24/02/2012
Bulgaria: di nuovo il "dog spinning", proteste animaliste
Si ripete anche quest'anno il rituale del giro del cane ("trichane" nella lingua locale), che si tiene nel villaggio di Brodilovo, nella Bulgaria sudorientale. L'organizzazione animalista bulgara "Protezione animali Sofia" ha lanciato una campagna contro questo scempio che si svolgerà domani 25 febbraio, con l'intento di contestarlo. Dal canto loro, gli organizzatori del rituale, hanno chiesto ai residenti di astenersi dal rispondere alle provocazioni. "Mostriamo loro che siamo civili, non barbari", dichiara la gente di Brodilovo. Il rituale prevede che un cane venga sospeso sull'acqua legato a una corda. L'animale viene girato su se stesso ripetutamente, in modo da intrecciare la corda in modo che poi ruoti in senso opposto velocemente, fino a far cadere il cane in acqua, a volte anche rovinosamente. I residenti sostengono che il cane non subisce alcun danno fisico dal rituale, che è antico e sarebbe parte del corpus dei riti legati al culto di Kuker, l'antica divinità della fecondità. Il suo scopo è quello di prevenire la rabbia e di ripulire il villaggio di spiriti maligni. Il primo ministro Bulgaro Boiko Borisov , in passato, ha condannato il rituale come barbarico, senza successo. L'anno scorso invece, il sindaco Petko Arnaudov ha annullato il divieto (che durava dal 2006) di praticare tale rituale ed è stato cosi eseguito di nuovo. Gli animalisti accusano, oltre agli organizzatori, anche le autorità che sarebbero compiacenti. Guarda la vergogna del 2011
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20/02/2012
Marigliano: ritrovati altri 50 animali morti
Altre 50 carcasse di cani sono state ritrovate lo scorso mercoledi 15 febbraio nell'alveo della 'vergogna' a Marigliano, dove in molti ricorderanno il triste precedente del 5 gennaio sul ritrovamento di oltre 60 animali gettati come spazzatura. Lo denuncia, in una nota, il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. 'Lo scenario raccapricciante e' purtroppo lo stesso della precedente mattanza, uguale anche la modalita' di soppressione di questi poveri animali che dopo essere stati barbaramente uccisi, sono stati rinchiusi in buste di plastica nera abbandonate nei pressi dell'alveo'. Se questa mostruosita' e' stata ripetuta a distanza di un mese, ci sono secondo noi diverse ragioni. La prima e' che l'Alveo Frezza a Marigliano resta un luogo isolato e sicuro per i criminali dove poter sversare ogni cosa: dai rifiuti tossici ai cadaveri di animali. Il secondo e' che non e' stato fatto nulla di concreto per fermare la mattanza che anzi continua in modo addirittura spregiudicato e spavaldo. La criminalita' si sente sicura nel continuare lo sversamento illecito di carcasse animali nello stesso sito nonostante il clamore mediatico e le indagini della Procura di Nola. Non ci resta che autorganizzarci e presidiare da soli il territorio contro questa ennesima strage di animali indifesi di cui ad oggi non sappiamo ne' la genesi ne' gli autori.
Anche se, secondo il quotidiano Marigliano.net, due persone risulterebbero indagate sul primo ritrovamento degli animali morti e gettati nella "discarica". Alcuni cani su cui è stato rinvenuto il microchip sono stati registrati all'ex Frullone, oggi ospedale veterinario, altri presso veterinari privati. Resta da capire bene, ancora cosa ci sia effettivamente dietro a questo ennesimo macabro ritrovamento.
Foto: Marigliano.net
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25/01/2012
Aragona: ritrovato cane impiccato, gesto intimidatorio?
