24/04/2012

Uccide due cani e punta il coltello alla gola della vicina: arrestato 70enne

animali,news,news animaliste,notizie animaliste,notizie animaliste,cani maltrattati,cani uccisi viterbo,maltrattamenti animaliIl 19 aprile scorso aveva massacrato a bastonate fino a causare la morte, uno dei suoi due cani. L'uomo due giorni dopo, aveva ripetuto ancora un altro gesto crudele, riferendo ai carabinieri di aver ucciso anche l'altro suo cane, facendolo poi a pezzi con un coltello, e di aver gettato i resti dell'animale in un corso d’acqua in località Acquarossa. Il pensionato 70enne originario di Montefiascone, dopo una lite con la vicina di casa, ha impugnato un grosso coltello da cucina puntandoglielo alla gola. I carabinieri della stazione di Grotte Santo Stefano hanno arrestato il  pensionato residente nella frazione viterbese, dopo esser stati minacciati con il coltello dallo stesso anziano. L'arresto è stato convalidato stamattina presso il tribunale di Viterbo. Per l’uomo il giudice ha disposto gli arresti domiciliari.

"E' stata sottovalutata dalle forze dell'ordine la prima inaudita violenza nei confronti dei cani- dichiara Valentina Coppola, presidente di Earth - ed e' da questa che e' scaturita l'escalation violenta che ha portato alla truculenta uccisione del secondo cane ed al tentato omicidio della signora". Earth ha quindi presentato denuncia per maltrattamento ed uccisione immotivata di animale con le aggravanti della crudelta'.

L’uomo si è giustificato dicendo ai carabinieri di aver ucciso i suoi due cani perché colpito da crisi nervose dovute a problemi di natura personale che non ha voluto specificare.

15/04/2012

I viaggi della morte: fermato a Reggio camion con bovini in fin di vita

àlò.jpgGli agenti della Polstrada di Reggio durante i controlli sull’A1 hanno scoperto su un camion due bovini adulti in fin di vita e quattordici vitelli costretti a viaggiare in spazi angusti e senza possibilità di movimento. L’autoarticolato, di proprietà di una ditta di Perugia e guidato da un uomo di nazionalità serba, è stato fermato nei pressi del parcheggio Crostolo Est sull’austrada del Sole in direzione Milano. Gli animali trasportati  erano sprovvisti di regolare documentazione di origine e provenienza. I due bovini adulti erano destinati al macello, mentre i vitelli, che dovevano andare in un allevamento in zona, erano anche loro in pessime condizioni. Gli agenti hanno provveduto a sequestrate gli animali, chiedendo l’intervento dei veterinari dell’Asl di Montecchio. Sei in tutto le violazioni riscontrate dai poliziotti relative ai tempi di guida, al mancato rispetto delle prescritte pause. Le sanzioni sono di diverse migliaia di euro. Ora, la ditta vettore sarà sottoposta a verifiche sanitarie.

Foto dal web

05/04/2012

Non cura il suo cane, donna condannata

gd.jpgGli ufficiali della RSPCA erano rimasti scioccati quando nel mese di aprile del 2011 avevano ispezionato la casa della signora Shelley Blackwell, a Milton Keynes, una città nel sud-est dell'Inghilterra, dove trovarono un molosso di nome Sambuca ferito e in difficoltà. I veterinari che lo visitarono avevano riferito che era pieno di graffi e morsi sulla pelle, ma erano presenti anche vecchie ferite. Tutto questo per le pulci. Era così disperato che si masticava la coda, lasciando una ferita sangiunante. Per difendesi dall'accusa di maltrattamento, la signora Blackwell ha riferito che aveva trattato il suo cane con dei prodotti antipulci ma non aveva funzionato. Forse bastava semplicemente portalo da un veterinario dopo che il prodotto non aveva dato i risultati sperati. hfg.jpgMa la corte, dopo aver ascoltato i pareri dei veterinari, hanno deciso di condannare la 29enne con una multa di 1000 dollari, 120 ore di lavori socialmente utili e non potrà avere piu animali per i prossimi 3 anni oltre a dover consegnare Sambuca alla RSPCA. Blackwell è stata giudicata colpevole nel provocare sofferenze inutili, per non aver fornito un controllo parassitario e un'adeguata assistenza veterinaria al suo cane. La RSPCA ora sta cercando una nuova casa per Sambuca.

