Busso (CB): cane colpito con una freccia, si cerca il responsabile

Inoltriamo da: Associazione Protezione Animali Campobasso – APAC

545445A BUSSO (CB) un cagnolino di proprietà é stato colpito da una freccia, presumibilmente un dardo da balestra. Un fatto terribile e assurdo!! I proprietari hanno già sporto denuncia e il cane per fortuna se l’é cavata con qualche punto, ma sarebbe potuto morire per l’insano divertimento di qualche imbecille!! Chi sa qualcosa si faccia avanti!! Questa gente che si diverte a torturare dei poveri animali innocenti non la deve passare liscia!
Per segnalazioni: Marialaura 393/3868552

Paternò: randagio impiccato su un cavalcavia

3assdDeplorevole episodio avvenuto a Paternò, sul ponte di contrada Pietralunga, dove un cane, probabilmente randagio, è stato prima legato e poi impiccato sul cavalcavia che attraversa il fiume Simeto. Un giovane, che si trovava di passaggio in quella zona, vedendo la scena avrebbe segnalato il fatto alla polizia municipale che ha avviato le procedure per identificare gli autori e presentato una denuncia contro ignoti.

«Abbiamo ricevuto le segnalazioni del caso e ci siamo subito attivati – ha detto Antonino La Spina comandante dei vigili urbani del comune etneo – una pattuglia si è recata sul posto, e abbiamo allertato la ditta per procedere alla rimozione del cadavere». «Verificheremo la presenza di eventuale microchip» e sulla violenza commenta, «È chiaro che chi ha agito voleva uccidere il cucciolo».

Turchia: tagliano le orecchie ad un cucciolo e postano la foto su FB

reererHanno tagliato le orecchie ad un povero cucciolo e successivamente postato sui social network le foto mentre li ritraevano accanto a lui, sofferente. Ma quelle foto non sono passate inosservate e molti utenti, oltre a condividere e commentare, hanno segnalato il fatto alla polizia ed associazioni animaliste. I due giovani, Hasan Kuzu ve Neşet Yaman, residenti a Isparta, una città della Turchia occidentale, sono stati individuati ed interrogati dalla polizia. Un terzo uomo potrebbe aver partecipato al credule episodio.
Isparta Hayvan Koruma Derneği, un’associazione animalista locale,  ha presentato una denuncia penale al pubblico ministero per maltrattamento di animali. 

“Abbiamo denunciato il caso alle autorità competenti e chiediamo la punizione più severa per quelle persone, e abbiamo iniziato a lavorare per salvare gli animali nelle loro mani, siamo in attesa per la decisione del procuratore. Grazie per la vostra sensibilità. 

Purtroppo del povero cucciolo, nonostante le ricerche, non si hanno notizie. Sembra che nella zona altri animali, tra cui galli, vengano utilizzati per combattimenti clandestini.

In rete è stata lanciata una petizione, firma qui.

Oipa Ancona sequestra setter chiuso in un recinto

ewew Viveva costantemente rinchiuso in un recinto in aperta campagna a Ostra Vetere, località Pongelli, con una cuccia in plastica come riparo e una ciotola con acqua putrida, con le reti schermate da teli per impedire la visuale dall’esterno. Così era costretto a vivere un setter di 10 anni – probabilmente diventato inadatto per l’attività venatoria – gravemente denutrito e con uno stato di stress molto alto. Lo stato di totale isolamento sociale aveva portato il cane ad esibire comportamenti stereotipati, come il frequente girare su sé stesso.

Ma grazie ad una segnalazione pervenuta alle guardie zoofile OIPA di Ancona e al successivo monitoraggio e soprallughi durati diverse settimane,si è potuto appurare che il povero cane da caccia, ribatezzato poi “Micki”,  era in effetti abbandonato a se stesso. Nessuno si è mai recato a34dsdsd accudirlo, pertanto le guardie zoofile OIPA Ancona si sono recate sul posto con due medici veterinari, di cui un comportamentalista, e, una volta appurate le gravissime condizioni fisiche e psicologiche del cane, hanno proceduto con un sequestro per maltrattamento e detenzione non idonea, ricoverando subito il cane nel canile sanitario di competenza per sottoporlo a cure ed accertamenti. Nei giorni successivi è emerso che la denutrizione era così marcata da impedirgli di assimilare il cibo correttamente.

Nessuno ad oggi – come sottolinea sul sito Oipa, Rocco Coretti, coordinatore del nucleo di guardie zoofile OIPA di Ancona e provincia – ha chiesto informazioni su di lui e il proprietario,  nonostante le indagini, risulta tutt’ora irreperibile.