Chi è la vera bestia? recitava un vecchio slogan. Non ci sono dubbi nemmeno questa volta. Dopo i recenti simili episodi di cani impiccati, a Revine Lago (Treviso), di Garzerno (Como) e in questi ultimi giorni a Olbia, un altro caso si è registrato ad Aragona in data 22 gennaio, con il ritrovamento di un cane meticcio impiccato all’interno dell’area attrezzata sita nel complesso boscato demaniale “Pizzutello” gestito dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. A fare la macabra scoperta è stato il personale del Distaccamento Forestale di Agrigento. Dagli accertamenti eseguiti sul posto congiuntamente con personale veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il povero cane era senza microchip e collare. Il personale del Corpo Forestale sta proseguendo le indagini per tentare di individuare l’autore di questo gesto. Gesto, che lascia aperte varie strade, dall'atto intimidatorio nei confronti di qualcuno oppure una mente malata e pericolosa in azione.
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19/01/2012
Cogoleto: tentano furto, cane da guardia massacrato
Volevano rubare materiale e attrezzi all'interno di un magazzino edile di Cogoleto (Genova), e pur di portare a termire il "lavoro" non si sono fatti scrupoli di dover massacrare il cane di guardia che con i suoi latrati avrebbe potuto disturbare il furto, facendo cosi insospettire qualcuno. L'aggressione, operata da due romeni, è stata efferrata e crudele: i due hanno preso a padellate sul muso l'animale che era legato alla catena fino a fargli perdere l'occhio. I due ladri avevano massacrato l'animale per portarsi via un bottino di svariate migliaia di euro. Poi si erano dati alla fuga, ma carabinieri della compagnia di Arenzano, allertati da alcuni rumori sospetti, avevano arrestato nell'immediatezza dei fatti un uomo di 30 anni. In seguito i militari sono riusciti a fermare anche il complice di 37 anni che era riuscito a dileguarsi. I due dovranno rispondere di maltrattamento di animale, furto e danneggiamento.
Foto dal web
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20/11/2011
Studente ucraino tortura cani randagi e si filma
Alexey Vedula è uno spietato studente ucraino 19enne che all'inizio di ottobre 2011 ha iniziato a pubblicare su internet dei terribili video, con sevizie ai danni di cani randagi, provando piacere nel farlo. Pare che da bambino sia stato morso e da qui la sua reazione e vendetta nei confronti degli animali, ma forse c'è ben altro. Nei suo video Vedula mostrava come stava uccidendo e torturando cani e cagnolini in diversi modi estremamente crudeli. Almeno 100, tra cui anche cuccioli di pochi mesi massacrati e ne va anche fiero, come ha riferito alla polizia lui stesso,liberando cosi le strade dai randagi. La mattanza veniva filmata con l'aiuto di un suo amico che riprendeva le scene, dove si sentivano in sottofondo delle risate ciniche. Ma sarebbero almeno 70 i maniaci nel paese ucraino che con veleno e altri maltrattamenti uccidono i cani randagi, di cui almeno 18 sono stati trovati massacrati il giorno dopo l'arresto dello studente vicino alla stazione ferroviaria. Alcuni internauti, avrebbero pubblicato addirittura il suo numero di casa sui siti e youtube, chiamandolo anche di notte, ma forse per paura non aveva mai risposto. A causa dell'indifferenza delle leggi e delle autorità ucraine, la punizione per simili azioni può variare da una piccola multa fino 3 anni di reclusione. Ma questo non è abbastanza! E' dimostrato che, chi comincia con il torturare animali avrà anche una probabilità di commettere violenze,abusi o arrivare ad uccidere esseri umani. O neppure questo è abbastanza per qualcuno?
