Cassazione: usare il collare elettrico è maltrattamento

76hLa Cassazione ha ribadito e sancito che addestrare un cane con il collare elettrico è maltrattamento, è infierire inutili sofferenze all’animale. L’alta corte ha infatti confermato la condanna per maltrattamento di un anno fa emessa dal Tribunale di Trento nei confronti del proprietario di un cane da caccia, un segugio italiano. La sentenza è la 50491 depositata il 29 novembre 2016.

“E’ un segnale necessario – commenta Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – la legge deve bandire dal commercio e dalla vendita gli strumenti che vengono chiaramente acquistati non come soprammobili ma come strumento che infligge inutili dolori con scosse elettriche che colpiscono il cane fisicamente e che producono anche danni irreparabili sulla sua sfera psichica”.

Di più. “E’ ora di spiegare ai cacciatori, che sono i principali fruitori di questo metodo violento di addestramento punito anche col carcere, giusto per inquadrare la gravità del reato che si consuma, che da decenni esistono metodi di addestramento del cane di maggiore efficacia nel rispetto del benessere dell’animale, metodi dolci, che agiscono sulla sfera della relazione. Bastonare un cane con l’elettricità appartiene alla credulità popolare, è una pratica che nasce alla scuola dall’ignoranza. L’obbedienza si costruisce attraverso un lavoro lungo e costante, di educazione rispettosa, fatta di rinforzi positivi, senza scorciatoie violente che non portano neppure all’apprendimento del comando. Considerare il collare elettrico strumento educativo per estinguere un comportamento non desiderato del cane, è come credere nella stregoneria”.

Fonte: legadelcane.org – Foto: improntaunika.it

Guardie zoofile salvano nove cani chiusi e in mezzo al fango

454.jpgNelle settimane scorse, a seguito di una segnalazione di maltrattamento, il Nucleo provinciale di Guardie Zoofile della Lega del Cane di L’Aquila aveva constatato la presenza di nove cani in pessime condizioni rinchiusi in piccoli locali, a Civitella Roveto. Sette cani adulti e due cuccioli, tutti sprovvisti di microchip e chiusi in piccoli locali bui, umidi e maleodoranti, con le zampe immerse nella melma. Da come si legge sulla nota della Lega del Cane di L’Aquila, i cani, quando erano stati fatti uscire dalla proprietaria – sopraggiunta sul posto assieme alla figlia – su invito delle Guardie, erano subito apparsi mal curati, pieni di parassiti e malconci. Uno dei “box” presenti nella struttura improvvisata era apparso come un vero e proprio acquitrino: era presente una femmina non sterilizzata (presumibilmente madre dei cuccioli); non appena le Guardie avevano riempito alcuni secchi con acqua fresca e pulita, gli animali sono corsi a bere ed a immergere le zampe lorde nell’acqua. 

Le Guardie avevano invitato le due donne a lasciare quanto meno i cani all’esterno della fatiscente “struttura”, in modo che potessero prendere aria e sole e non stare rinchiusi sempre all’umido e al buio. Prontamente le Guardie si sono recate nel locale Comando Stazione dei Carabinieri: l’associazione ha poi inviato segnalazione ufficiale alla Asl veterinaria di Avezzano.

Ieri è stato effettuato un intervento congiunto alla presenza del Capo Nucleo delle Guardie Zoofile della Lega del Cane di L’Aquila, di un Consigliere dell’associazione, di due veterinari ed di un Consigliere comunale: la situazione non era cambiata ed i veterinari hanno deciso per il trasferimento degli animali presso il canile sanitario “al fine di migliorare l’igiene dei luoghi interessati ed a salvaguardia del benessere dei soggetti ospitati”. L’associazione auspica per questi animali una pronta adozione dopo le profilassi, l’identificazione, la sterilizzazione ed i controlli di rito.