Cassazione: usare il collare elettrico è maltrattamento

76hLa Cassazione ha ribadito e sancito che addestrare un cane con il collare elettrico è maltrattamento, è infierire inutili sofferenze all’animale. L’alta corte ha infatti confermato la condanna per maltrattamento di un anno fa emessa dal Tribunale di Trento nei confronti del proprietario di un cane da caccia, un segugio italiano. La sentenza è la 50491 depositata il 29 novembre 2016.

“E’ un segnale necessario – commenta Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – la legge deve bandire dal commercio e dalla vendita gli strumenti che vengono chiaramente acquistati non come soprammobili ma come strumento che infligge inutili dolori con scosse elettriche che colpiscono il cane fisicamente e che producono anche danni irreparabili sulla sua sfera psichica”.

Di più. “E’ ora di spiegare ai cacciatori, che sono i principali fruitori di questo metodo violento di addestramento punito anche col carcere, giusto per inquadrare la gravità del reato che si consuma, che da decenni esistono metodi di addestramento del cane di maggiore efficacia nel rispetto del benessere dell’animale, metodi dolci, che agiscono sulla sfera della relazione. Bastonare un cane con l’elettricità appartiene alla credulità popolare, è una pratica che nasce alla scuola dall’ignoranza. L’obbedienza si costruisce attraverso un lavoro lungo e costante, di educazione rispettosa, fatta di rinforzi positivi, senza scorciatoie violente che non portano neppure all’apprendimento del comando. Considerare il collare elettrico strumento educativo per estinguere un comportamento non desiderato del cane, è come credere nella stregoneria”.

Fonte: legadelcane.org – Foto: improntaunika.it

Moncalieri: “non servono più”, cacciatore fa uccidere quattro cani

IMoncalieri fucili sequestrati cacciatori-kab-U1100186036196O5H-1024x576@LaStampa.itnizialmente si era pensato ad una vendetta nell’ambiente venatorio ed invece, dopo alcune indagini, ad uccidere a fucilate quattro cani da caccia, sarebbe stato sì un cacciatore, ma dopo che il “detentore” aveva deciso che non gli servivano più.

Come si può leggere su La Stampa, il comandante della polizia municipale di Moncalieri Davide Orlandi racconta: «nei mesi scorsi gli era stato revocato il permesso di caccia. A noi ha spiegato che non sapeva cosa farsene e perciò li ha fatti uccidere». Da chi? «Da un compagno di battute di caccia che si è prestato per sparare».

I setter, ritrovati uccisi poco meno di un mese fa nei pressi delle cave Monticone al confine tra Moncalieri e La Loggia, erano tutti provvisti di microchip. Una vera esecuzione, solo un colpo in testa e poi lasciati lì. Ad accorgersene dei quattro cani uccisi, un podista, che poi aveva chiamato la Municipale. Appartenevano a padroni diversi, «ma nell’ambiente dei cacciatori è uso frequente cedersi l’un l’altro i cani senza modificare le generalità di chi li dovrebbe accudire nel registro dell’anagrafe canina», spiegano alla municipale di Moncalieri. Così due pensionati, di 68 e 72 anni, uno di Torino e l’altro di Givoletto, sono stati denunciati a piede libero per 544 bis, l’articolo del codice penale che punisce «chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale». Pena prevista: da 4 mesi a 4 anni di reclusione.

I proprietari dei quattro setter, convocati al comando di piazza Vittorio Emanuele nei giorni scorsi, hanno detto di averli affidati a lui: G.B.G, 68 anni, residente a Givoletto. Il pensionato in un primo momento ha negato: «Me li hanno rubati e me li hanno uccisi». Poi, messo alle strette ha ammesso. Ed è stato denunciato anche per falso. Le indagini sono state coordinate dal pm Laura Ruffino, che nei giorni scorsi ha chiuso il cerchio disponendo una perquisizione a casa dei due appassionati di caccia.  Nei loro alloggi e in un box garage di loro proprietà sono stati ritrovati 12 fucili, tutti sequestrati. Tra questi c’è anche l’arma con la quale i quattro setter sono stati ammazzati senza pietà.

