Cane investito a Portocannone: il sindaco paga 500 euro al veterinario

1389469254Il sindaco l’aveva detto e l’ha fatto. Con una delibera di giunta ha autorizzato il pagamento di 500 euro alla clinica veterinaria. Con una delibera di giunta  sono stati messi a disposizione 500 euro, somma quantificata per le cure apportate al cane investito nello scorso mese di gennaio a Portocannone (Campobasso).

Mercoledì 8 gennaio in via Vittorio Veneto a Portocannone, una delle strade principali del piccolo comune arbresche, intorno alle 9.30 di mattina un forte rumore allarmò i residenti della zona, spaventandoli e riversandoli per strada per vedere cosa fosse accaduto. Una station wagon nera aveva appena investito un segugio di 4 anni. L’animale esamine a terra ricevette immediatmente i soccorsi dei residenti e dopo due interventi operatori venne messo fuori pericolo di vita.

Per sostenere le spese veterinarie venne avviata una colletta. La stessa richiesta fu inoltrata al primo cittadino di Portocannone il quale garantì che entro la fine febbraio il Comune si sarebbe fatto carico delle spese veterinarie «Avute le conferme di messa in sicurezza della strada e che l’amministrazione provvederà a saldare le spese mediche – ci disse la prima soccorritrice del cane– ho provveduto, così come mi è stato richiesto dal Sindaco, a stilare una relazione dettagliata sull’accaduto e di chiedere un preventivo spese alla veterinaria».

A otto giorni dal sinistro il Comune ha stanziato 500 euro per pagare le spese sostenute dalla volontaria presso la clinica veterinaria curante

da AnmviOggi.it

Zoo di Copenaghen: giraffa uccisa e sezionata davanti a bambini

fd44444444444Ucciso con un colpo di pistola alla testa, sezionato e dato in pasto ai leoni davanti un pubblico di adulti e bambini divertito nello zoo di Copenaghen. E’ questa la fine toccata a Marius, un piccolo di giraffa nato 18 mesi fa nel giardino zoologico tra i più antichi d’Europa, diretto da Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo. Colui che avrebbe dovuto tutelare la sua salute (Marius non è stato ucciso perché malato), colui che dovrebbe garantire l’educazione ambientale con percorsi didattici atti a sviluppare e diffondere la conoscenza della natura, degli altri animali, ha autorizzato l’uccisione e la sezione pubblica dell’animale davanti ad un pubblico di adulti e bambini. A nulla sono valse le proposte di altri zoo di accogliere la AUTOPSY ON MARIUSgiraffa per salvarla da morte certa, a nulla è servita la raccolta firme partita per salvare Marius, che in pochissimo tempo ha fatto il giro del web. Bengt Holst, Presidente anche dell’Associazione europea di Zoo e Acquari (EAZA), davanti ad un mondo indignato, si è giustificato dicendo che tra i suoi obblighi rientrava: “impedire al giovane esemplare di riprodursi”. L’EAZA, infatti, detta regole ferree vietando la riproduzione tra ‘parenti’ allo scopo di mantenere sane le specie all’interno della struttura.

Tratta dei cuccioli dall’est: 33 finiscono sequestrati

Forestale salva 106 cuccioli cani, due denunceI carabinieri di Gorizia, durante un normale controllo al confine, hanno scoperto all’interno di un furgone 33 cuccioli di cane, prelevati in Slovacchia, costretti in gabbiette di metallo. Alla guida del mezzo c’era un 48enne di Ponzano, che è stato denunciato per maltrattamento di animali. I cuccioli di varie razze (Labrador, Chihuahua, Barboncino, Yorkshire, Shitzu, Akita-Inu, Malamut, Husky e Maltese), viaggiavano con documentazione risultata falsa: la Procura di Gorizia ha disposto il sequestro delle bestiole, che ora si trovano in un canile sanitario di Ponzano Veneto (Treviso), in attesa di essere affidati.