30/03/2012

Trento: ritrova il gatto con un dardo in un occhio

vxc.jpgSANT’ORSOLA. Il suo micione di 15 anni era sparito da 4 giorni. La proprietaria, una signora di 61 anni di Sant’Orsola, era però abituata alle scorribande del suo gatto, ma i giorni della sua assenza l'avevano un pò preoccupata. E mai avrebbe immaginato di rivederlo tornare ferito e sanguinante, ma non per una baruffa tra gatti o cani, ma per mano dell'uomo. E' tornato a casa infatti con un dardo di balestra conficcato nell’occhio destro. Forse poteva andare pure peggio, anche se ci ha rimesso l’occhio. La signora ha denunciato l’accaduto alla stazione dei carabinieri del paese, poi è corsa dal veterinario che ha provveduto subito ad estrarre il dado e a pulire la ferita. I carabinieri stanno indagando alla ricerca del responsabile di questo ennesimo maltrattamento ai danni di animali, che si registrano ogni giorno in tutta Italia. Il reato ipotizzato in questo caso è quello di danneggiamento di animale. I carabinieri cercheranno di scoprire chi abbia una balestra nelle vicinanze delle case della donna.

21/03/2012

Orrore a Taranto: cucciolo di 3 mesi torturato ed ucciso

ddf.jpgI volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali hanno trovato, in zona Tamburi non lontano dal fiume Galesa, il corpo senza vita di un cucciolo di meticcio di circa tre mesi, ucciso brutalmente dopo essere stato lapidato, soffocato con una corda e quindi trascinato sul terreno per alcuni metri. Sul posto sono accorsi anche agenti della Polizia di Stato e personale veterinario della Asl che ha ricostruito la dinamica; al momento non ci sono ancora sospetti sul possibile autore di un gesto così efferato.

«Siamo agghiacciati per l’accaduto. Il corpo del povero cagnolino è stato massacrato con una ferocia, con un’efferatezza, con una spietatezza che lasciano attoniti. Personalmente, non ho idea di chi possa aver compiuto un crimine così barbaro che unisce la crudeltà al sadismo, anche se penso che nessuna persona sana di mente avrebbe potuto compiere un gesto simile», commenta Rosanna Pisani, presidente della Sezione Enpa di Taranto. «Quel che è certo è che presenteremo denuncia alla Procura di Taranto per maltrattamento e uccisione di animali; con l’occasione mi appello a tutti i possibili testimoni affinché ci aiutino a dare un nome e un volto al criminale.» 

A breve distanza dal corpo del povero meticcio, i volontari dell’Enpa hanno trovato altri tre cuccioli, probabilmente fratelli della vittima, che, fortunatamente non presentavano alcun segno di maltrattamento e sembrano essere in buone condizioni di salute. In attesa che vengano adottati, i cani sono stati presi in custodia dalla Protezione Animali. Per chi volesse adottare i tre fratelli del cucciolo torturato e ucciso potrà chiamare Rosanna Pisani ai numeri 330481880 oppure 3332258739.

Fonte: Comunicato Enpa - Foto: quotidianodipuglia.it

12/03/2012

Operaio uccide a calci cane del datore di lavoro, beccato dalle telecamere

Immaginedx.jpgUccide a calci la cagnolina del suo datore di lavoro, senza un apparente (se ce ne fosse) motivo. Tutto è successo nella ditta Cogita, che produce infissi a Predda Niedda (Sassari). Le telecamere a circuito chiuso non lasciano dubbi, inquadrando un uomo intorno alle ore 20, dopo aver terminato il proprio turno, introdursi nell'ufficio del primo piano del datore di lavoro. E' una stanza delimitata da un vetro trasparente e quella sera, rinchiusa dentro, c'è Ciccetta, una cagnetta di pochi chili simile ad uno yorkshire. Ciccetta viene massacrata a calci con le scarpe antinfortunistiche e rimane agonizzante fino alla mattinata successiva. Come riporta La Nuova Sardegna, alle 7,45 la telecamera esterna della ditta intercetta ancora qualcosa di strano. Un dipendente entra nel cancello e una volta all'interno dei locali, afferra una scatola di cartone e una busta dell'immondizia. Ciccetta però è ancora viva e viene uccisa con una grossa pietra. Poi l'uomo alle 8 esce nuovamente e in mano stringe un sacco nero.Quando i dipendenti ritrovano il corpicino martoriato e gettato in un terreno vicino, il suo proprietario, Giuseppe, non ha il coraggio di guardarla.
 
