici, come zoppia, e psicologici, come profondo stato di stress, scialorrea, e paura. Quello che doveva essere un semplice controllo amministrativo sullo stato di benessere degli animali, si è rivelato un vero e proprio salvataggio. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Brescia, Roberta Amadeo, vista la situazione, ha dato disposizione di procedere con il sequestro probatorio della struttura e degli animali. Il proprietario è stato denunciato per maltrattamento di animali e condizioni di detenzione produttive di gravi sofferenze. Su iniziativa dello stesso Pm e con convalida del Gip, il sequestro è stato mutato in preventivo.

Tutti i cani sono stati prontamente trasferiti in strutture adeguate e sottoposti ad ulteriori esami clinici.

Lo scenario che ci siamo trovati davanti comunicava in modo inequivocabile l’obiettivo di questo allevamento: lucrare sugli animali per ottenere il massimo guadagno. Vendere e comprare la vita di esseri senzienti, dice Anna Corsini, Coordinatore delle Guardie Zoofile Oipa Brescia, è eticamente inaccettabile, ancor più se dietro all’apparenza dell’allevamento patinato si cela il maltrattamento”.