Sopprime 44 cani: titolare di un rifugio per cani arrestata in Croazia

imagesLa titolare di un rifugio per animali domestici abbandonati di Zagabria è stata arrestata per aver causato volontariamente, una settimana fa, la morte di 44 cani dopo che sarebbe rimasta senza soldi per la gestione del rifugio canino. Secondo la stampa, la donna, Brankica Crosetti, di 61 anni, avrebbe ammesso il reato giustificandosi «di non aver avuto altra via d’uscita dopo che è rimasta senza fondi per la gestione dell’asilo». È stato arrestato anche un altro uomo, Dalibor Baric, accusato di averle procurato una sostanza per l’eutanasia degli animali che poi il 6 dicembre lei avrebbe loro somministrato con delle iniezioni, sopprimendoli tutti e 44. «Sì, è vero, li ho soppressi io, uno per uno, il tutto è durato sette ore – avrebbe detto la donna alla polizia – io amo gli animali, ma non avevo più soldi per nutrirli e avevano iniziato a soffrire». Le leggi croate prevedono per i reati di atto crudele contro gli animali pene detentive fino a un anno di carcere e 2000 mila euro di multa.

Udine, altro sequestro: 15 cuccioli e 1 gatto salvati dalla tratta dell’ est

imagesCATKXMM3.jpgLa Polizia Stradale di Amaro e la Guardia di Finanza di Udine hanno
scoperto e sequestrato a Tavagnacco, quindici cuccioli di cane e un gatto provenienti dall’Ungheria. Erano nascosti in un furgone, trasportati nel vano di carico senza aerazione e controllo della temperatura: è intervenuto per curarli un veterinario dell’Azienda sanitaria di Tolmezzo viste le loro precarie condizioni. I cagnolini appartengono a diverse razze tra cui Chihuahua, Pincher, Cavalier King, Cocker, Yorkshire; il gatto è uno Sphynx. I cuccioli, tutti di età inferiore ai tre mesi e 20 giorni previsti dalla normativa, sono stati affidati a dei volontari cittadini che se ne sono assunti l’affidamento temporaneo. Il conducente del furgone, un 58enne ungherese e la figlia di 35 anni, sono stati denunciati per trasporto abusivo e maltrattamento di animali.

Foto dal web

Mira (Ve): ladri uccidono brutalmente cagnolina

image.jpgE’ finita nel peggiore dei modi il tentativo di una cagnolina di avvisare l’intrusione nella casa da parte dei ladri. La Nuova di Venezia racconta la terribile fine di Sissi, che apparteneva ad una giovane padroncina di Pordenone. La studentessa, d’accordo con la mamma, aveva deciso di affidare momentaneamente la cagnetta ai nonni materni, che abitano ancora nella frazione di Gambarare di Mira. Sissi avrebbe abbaiato scatendando cosi la furia dei ladri, che l’hanno stata presa a bastonate sulla testa con un pesante utensile di ferro, tanto da provocare la morte della cagnetta per trauma cranico. Sissi ha cercato di resistere per ore fino a mattina, quando i coniugi se ne sono accorti. Arrivato il veterinario d’urgenza, ma non c’era piu nulla da fare.

Foto da: La nuova Venezia
Gambarare, cagnolina di una 17enne bastonata a morte dai ladr

Firenze: cane in fin di vita gettato nella spazzatura, si cerca il proprietario

Immagine43.jpgUna donna di Firenze ieri mattina ha ritrovato nel cassonetto di fronte alla sua abitazione un cane di razza cocker spaniel chiuso in un sacchetto di plastica, ancora vivo. Ad attirare la sua attenzione dei guaiti provenienti dai rifiuti. Quando ha aperto il sacchetto ha trovato l’animale, di circa 13 anni, in fin di vita e con un taglio al collo causato dall’asportazione del microchip di identificazione.

A causa dell’età e del pessimo stato di salute, la prognosi resta riservata. Intanto le guardie zoofile dell’Enpa hanno lanciato un appello per ritrovare il proprietario del cane, responsabile di «un ennesimo atto di crudeltà».

Il cane è stato ritrovato in via Brozzi, chiunque sia in grado di identificarlo dalle foto è pregato di contattare l’Enpa al numero 0552382410 o recarsi presso la sede del nucleo guardie zoofile in via Ricasoli 73/R a Firenze.