«Dopo aver ucciso la cagnetta è venuto al lavoro e ha fatto finta di niente. Mi ha offerto anche un caffè». Non c'era un motivo valido, nessuna antipatia o vendetta col titolare, stipendi sempre pagati puntuali, assunzione in regola. «Questa è l'ultima busta paga - dice Giuseppe - mi tocca anche liquidare una bestia simile. Però da oggi è licenziato».
 
Forse non voleva ammazzarla: «Ho fatto una cazzata», si è giustificato l'uomo con i colleghi, ma è un'esplosione di violenza inaccettabile da un uomo di 47 anni, padre di due figli. E sembra non fosse la prima volta che prendeva a calci la cagnolina. I suoi colleghi all'inizio erano restii a raccontare la verità: sapevano delle conseguenze, il licenziamento era scontato e anche la denuncia in Questura.
Foto dal web

08/03/2012

Genova: lascia il cane morire di fame in una gabbia di un metro e mezzo

f5f.jpgHa lasciato il suo cane da solo a morire di stenti in una gabbia, senza acqua né cibo per oltre un mese. Per questo motivo i carabinieri della Stazione di Ronco Scriva, durante un controllo in un allevamento dismesso della zona,  hanno denunciato a piede libero un 52enne del posto. L’uomo, che di professione fa il muratore, per un certo periodo ha avuto la passione per l’allevamento e aveva iniziato a curare alcuni animali in un terreno in località Ronfagneto, a Ronco Scrivia. In totale aveva circa una decina di capi, tra bovini, suini e ovini. Il 52enne aveva segnalato 3 anni fa la cessazione dell'attività, spiegando che gli animali erano fuggiti dalla struttura o erano state abbattute. Ma quando ieri i carabinieri sono giunti sul posto hanno trovato il cane morto all’interno di una gabbia di un metro e mezzo per un metro e mezzo e i veterinari della Asl hanno stabilito che la morte era giunta per mancanza di nutrizione. Un'agonia: il suo corpo era pieno di ferite autoinflitte dopo essere impazzito per il dolore, in una pozza di sangue, vomito ed escrementi. Inoltre, i carabinieri hanno sequestrato la carcassa di una pecora in avanzato stato di decomposizione e diverse ossa di animali che saranno analizzate nelle prossime ore.

“Lo stesso proprietario ha dichiarato di essersi recato per l’ultima volta su quel terreno un mese fa e che il cane era ancora vivo – spiega il comandante Pierantonio Breda – poi, però, non è più tornato sul posto, adducendo come scusante la presenza di troppa neve e troppi impegni lavorativi”.

All’appello manca anche un altro cane, un pastore maremmano, che il proprietario ha detto di non vedere più da tempo. Il muratore è stato anche sanzionato dalla Forestale per detenzione di gabbie per la cattura di cinghiali. La segnalazione di alcuni residenti della zona avrebbe fatto scattare il blitz dei carabinieri.

21/02/2012

Avellino: il gatto lo disturba, ucciso a fucilate dal vicino

aaaaaaaaaaaaaaaaaaa1-300x238.jpgInfastidito dagli sconfinamenti continui del gatto della vicina nella sua proprietà, un disoccupato di 42 anni ha imbracciato il fucile di un amico e ha esploso un colpo contro l'animale, che è morto sul colpo. E' accaduto oggi verso le ore 13.00 a Roccabascerana (Avellino). La proprietaria del gatto, una ragazza di 22 anni, ha avvertito i carabinieri. L'uomo e' stato denunciato in stato di liberta' per uccisione di animale, porto illegale di armi ed esplosioni in luogo pubblico. Il proprietario del fucile, un uomo di 45 anni, e' stato invece denunciato con l'accusa di omessa custodia di armi.

