Padova: cagnolino ucciso con un colpo di carabina

Immaginegffd Freddato senza pietà con un colpo di carabina. E’ quanto accaduto a Visco, un meticcio di 6 anni che forse ha avuto l’unica colpa di essere stato attirato da una cagnolina, entrando in una proprietà privata. Il cane di piccola taglia, fedele compagno di un anziano residente a Tremignon di Piazzola sul Brenta, è stato ritrovato poco distante dalla sua abitazione. Come racconta “Il Gazzettino“, nessuna lamentela in passato, nulla che facesse presagire una fine simile per il povero Visco.
Il proprietario, disperato per l’accaduto, ha denunciato il fatto ai carabinieri della stazione di Piazzola, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto. Anche la “Lega per la difesa del cane” si è interessata al caso.

Foto: Il Gazzettino

Monreale (PA): cane con interiora esposte salvato dall’Oipa Palermo

Immagine545Vagava trascinandosi dietro quella che sembrava una corda, invece era il suo intestino. L’agghiacciante segnalazione e il conseguente salvataggio risalgono a domenica e sono l’ennesima conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’estrema gravità della situazione del territorio di Monreale (PA). John, un incrocio segugio di circa un anno, è rimasto ferito probabilmente a seguito di una zuffa tra branchi di cani randagi e sarebbe certamente morto se non fosse stato per l’intervento dell’OIPA Palermo. John è stato portato d’urgenza in clinica veterinaria e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Gli sono stati asportati 3 metri e mezzo di intestino ormai irrecuperabile. Con grande tenacia John ha recuperato pian piano le forze, ha molta fame e già dal giorno seguente all’intervento si alzava in piedi da solo, si legge sul sito dell’Oipa. A breve sarà dimesso dalla clinica e accolto in stallo casalingo da un medico veterinario collaboratore dell’OIPA Palermo, in modo da portare avanti le cure necessarie. Non appena si sarà rimesso, cercherà adozione e una famiglia che gli faccia dimenticare il trauma subito.

Traffico di cuccioli dall’Est: nove persone denunciate

43Nove persone sono state denunciate per traffico illecito di animali a Lodi. L’indagine del Nucleo investigativo provinciale di Polizia ambientale e forestale ha smascherato un’associazione a delinquere finalizzata alla vendita di cuccioli di età inferiore alle 12 settimane provenienti dall’Ungheria e Slovenia. Un giro d’affari di circa 1 milione l’anno. Le ipotesi di reato sono: traffico illecito di animali di età inferiore alle 12 settimane, esercizio abusivo della professione medica, frode in commercio, maltrattamento di animali e detenzione produttiva di gravi sofferenze. Il meccanismo era ben organizzato: le auto venivano noleggiate, perché non è possibile confiscarle. I cani venivano comprati a 80-120 euro e rivenduti 600-1.200 via internet o ad alcuni negozi.

Le indagini sono iniziate dopo il fermo di un camion che trasportava 12 cuccioli di cane nascosti nel carico. Cuccioli destinati ad essere venduti on line, portati via dopo pochi giorni di vita, stipati in gabbie strette, occultati negli spazi adibiti alla ruota di scorta, spesso arrivati morti a causa dello stress per le troppe ore di viaggio affrontate in condizioni proibitive.

bvbvI cuccioli venivano sottoposti a sevizie, vessazioni e maltrattamenti insopportabili con trattamenti sanitari inutili e dannosi per mascherare eventuali patologie e l’età molto minore rispetto a quella poi dichiarata all’atto di vendita. Tali pratiche venivano svolte grazie all’ausilio di un medico veterinario, coinvolto nel crimine in violazione del codice deontologico della professione alla quale il medico dovrebbe essere sottoposto. Il veterinario, infatti, prescriveva e somministrava farmaci quali “Stormogil” e “Drontal” per coprire le carenze vaccinali ed inoculava microchip negli animali compilando falsi libretti sanitari. Nei libretti veniva manomessa l’età, la provenienza e le condizioni sanitarie dei cuccioli, rendendoli pronti per essere immessi sul mercato grazie alla falsificazione dei documenti e all’inoculazione dei microchip “italiani”, e poi venduti in tutta Italia prioritariamente attraverso il canale di internet.

Gli animali salvati e posti sotto sequestro sono stati temporaneamente affidati, grazie al contributo di Associazioni, a famiglie che ne garantiscono la cura e un sano sviluppo. L’Operazione prende il nome da MAKY, un cucciolo ritrovato in gravi condizioni e salvato dall’ intervento della Forestale. in contenitori di cartone o gabbie per polli, assolutamente inidonei e contrari alla natura degli animali, dentro i bagagliai delle auto, privi di luce ed aria.