Firenze: cane si strangola con la catena

sd4.jpgI proprietari si erano assentati per qualche giorno di vacanza e avevano lasciato il loro cane nel loro terreno agricolo, in una zona abbastanza isolata, dentro ad un recinto e con una catena forse per impedirgli di scappare. San Donnino: cane muore impiccato da una catena
Da quanto riportato da la Repubblica, alcuni parenti dovevano prendersi cura di lui, ma a causa di un disguido non sarebbe stato assistito come da dovere.
Forse per il caldo, per la fame, sete o lontananza dai proprietari, il cane cercando di saltare dal recinto, è rimasto bloccato finendo per annodare la catena intorno a un telo ombreggiante che avrebbe dovuto garantire un pò di refrigerio.

A dare l’allarme sono stati alcuni passanti, dopo aver visto quel corpo immobile sotto il sole cocente. Quando le guardie ecozoofile dell’Enpa di Firenze sono arrivate San Donnino: cane muore impiccato da una catena
in via dei Manderi, nella zona di San Donnino,
 
era ormai troppo tardi: l’animale era disidratato, forse morto il giorno prima dopo ore ad agonizzare sotto al sole. Sarà comunque l’autopsia, disposta dalla procura di Firenze, a stabilire con esattezza la morte del povero cane.

«E’ STATA una tragedia», si sono  giustificati i proprietari del meticcio morto.

San Donnino: cane muore impiccato da una catena
La procura, ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per abbandono, incuria e maltrattamento animali, adesso si dovrà valutare chi dovrà rispondere dell’accaduto.

RC: randagio morto dentro un bidone di catrame, istituzioni assenti

asd.jpgUn cane randagio di taglia media (secondo la ricostruzione della vicenda da parte dei volontari), forse perché rincorso da un branco di altri randagi (ma aggiungiamo noi, potrebbbe essere stato anche gettato appositamente da qualcuno), saltando da un muretto è caduto dentro un bidone pieno di catrame venerdì sera a Sambatello, frazione di Gallico, nel reggino. Il cane, rimasto intrappolato, ha cercato di liberarsi e iniziato a guaire e abbaiare. I lamenti sono stati uditi da un giovane del luogo, che il mattino seguente ha provato a liberare il povero animale ormai per tre quarti immerso nel liquido. 

Nella mattina di sabato un intero paese si è mobilitato per provare a salvare il randagio ma senza successo, visto che il catrame si era ormai indurito. I cittadini hanno provato a contattare tutti gli enti preposti ad intervenire (Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Guardie Zoofile, ENPA, LIPU), senza ricevere alcun tipo di aiuto, ma solo risposte anche gravissime fra le quali “non è di mia competenza”, “per noi il cane può morire..”, “non abbiamo unità di personale sufficiente per intervenire…”, oltre a varie segreterie telefoniche che sono scattate per l’intero giorno.

Un testimone riferisce che l’unico a intervenire è stato un medico veterinario dell’Asp, che, dopo aver cercato il microchip addosso al cane (peraltro cosa inutile vista la gravità della situazione), si è limitato a dire che non aveva mezzi per poter intervenire e quindi provare a mettere in salvo il randagio, agonizzante ma ancora vivo.

Sono stati contattati anche i volontari dell’Associazione “Dacci una Zampa Onlus”, ma la segnalazione era arrivata quando ormai era troppo tardi. Il fusto era pesantissimo e ribaltarlo (cosa difficilissima senza aiuti “meccanici”) avrebbe forse peggiorato le cose. Quando i volontari sono arrivati, il cane era già morto, deceduto sotto un sole cocente dalle 11.30 del mattino, con la carcassa che non è stata peraltro rimossa dall’Asp (Azienda sanitaria provinciale), e già in stato di decomposizione. 

I volontari di “Dacci una Zampa Onlus” denunciano ancora una volta non solo il mancato intervento da parte di chi per legge è obbligato ad intervenire, ma anche la possibilità che in quella frazione possa scatenarsi una vera e propria emergenza igienico-sanitaria e che le associazioni animaliste attive sul territorio reggino non possono da sole sopperire a tutte le numerose richieste d’aiuto e di emergenze quotidiane.

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La vicenda dimostra ancora una volta la lontananza delle istituzioni, anche di quelle preposte a scopi precisi, rispetto al sentire comune dei cittadini, pronti a salvare anche un “randagio” e scandalizzati da frasi pilatesce “non è di nostra competenza” o da espressioni barbare come “per noi il cane può anche morire” , frasi che la morale civile e laica dovrebbe condannare senza se e ma. 