20/02/2012

Sequestrato allevamento abusivo a Brancaleone

Canile.jpgGestiva illegalmente una struttura adibita ad allevamento di cani da caccia di varie razze, A. P., 55 anni, denunciato dal personale del Corpo forestale dello Stato per maltrattamento di animali. Nel corso dei servizi di controllo e sorveglianza del territorio predisposti dal Comando provinciale del Cfs di Reggio Calabria, finalizzati principalmente alla prevenzione e repressione degli illeciti nel settore ambientale e agro-forestale, il personale del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale insieme ai Reparti di Brancaleone e San Luca, hanno sequestrato l’allevamento abusivo di cani ubicato in località “Razzà”, sui cui faceva sicuro commercio, anche per il tramite di annunci su internet. A. P., privo di qualsiasi autorizzazione sanitaria necessaria, gestiva illegalmente l’allevamento di cani adibito maldestramente all’interno di una fatiscente struttura di sua proprietà. All’interno dell’improvvisato allevamento, che si estende su di una superficie complessiva di circa 240 mq, l’indagato aveva realizzato ben 23 box con materiale precario di varia natura, quali lamiere, brande metalliche ed altro, custodendovi ben 90 cani di varie razze, molti dei quali privi dell’obbligatorio microchip identificativo. Le mangiatoie e gli abbeveratoi, anch’essi malamente realizzati con materiale di risulta, si mostravano del tutto fatiscenti ed inadeguati, così come confermato dal veterinario incaricato quale ausiliario di polizia giudiziaria a seguito di una capillare ispezione dei locali. Da un’attenta verifica delle condizioni igienico-sanitarie del canile, gli agenti forestali hanno riscontrato carenze evidenti nella custodia degli animali, spesso costretti in soprannumero all’interno di angusti e sporchi box, molti si presentavano con evidenti segni di malnutrizione, disidratazione e magrezza patologica. Per tali motivi A. P. è stato denunciato, in prima battuta, per maltrattamento di animali e tutti i cani e l’intera struttura sono stati posti sotto sequestro penale. La legge ha definitivamente sancito, quale reato penalmente rilevante, il maltrattamento degli animali, quali esseri senzienti nonché il loro impiego in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate Pertanto A. P. dovrà rispondere del presunto reato sopra ipotizzato nonché del reato di gestione illecita di canile abusivo in precarie condizioni igienico sanitarie. Il sequestro preventivo è stato convalidato dal gip presso il Tribunale di Locri. Su delega della Procura della Repubblica, sono in corso ulteriori accertamenti atti a fare chiarezza sull’intera vicenda. Viste le condizioni di salute degli animali e la fatiscenza ed inadeguatezza dei box dove erano custoditi, la stessa Procura ha disposto il loro trasferimento in strutture idonee dove potranno recuperare un’ottimale condizione di salute.

Fonte:mnews.it

12/02/2012

Butta il cane nel lago dall'auto in corsa, salvato dai vigili

animali,cane gettato lago d'iseo,news animali,news animaliste,notizie animaliste,cronaca,news,cane gettato lago brescia bergamo,maltrattamenti animaliGettato fuori dal finestrino dall'auto in corsa come un oggetto che non serviva piu, finendo nelle acque gelide del lago di Iseo. Protagonista, suo malgrago di questa ennesima crudeltà nei confronti degli animali, un piccolo cane, che ha rischiato di annegare. Tutto è accaduto giovedì mattina sulle sponde del lago d'Iseo, tra Castro e Riva di Solto (Bg). Ad assistere alla scena alcuni testimoni, che pare avrebbero registrato il modello dell'auto dal quale il cane è stato lanciato, segnalando tutto agli agenti della polizia locale di Castro, oltre che ad avvertire i Vigili del Fuoco di Lovere, vedendo la povera bestiola in difficoltà. E' stato recuperato a una quindicina di metri dalla riva con un gommone, poi è stato asciugato e rifocillato. E' stato temporaneamente affidato al Comune in attesa di un' adozione, che non tarderà ad arrivare visto le numerose richieste pervenute.

Foto: Eco di Bergamo

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