Zoo di Copenaghen: giraffa uccisa e sezionata davanti a bambini

fd44444444444Ucciso con un colpo di pistola alla testa, sezionato e dato in pasto ai leoni davanti un pubblico di adulti e bambini divertito nello zoo di Copenaghen. E’ questa la fine toccata a Marius, un piccolo di giraffa nato 18 mesi fa nel giardino zoologico tra i più antichi d’Europa, diretto da Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo. Colui che avrebbe dovuto tutelare la sua salute (Marius non è stato ucciso perché malato), colui che dovrebbe garantire l’educazione ambientale con percorsi didattici atti a sviluppare e diffondere la conoscenza della natura, degli altri animali, ha autorizzato l’uccisione e la sezione pubblica dell’animale davanti ad un pubblico di adulti e bambini. A nulla sono valse le proposte di altri zoo di accogliere la AUTOPSY ON MARIUSgiraffa per salvarla da morte certa, a nulla è servita la raccolta firme partita per salvare Marius, che in pochissimo tempo ha fatto il giro del web. Bengt Holst, Presidente anche dell’Associazione europea di Zoo e Acquari (EAZA), davanti ad un mondo indignato, si è giustificato dicendo che tra i suoi obblighi rientrava: “impedire al giovane esemplare di riprodursi”. L’EAZA, infatti, detta regole ferree vietando la riproduzione tra ‘parenti’ allo scopo di mantenere sane le specie all’interno della struttura.

Rom gettano cani sotto le auto per chiedere risarcimento agli automobilisti

fd4“Prendono i cani che vivono nell’insediamento e li gettano di proposito in strada contro le vetture in corsa. Chiediamo un immediato sopralluogo, auspichiamo che i cani presenti nell’accampamento vengano tolti a questa gente e affidati a strutture adeguate”. E’ ciò che chiede Stefano Tersigni, esponente del Movimento ‘Primavera Nazionale’, dopo l’ultima “trovata” per batter cassa è stata escogitata dai nomadi che vivono nel campo sorto ad Acilia sotto il cavalcavia vicino al deposito Ama. Il fine della brutale pratica, si legge su affaritaliani.it, è quello di rivolgersi poi agli automobilisti che si fermano dopo aver sentito l’urto chiedendo loro soldi contanti per il risarcimento.

La segnalazione arriva dai cittadini, inorriditi dall’ultima trovata dei rom che vivono nell’accampamento: “Guardi cosa ha fatto, lei ha investito il mio cane” – rinfacciano a chi malauguratamente investe un povero quadrupede.

Foto dal web

Mantova: cagnolina trovata incaprettata

Una cagnolina macabramente incaprettata è stato rinvenuta sabato mattina lungo le rive del Po in località Sabbioncello a Quingentole. Due persone che stavano portando a fd4spasso il proprio cane, hanno intravisto il corpo sotto una catasta di rami trasportati dalle acque in riva al fiume e dato immediatamente l’allarme. La povera bestiola, una femmina simil volpino di circa 10 anni, senza microchip né tatuaggio, aveva le zampe posteriori legate con una corda, poi girata attorno al collo. Le guardie ecozoofile dell’Anpana hanno avviato un’indagine per identificare il proprietario. Le cause della morte, secondo un veterinario che ha eseguito una prima ispezione, sarebbero naturali, ma l’autopsia non è ancora stata eseguita. Restano comunque in piedi altre ipotesi, anche  quella della morte per soffocamento.

Nelle ultime ore però, tramite la fotografia pubblicata dalla Gazzetta di Mantova, sembrerebbero usciti i proprietari: «è la cagnetta di mia madre, era scomparsa all’inizio di dicembre da Villa Poma e non sapevamo più che fine avesse fatto, aveva 17 anni ed era sorda e mezza cieca. Il tatuaggio ce l’aveva ma forse con il tempo è andato via. Abbiamo fatto di tutto per cercarla, anche facendo appelli, ma non abbiamo più saputo nulla».

Ora le guardie dell’Anpana dovranno sentire l’uomo per ricostruire esattamente da quanto tempo l’animale era scomparso e se era stata sporta denuncia di smarrimento.

Lac scopre 13 cani maltrattati in Maremma

gf5cc Legati nel fango, con catene cortissime e bidoni di plastica usati come cuccia. Tredici  pitbull, tra cui alcuni cuccioli, sono stati salvati dalla Lac, la lega anticaccia, che ha scoperto a Roccastrada, in Maremma, dopo una segnalazione, un vero e proprio lager per cani. Le guardie della Lac, dopo aver constatato le pessime condizioni igieniche in cui erano tenuti i cani, hanno avvertito i carabinieri che hanno contattato il servizio veterinario dell’ Asl 9 di Grosseto e sequestrato i cani. Alcuni animali erano aggressivi e inavvicinabili a causa dalle condizioni in cui erano costretti a vivere. Tutti i cani, tranne uno, sono risultati sprovvisti di regolari documenti e non iscritti all’ anagrafe canina regionale. vccccccccccccIl proprietario, un 30enne, è così stato sanzionato con una multa di 2 mila euro. I carabinieri hanno avviato le indagini per accertare la provenienza dei cani e dove fossero diretti gli esemplari più giovani. Alla procura di Grosseto, invece, è stata già inviata la comunicazione di notizia di reato.