Serve tolleranza zero nei confronti di chi tratta gli animali in questo modo: rispetto il lavoro della magistratura, ma mi auguro una pena esemplare». È così che il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commenta il caso del 48enne di Ponzano fermato al confine con i cuccioli stipati in un furgone. “Bisogna dare l’esempio – continua Zaia – e non lasciare passare episodi di questo tipo, la tratta di animali non fa in nessun modo parte della cultura di chi vive in questo territorio che, da sempre, ha un legame speciale con un animale come il cane. Per fortuna è stato scoperto l’artefice di questo maltrattamento e ora i cuccioli sono salvi nel canile di Ponzano”.

Già ieri, dopo che la notizia è uscita, il canile gestito dall’Usl 9 ha ricevuto oltre 100 richieste di affido. «È consolante, anche se abbiamo notato che molti interessati erano attratti dalla notizia che erano tutti cani cuccioli e di razza – spiega il dirigente veterinario, Paolo Camerotto – nella nostra struttura ci sono sempre cani che attendono una famiglia, anche se non sempre giovani e di razza meticcia».

I cuccioli sono sotto sequestro penale e per adottarne uno si deve compilare la richiesta di affidamento scaricabile sul sito della Regione Friuli nella sezione «Benessere animale – cuccioli sequestrati».

Castellammare di Stabia: randagio ferito con un’ascia

Cane-ferito-300x225Un cane randagio brutalmente ferito è stato ritrovato domenica 26 gennaio nei boschi di Quisisana, a Castellammare di Stabia. Le ferite non lasciano molto dubbi: qualcuno lo ha colpito con un’ascia. Si pensa che ad infierire sul povero randagio sia stato uno dei taglialegna abusivi che si addentrano tra i boschi di Quisisana per fare scempio di alberi. Ma grazie ad alcuni cittadini che hanno immediatamente allertato il Servizio Veterinario della locale Asl, il cagnolino si è salvato. ll veterinario prontamente intervenuto, constatate le profonde ferite, ha proveduto ad allertare la Municipale per denunciare l’accaduto e  ha disposto l’immediato trasferimento dell’animale. Il cane è stato quindi soccorso dal Servizio Acclappiamento Asl di Ottaviano e trasportato d’urgenza nella clinica del Servizio Veterinario Sanità Animale di Pompei, dove, arrivato quasi in fin di vita, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. La ferita era orrenda – raccontano i veterinari – il cane aveva perso molto sangue ed era in un forte stato di ipotermia. Gli sono stati ricostruiti i tessuti muscolari lacerati dal brutale colpo e hanno chiuso la ferita con numerosi punti di sutura. Purtroppo non è stato possibile salvare la coda, seriamente danneggiata, che è stata perciò amputata. Una volta rimesso, lo sfortunato quadrupede verrà consegnato al canile municipale, dove sarà ospite della struttura, in attesa di adozione. In molti però sperano che il povero randagio, dopo la sua triste storia, venga adottato senza dover passare troppo tempo in canile.

Per chi fosse interessato all’affido, può contattare  il Servizio Veterinario di Pompei, in Viale Unità d’Italia, oppure scrivere alla mail: ferdinando.fontanella@ilgazzettinovesuviano.com.

Fonte: ilgazzettinovesuviano.com – Ferdinando Fontanella

 

Cane barbaramente ucciso a Roma, autopsia rivela: infilzato 15 volte poi bruciato

hggh666Infilzato 15 volte con un oggetto di legno acuminato, che ha provocato lo sfondamento della cassa toracica, fratture costali, rottura del polmone, del fegato e dell’intestino. L’assenza di fumo nei polmoni consente di concludere che è stato bruciato dopo la morte. E’ questo l’esito dell’ autopsia del cane seviziato e bruciato a Roma (vedi link) nel parco di villa Ada. Nei giorni successivi al ritrovamento, era stato individuato l’autore dell’assordo gesto: è lo stesso proprietario del jack russel, un 47enne in cura per problemi psichici, residente nel quartiere Collatino e già denunciato per uccisione di animale con crudeltà, tentato incendio boschivo e porto abusivo d’armi.