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18/11/2011
Treviso: cane impiccato, taglia sul colpevole
REVINE LAGO. Orrore a Revine Lago, in provincia di Treviso, dove Jack, un cagnolino meticcio di undici anni è stato trovato impiccato nel suo recinto. A fare la terribile scoperta, la suocera della padrona, che si era recata da Jack al ritorno da un funerale. Racconta tra le lacrime Anna Bellet, 71 anni: quando sono tornata a casa l’ho visto in quello stato. Pensavo fosse ancora vivo. Aveva gli occhi aperti, ma non scodinzolava. Mi sono avvicinata e mi sono portata le mani tra i capelli. Il caso finirà anche nelle trasmissione di Canale 5, Forum. La proprietaria, Patrizia Costantini, 36 anni, si è rivolta ai carabinieri per denunciare l’accaduto e le indagini stanno seguendo tutte le direzioni, qualche indizio potrebbe venire dalle impronte lasciate sulla catena dagli autori del gesto disumano. Ma non si tratterebbe di una bravata ma di un gesto mirato. Nessuno del vicinato dice di aver sentito nulla. Eppure il cane ha avuto una agonia tremenda, come riferisce anche la verinaria, Jack ha sofferto moltissimo, la morte è avvenuta per asfissia.Chi lo ha ucciso è entrato dal cancelletto, ha slegato la catena dal collare, l’ha avvolta più volte attorno al filo e l’ha riattaccata al collare lasciando Jack appeso per il collo ad agonizzare. La famiglia, sembra che non abbia mai ricevuto minacce e non ha nemici e quindi non si capisce il perchè di tanta cattiveria. Intanto, sulle pagine della Tribuna di Treviso, la proprietaria Patrizia Costantini, ha annunciato una lauta ricompensa a chi darà informazioni utili per le indagini e chiede giustizia per il suo Jack.
Foto: Rete Veneta
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11/10/2011
Condannati due veterinari, avevano soppresso 9 cuccioli randagi
È stata confermata dalla Corte d’Appello di L’Aquila la sentenza di primo grado a carico di P.I., Direttore del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL di L’Aquila, e M.P., veterinario del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL di L’Aquila, condannati a due mesi e dieci giorni di reclusione per l’uccisione di nove cuccioli di cani randagi avvenuta nell’ottobre 2004.
La Corte ha quindi ha confermato l’applicazione dell’articolo 544 bis del Codice penale “uccisione per crudeltà o senza necessità” e dell’articolo 110 del Codice penale “concorso in più azioni esecutive di uno stesso disegno criminoso”, già avvenuta con la sentenza del 2007.
Il 26 ottobre del 2004 P.I. aveva ordinato la soppressione dei nove cagnolini, poi materialmente eseguita da M.P. mediante iniezione di Tanax. Gli animali erano stati trovati nel giardino di un uomo, che aveva chiesto l’intervento della ASL per portarli in canile. Il Dirigente della ASL, invece, decise di procedere alla soppressione, asserendo presunti motivi di “ordine pubblico”.
In sede d’udienza gli imputati hanno sostenuto di aver agito legittimamente poiché il proprietario del terreno in cui furono trovati i cuccioli avrebbe dichiarato che gli animali erano di sua proprietà e ne avrebbe quindi chiesto la soppressione: “la sentenza conferma invece che il rapporto tra animali e loro eventuali “padroni” deve rispondere a nuovi obblighi e responsabilità per i quali il “proprietario” non ha più la libera disponibilità dell’animale, né può infliggere sofferenze o togliergli la vita inutilmente”, dichiara l’avvocato Carla Campanaro, dell’Ufficio legale LAV.
La sentenza chiarisce inoltre che le uniche motivazioni valide legalmente in base alla legge n 281 del 1981 per la soppressione di cani o gatti sono, in maniera eutanasica, la certificata incurabilità o la comprovata pericolosità P.I.
“Siamo molto soddisfatti della conferma della sentenza di primo grado – aggiunge Ilaria Innocenti, responsabile LAV settore Cani e Gatti – Un simile reato è ancor più deprecabile perché commesso da medici veterinari che hanno il dovere di salvare e non uccidere gli animali”.
La LAV chiede ora la radiazione dei due veterinari dalla professione per la chiara violazione del Codice Deontologico della professione secondo il quale l’iscritto deve operare “alla promozione del rispetto degli animali ed al loro benessere in quanto esseri senzienti”. Principio-base che i due veterinari aquilani hanno non solo ignorato ma calpestato, danneggiando l’intera loro categoria.