Codevigo (PD): “pensavo fossero randagi, ho sparato perchè non li volevo vedere davanti a casa”

Un 47enne di Rosara di Codevigo, nel padovano, è stato denunciato per uccisione di animali ed esplosioni pericolose dai carabinieri di Codevigo, dopo che l’uomo a inizio dsssssssssgennaio ha sparato con un fucile da caccia contro due cani di un vicino di casa di 64 anni, uccidendone uno e ferendo l’altro. Il 47enne, operaio, A.S. le sue iniziali,  ha tentato di giustificarsi pensando che i due cani fossero dei randagi e che ha sparato perchè non li voleva vedere davanti a casa. Un gesto per il quale rischia fino a 18 mesi di reclusione. I due cani, che erano usciti qualche minuto prima del proprietario per scorrazzare un po’ liberamente, sono stati ritrovati dal pensionato davanti all’abitazione di un residente non molto distante dalla sua, con Nerone ormai privo di vita e Berni, che verrà trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria, ferito gravemente. Incredulo davanti alle spiegazioni dell’operaio che ammette di aver sparato ai due animali, il proprietario chiama i carabinieri e denunciano il 47enne.

Foto dal web

Pescara: Guardie Ecozoofile Oipa salvano sei cani maltrattati

ImmaginedffffIl nucleo di Guardie Eco-Zoofile OIPA di Pescara, con una serie di operazioni svolte nelle ultime settimane in coordinamento con la Procura di Pescara ed in collaborazione con i Servizi Veterinari ASL, hanno sequestrato sei cani, messi a guardia di attività ai limiti della legalità. Sono quasi tutti cani di grossa taglia – si legge nel sito Oipa – come pastori tedeschi, rottweiler, pitbull, dogo argentino e detenuti in pessime condizioni, spesso a catena corta o in isolamento in spazi angusti, esposti alle intemperie e stabulati in pessimo stato igienico sanitario, denutriti ed in condizioni di salute precarie. In città è in vigore da anni un regolamento che vieta la detenzione permanente di animali a catena o rinchiusi in rimesse, balconi e locali di servizio, ma nei controlli eseguiti sono stati riscontrati veri e propri reati: la legge infatti punisce il maltrattamento di animali ma anche la loro detenzione in condizioni non idonee alla specie e produttive di gravi sofferenze, ai sensi dell’art. 727 del Codice penale.

Per far fronte alle emergenze e poter far in modo che gli animali sequestrati possano essere al più presto concessi in affido a privati che ne facciano richiesta, sarà pubblicata nelle prossime settimane una pagina apposita sul sito www.oipa.org  dedicata alle adozioni e alle offerte di custodia giudiziaria, e verrà istituito un fondo speciale finalizzato all’assistenza agli animali recuperati e sequestrati dalle Guardie zoofile OIPA in Abruzzo.

La Spezia: parte un colpo di fucile, gravissimo un cacciatore

5444444444444444444444Incidente di caccia ieri a Colla di Valletti, nel Comune di Varese Ligure. Luigi Costa, di cinquantotto anni, è rimasto ferito gravemente alla testa da un pallettone esploso dal suo fucile che teneva a tracolla e che lo ha raggiunto tra il collo e la testa, mentre era intento ad una battuta al cinghiale. L’uomo sta lottando per la vita all’ospedale San Martino di Genova. Il compagno di battuta ha avvertito il 118 e sul posto sono intervenuti, oltre all’automedica, anche l’ambulanza della Croce Rossa di Varese Ligure, i vigili del fuoco di Brugnato e l’elisoccorso Drago dei vigili del fuoco di Genova. Vista l’impervietà della zona, i soccorritori hanno recuperato il ferito con il verricello e issato a bordo, quindi il volo verso ospedale San Martino. L’uomo, che in un primo tempo era apparso cosciente, è subito entrato in coma. Il cacciatore è stato sottoposto a una Tac e successivamente sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la rimozione dei frammenti del pallettone. L’uomo è in stato di coma e la prognosi è riservatissima e il quadro clinico appare disperato. Un incidente che si aggiunge a quelli degli scorsi giorni, dove un uomo di 48 anni, è morto nelle campagne di Villanova Monteleone in provincia di Sassari e un’altro è rimasto gravemente ferito nelle campagne di Alà dei Sardi, ad Olbia.