Melpignano (Le): ritrovato cane morto e legato ad un binario

mn7Macabra scoperta a Melpignano, in provincia di Lecce. Sui binari della stazione  è stato trovato il corpo senza vita di un povero cane, legato con alcune catene alle rotaie di un binario. Al momento del ritrovamento, il cane aveva anche una zampa rotta.
A fare la terribile scoperta, due giovani di passaggio che hanno allertato le forze dell’ordine. Non è ancora chiaro – come racconta tagpress.it – se il cane fosse di proprietà di qualcuno o randagio.

Fonte: tagpress.it

Varese: sequestrati 13 cuccioli

cr4Tredici cuccioli di varie razze ( tra cui bulldog, bassotto, pincher, barboncino, chiwawa, shitzu e akita) sono stati sequestrati dagli agenti della polizia stradale di Varese durante un normale controllo alla barriera autostradale di Gallarate Nord. Un 60enne piemontese, già coinvolto in episodi di maltrattamenti sugli animali, aveva stipato i cuccioli nel bagagliaio della propria auto. L’uomo è stato denunciato alla Procura di Busto Arsizio. I poveri cuccioli, disidratati e in pessime condizioni igieniche, sono stati visitati dai veterinari della Asl e affidati al canile Oroval di Cittiglio (Varese). “Siamo sommersi dalle telefonate di persone interessate all’adozione dei cagnolini, ma gli animali dovranno rimanere in osservazione per una ventina di giorni – spiegano dalla polizia stradale – Poi spetterà all’autorità giudiziaria stabilire tempi e modalità per il loro affidamento”.

Verona, incendio nel canile: morti 8 cani

indexA causa di un corto circuito di uno dei quadri elettrici, è scoppiato un incendio nella notte tra sabato e domenica al canile municipale di via Campo Marzo: è andata a fuoco un’ala dei box in cui c’erano 25 cani. Per otto di loro purtroppo non c’è stato niente da fare. Sul posto oltre ai vigili del fuoco la polizia locale e le Volanti. I 17 cani salvati sono stati destinati al canile di Villafontana. In primavera finalmente dalla vecchia struttura di via Campo marzo gli animali verranno trasferiti al nuovo canile di via Binelunghe. Ora le associazioni veronesi (Animalisti Verona, ENPA, Gaia, LAV, Lega Nazionale per la difesa del Cane sezione di Verona e Legnano, OIPA e Tribù Animale), hanno diramato un comunicato che fa emergere il problema sui ritardi nella costruzione della nuova struttura.

L’incendio del canile municipale di Verona fa emergere il problema degli annosi ritardi nella costruzione di una nuova struttura. Le associazioni veronesi chiedono l’impegno del comune di Verona nel portare finalmente a termine senza più ritardi il completamento dell’opera e chiarezza su eventuali responsabilità. Nelle ore di chiusura non è prevista alcuna vigilanza. I cani sono chiusi nei box, senza possibilità di uscire ed otto di loro, per la maggior parte cani anziani ospiti da molto tempo della struttura, hanno trovato una morte orribile. Si potrebbe archiviare questo tristissimo episodio come un fortuito, doloroso incidente. Ma non è così, nulla di quanto accaduto è casuale: si tratta invece, se mai ce ne fosse ancora bisogno, dell’ennesima dimostrazione del potenziale negativo di una società ben lontana dall’avere una cultura accettabile sul versante dei diritti degli animali, propria di un paese arretrato, distante dagli standard organizzativi e di civiltà europei.