Foto: La Stampa

Udine: cacciatore uccide a bastonate il suo cane

spaniel_breton_cabeza2Un 85enne di Pasian di Prato, nell’ hinterland udinese, è stato denunciato dalla Polizia per aver ucciso il proprio cane da caccia, una femmina di breton, colpendola a bastonate e soffocandola con un guinzaglio. Il fatto, accaduto lunedì pomeriggio, era stato segnalato da alcuni vicini dell’anziano, facendo intervenire le forze dell’ordine. Con gli agenti, era intervenuto anche un veterinario, ma che non aveva potuto far altro che constatare la morte del cane. Il Questore di Udine, Claudio Cracovia, ha firmato oggi nei suoi confronti un decreto di revoca del porto d’armi a uso venatorio. Il personale dell’Ufficio armi della Polizia amministrativa gli ha ritirato la licenza e in via precauzionale anche i tre fucili che legittimamente deteneva.

Salerno: 12enne colpito da una fucilata durante battuta di caccia

Un 12enne è rimasto gravemente ferito durante una battuta di caccia al cinghiale, a Morigerati in provincia di Salerno. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzino è stato ferito da un colpo di fucile partito dal fucile dello zio, riportando una grave ferita che gli ha anche causato la perforazione del polmone sinistro. Sul fatto indagano i carabinieri della Compagnia di Sapri impegnati nella ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente. Da quanto appreso, pare che il ragazzino si sia allontanato improvvisamente dalla postazione affidatagli, mettendo così a rischio la propria vita. Il 12enne, che rimane in prognosi riservata, è stato assistito all’ospedale di Sapri, poi al nosocomio San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, ed infine è stato trasferito al Santobono di Napoli. Alla battuta di caccia partecipavano, oltre allo zio, ora indagato per lesioni gravissime, il padre e altri cacciatori.

Cina: cani utilizzati per esperimenti, foto fanno il giro del web

Hanno fatto il giro del web le immagini di alcuni cani utilizzati per la sperimentazione a Weiyang, in un’ università cinese. Dalle foto, scattate da qualche attivista locale, si vedono dei cani feriti e agonizzanti, alcuni morti e altri ancora in attesa di esperimenti futuri alla “Xi’an Medical University”. Almeno una decina gli animali utilizzati dagli studenti per i test medici, gettati sopra l’edificio con le zampe e  i musi legati, con tagli evidenti sulle loro zpance e segni di bruciatura. Altri venti cani vivono legati a catena sui tubi e rannicchiati negli angoli. In una foto di vede addirittura un cane mentre viene impiccato e in un’altra dei pali e attrezzi usati per gli esperimenti.
Dopo un’inchiesta interna, la “Xi’an Medical University” ha dichiarato che il personale non ha agito in modo corretto nello smaltimento degli animali, e ha promesso di intensificare la sorveglianza e sospendere temporaneamente la sperimentazione animale.

Hailey Chang, un funzionario del gruppo animalista PETA Asia, ha affermato che tali episodi continueranno in Cina, nonostante un crescente interesse per il benessere degli animali, a causa di una mancanza di tutele giuridiche che ostacolano gli sforzi degli attivisti.
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Cuneo: Anpana sequestra cane malato e a catena

C_619414d295Le Guardie Ecozoofile dell’Anpana di Cuneo hanno sequestrato un cane detenuto in pessime condizioni a Magliano Alfieri. Al loro arrivo il povero animale era detenuto a catena di circa tre metri, con un ricovero fatiscente,  magrissimo, deperito, con una forte dermatite e piaghe da decubito alle zampe, condizioni igieniche pessime. Il quadrupede è stato sottoposto a sequestro penale e la proprietaria deferita all’autorità giudiziaria. Ora la giustizia farà il suo corso, nell’ attesa si spera che il cane riesca a sopravvivere considerato che le sue condizioni non sono purtroppo ottimali.

Il cane, di circa 8 anni, è stato sottoposto a cure mediche, e dai primi test l’animale risulta essere malato anche di leishmania non curata da tempo. Pare che l’ animale venisse nutrito a solo pane e acqua e questo ha sicuramente aggravato il suo stato generale di salute.

Il Comandante Provinciale delle Guardie Ecozoofile Anpana, Maria Rossano, non ha potuto rilasciare dichiarazioni specifiche in quanto sottoposte a segreto istruttorio, si è solo limitata a dire ” speriamo di essere intervenuti in tempo e che l’ animale si salvi “, esortiamo come sempre a segnalarci a cuneo@anpana.piemonte.it oppure al 329/6020541 casi di presunto maltrattamento, proprio per cercare di arrivare in tempo prima che gli animali oggetto di maltrattamenti gratuiti ed ingiustificati possano subire un danno maggiore o morire per mano dell’ uomo.