Roma: trovate due cagnoline rinchiuse tra escrementi e rifiuti

Roma. Una minuscola baracca fatta di lamiere, invasa da rifiuti ed escrementi, tra gli orti abusivi di via Palmiro Togliatti. Questo il luogo angusto scoperto dalle Guardie zoofile dell’Enpa dove venivano segregati due cagnoline di piccola taglia.
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«Il pavimento – denuncia l’Enpa – era cosparso di fango e scatole vuote di mangime per cani che il loro aguzzino evidentemente gli gettava nella baracca senza neanche entrare, costringendoli a mangiare tra i propri escrementi». In seguito all’intervento dell’Ausl Rmb e dei vigili urbani, i cani sono stati trasportati nel canile municipale, mentre le guardie zoofile hanno inviato una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Roma per maltrattamento. «L’area – si legge nella nota – dovrà essere bonificata data la presenza di una vera e propria discarica a cielo aperto».mn.JPGImmaginenb.JPG

Montecilfone, trovato l’avvelenatore dei cani: è un cacciatore

jh.jpgDenunciato dai Carabinieri per uccisione di animali e detenzione abusiva di armi l’uomo che a Montecilfone (prov. di Campobasso), dove nel corso degli ultimi mesi, ha avvelenato numerosi cani del centro abitato, sia randagi che di proprietà. La diagnosi sempre la stessa: avvelenamento. Le indagini, partite dopo che diversi residenti si erano rivolti ai militari per segnalare le morti sospette dei propri animali, hanno portato alla casa del 72enne, un pensionato residente nella periferia rurale del paese. Nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto un fucile da caccia e 12 cartucce, detenute illegalmente, e anche diversi diserbanti e pesticidi, gli stessi probabilmente utilizzati dall’uomo per la fabbricazione delle polpette avvelenate. L’uomo è in possesso del porto d’armi per la caccia, ma non aveva denunciato l’arma. Sembra che il pensionato abbia voluto giustificarsi affermando che questo fosse un modo per tenere lontani gli animali dalla sua proprietà.

Viareggio: trovato cucciolo boxer morto annegato, caccia al colpevole

jhg.JPGE’ stato annegato senza pietà, con un filo da pescatore e un mattone. Così è stato ucciso un cucciolo di boxer bianco di circa 3–4 mesi, ritrovato in via Fosso Le Quindici tra Viareggio e Torre del Lago, sotto il ponte della ferrovia Viareggio-Lucca. L’hanno ipotizzato gli agenti della polizia municipale intervenuti su segnalazione di un cittadino. Del cucciolo emergeva solo la coda e una volta tolto dall’acqua il corpo era in stato di decomposizione. Vincenzo Strippoli, comandante della polizia municipale, esclude che il crudele gesto sia stato compiuto da uno squilibrato. Pensa piuttosto che un proprietario se ne volesse sbarazzare. Due mesi fa infatti sempre in via Fosso Le Quindici erano stati ritrovati altri due cuccioli boxer annegati, forse appartenenti alla stessa cucciolata. Le indagini stanno andando avanti anche se il cucciolo non era microchippato. Il corpo del cucciolo si trova adesso sotto l’esame del servizio veterinario della Asl. Nel mirino degli inquirenti ci sono tutti gli allevamenti di cani presenti in zona ma anche i proprietari di boxer, e il comandante dei vigili urbani è certo di risalire al colpevole.

Foto dal web

Milano: uccide il suo pitbull lanciandolo dalla finestra

animali,cani,pitbull,pitbull ucciso,pitbull rozzano,pitbull lanciato finestra,news animali,news animaliste,notizie animaliste,cronacaE’ successo prima di Pasqua, durante la notte tra il 6 e il 7 aprile, ma la notizia è stata diffusa solo in questi giorni. Un uomo di origini siciliane ma residente a Rozzano (in via delle Primule)in provincia di Milano, ha ucciso il suo pitbull di nove anni gettandolo dalla finestra del suo appartamento al secondo piano dove viveva da solo. I carabinieri che sono giunti sul posto hanno constatato che l’autore del gesto, un 42enne disoccupato, era ben noto per i  precedenti per ricettazione, aggressione e resistenza a pubblico ufficiale. Un gesto di pura rabbia e frustrazione, forse dovuto all’alcool assunto, contro il cane che è morto qualche istante dopo l’impatto con il suolo. L’uomo è stato denunciato con l’accusa di maltrattamenti contro animali, aggravato dalla crudeltà e dalla mancanza di necessità. Il pregiudicato è stato descritto dai vicini interrogati dalla Polizia come un personaggio violento con alle spalle altri episodi in cui aveva espresso la sua rabbia. Nell’appartamento del proprietario dell’animale si sono presentati anche i membri della Protezione Animali.