Innanzitutto un Paese in grado di affrontare con serietà e capacità il problema del randagismo canino non avrebbe né canili sovraffollati né situazioni disastrose in larghe zone del proprio territorio. Ed invece non si contano ormai più gli sprechi ed il malgoverno che da anni fanno sistematicamente sparire finanziamenti ad hoc (a Regioni, Comuni ed ASL) ed aumentare così i costi a carico della collettività. In secondo luogo, da anni le associazioni animaliste ed una buona parte della società civile veronese denunciano ritardi ed inefficienze nella progettazione e costruzione di un nuovo canile municipale, meno precario e fatiscente di quello oggi in attività dove gli otto poveri animali sono bruciati vivi. Da oltre 20 anni la Regione Veneto ha stanziato i fondi per la costruzione di nuovi canili ma solo la nostra città è rimasta al palo.

Oggi le associazioni animaliste di Verona piangono gli otto poveri innocenti, ma vogliono anche condannare, con rabbia e fermezza, i ritardi, le lungaggini burocratiche, le indecisioni, i rinvii, le false promesse di tante amministrazioni che si sono succedute negli anni e chiedono con forza all’amministrazione comunale di fare immediata chiarezza e rendere pubbliche eventuali responsabilità o negligenze per quanto accaduto e di portare a termine nel più breve tempo possibile i lavori della nuova struttura, che deve essere resa agibile quanto prima per poter accogliere i cani attualmente ospiti del vecchio, obsoleto, insicuro canile di via Campo Marzo.

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Mantova: cagnolina trovata incaprettata

Una cagnolina macabramente incaprettata è stato rinvenuta sabato mattina lungo le rive del Po in località Sabbioncello a Quingentole. Due persone che stavano portando a fd4spasso il proprio cane, hanno intravisto il corpo sotto una catasta di rami trasportati dalle acque in riva al fiume e dato immediatamente l’allarme. La povera bestiola, una femmina simil volpino di circa 10 anni, senza microchip né tatuaggio, aveva le zampe posteriori legate con una corda, poi girata attorno al collo. Le guardie ecozoofile dell’Anpana hanno avviato un’indagine per identificare il proprietario. Le cause della morte, secondo un veterinario che ha eseguito una prima ispezione, sarebbero naturali, ma l’autopsia non è ancora stata eseguita. Restano comunque in piedi altre ipotesi, anche  quella della morte per soffocamento.

Nelle ultime ore però, tramite la fotografia pubblicata dalla Gazzetta di Mantova, sembrerebbero usciti i proprietari: «è la cagnetta di mia madre, era scomparsa all’inizio di dicembre da Villa Poma e non sapevamo più che fine avesse fatto, aveva 17 anni ed era sorda e mezza cieca. Il tatuaggio ce l’aveva ma forse con il tempo è andato via. Abbiamo fatto di tutto per cercarla, anche facendo appelli, ma non abbiamo più saputo nulla».

Ora le guardie dell’Anpana dovranno sentire l’uomo per ricostruire esattamente da quanto tempo l’animale era scomparso e se era stata sporta denuncia di smarrimento.

Lac scopre 13 cani maltrattati in Maremma

gf5cc Legati nel fango, con catene cortissime e bidoni di plastica usati come cuccia. Tredici  pitbull, tra cui alcuni cuccioli, sono stati salvati dalla Lac, la lega anticaccia, che ha scoperto a Roccastrada, in Maremma, dopo una segnalazione, un vero e proprio lager per cani. Le guardie della Lac, dopo aver constatato le pessime condizioni igieniche in cui erano tenuti i cani, hanno avvertito i carabinieri che hanno contattato il servizio veterinario dell’ Asl 9 di Grosseto e sequestrato i cani. Alcuni animali erano aggressivi e inavvicinabili a causa dalle condizioni in cui erano costretti a vivere. Tutti i cani, tranne uno, sono risultati sprovvisti di regolari documenti e non iscritti all’ anagrafe canina regionale. vccccccccccccIl proprietario, un 30enne, è così stato sanzionato con una multa di 2 mila euro. I carabinieri hanno avviato le indagini per accertare la provenienza dei cani e dove fossero diretti gli esemplari più giovani. Alla procura di Grosseto, invece, è stata già inviata la comunicazione di notizia di reato.