La LAV, costituitasi parte civile, ringrazia infine l’avvocato Paolo di Napoli, del foro di L’Aquila, per l’assistenza fornita durante il secondo grado di giudizio.
fonte: lav - foto: dei cuccioli randagi
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09/10/2011
Usa: pitbull abbandonata e stremata si butta dal 3° piano, salva
New Bedford (Usa). Una femmina di pitbull abbandonata da due mesi all'interno di un appartamento insieme al proprio cucciolo di 4 mesi nella cittadina di New Bedford, nel Massachusetts. Stremata, ha tentato un gesto disperato alla ricerca di cibo gettandosi dal 3° piano. Nella rovinosa caduta si è rotta l'anca e una zampa anteriore, ma i danni più gravi sono quelli derivati dalla totale assenza di cibo per due mesi. L'appartamento era pieno di feci, urina e infestato da pulci. La polizia di New Bedford e l'associazione Animal Rescue di Boston stanno cercando di scoprire i proprietari che hanno lasciato i due pitbull nell' appartamento vuoto. Entrambi i cani stanno ricevendo le cure nel centro veterinario di Buzzards Bay. I chirurghi hanno operato con successo l'anca rotta e la zampa posteriore, ma dovrà essere tenuta costantemente sotto osservazione, con l'aggiunta di un programma di alimentazione speciale per affrontare gli effetti della malnutrizione. Il cucciolo invece sembra essere in buona forma, nonostante i problemi di malnutrizione.
Alan Borgal, direttore del Centro per la protezione degli animali "Animal Rescue League" di Boston lancia un appello: chi ha informazioni utili si faccia avanti per contribuire a portare la persona o le persone responsabili alla giustizia.
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07/09/2011
Ritrovato cane morente, salvato dai volontari A.P.A Chioggia
Inoltriamo dal Rifugio A.P.A di Chioggia (Venezia)
Oggi è Santa Regina ed è il nome che abbiamo dato a questa creatura
Queste foto sono reali non è un fotomontaggio non è sud non è Romania. È Chioggia Venezia, nord Italia.
E' stata chiamata come la sua protettrice Regina, questa piccola ed innocente creatura a dispetto di chi l'ha ridotta cosi’ è viva
siamo stati chiamati da una signora alle 12 ora di pranzo.
"C'è un cane morente non so che fare aiutatemi"
Naturalmente ci siamo subito attivati e la scena che abbiamo visto ci ha sconvolti,il recupero la corsa dal veterinario il miracolo.
Regina è viva è molto anziana ha un corpicino molto debilitato,ma vivra’. Non maledico nessuno, ma ho la speranza in una giustizia che va’ oltre l'umano.
Ora regina verra’ seguita come merita da noi volontari A.p.a.
E le troveremo anche famiglia a dispetto di chi la voleva morta.Per chi volesse adottarla una volta rimessa può chiamare
Loretta 3289620233 - Rifugio a.p.a Chioggia (Ve)
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23/08/2011
Conegliano: chiude il gatto in casa e va in vacanza
CONEGLIANO (TV). Da almeno quattro giorni i vicini sentivano lamenti di un gatto giorno e notte provenire da un appartamento di via Rosmini a Campolongo, lasciato da solo perché la proprietaria era andata in ferie. E' stato salvato dalla polizia locale di Conegliano, per la padrona scatterà la denuncia per abbandono e maltrattamento di animali.Il caldo di questi giorni e l'assenza di acqua e cibo potevano infatti essere fatali per la povero gatto e intervento dei vigili urbani è stato provvidenziale. «L'animale era in un evidente stato di agitazione» riferisce la polizia locale. Il micio è stato momentaneamente dato in consegna ad un veterinario per essere visitato in attesa del ritorno della proprietaria. Non avendo più cibo e non trovando via di scampo ha continuato a miagolare per alcuni giorni, un tentativo disperato di richiesta d'aiuto. La polizia locale sta cercando di mettersi in contatto con la proprietaria per capire il motivo dell'abbandono e se avesse detto a qualcuno di accudire l'animale durante il suo periodo d'assenza. Per lei il rischio è di avere guai con la giustizia. L'articolo 727 del codice penale infatti punisce l'abbandono di animali con l'arresto fino ad un anno e l'ammenda da un minimo di mille ad un massimo di 10 mila euro.
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