Roma: Botticelle, ecco chi ha votato contro

maxresdefaultIl 13 marzo scorso è stata respinta dall’Assemblea Capitolina la mozione presentata dal Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle relativa all’abolizione delle botticelle romane. Determinanti  il voto contrario del PD, l’astensione di SEL e le assenze di alcuni consiglieri. Del tutto ignorate le drammatiche condizioni di lavoro dei cavalli e la volontà dei cittadini romani. Nessuna considerazione neanche per le oltre quindicimila firme raccolte dalla LAV durante la scorsa estate in una petizione formale prevista dallo Statuto del Comune e la richiesta finora inascoltata di incontro inviata al Sindaco Marino.

Da anni l’Associazione, ma anche la gente comune, chiede alle Giunte capitoline di porre fine a questo assurdo sfruttamento noto ai romani, meno ai turisti, ignari del fatto che i cavalli sono ex-trottatori costretti a trasportare pesi inadeguati durante i pomeriggi estivi, cocenti e afosi, di una Roma che non ha alcun bisogno di rinverdire i suoi fasti antichi attraverso tradizioni desuete e anacronistiche.

Su 27 votanti soltanto 7 i voti favorevoli: Roberto Cantiani (Gruppo Misto Roma Capitale), Ignazio Cozzoli Poli (Alleanza Popolare Nazionale – Alemanno Roma Capitale), Gianluigi De Paolo (Alemanno – Cittadini per Roma), Marcello De Vito (M5S), Daniele Frongia (M5S), Enrico Stefàno (M5S), Luca Giansanti (Marino Sindaco – Lista Civica).

15 i voti contrari: Valeria Baglio (PD), Erica Battaglia (PD), Mirko Coratti (PD), Francesco D’Ausilio (PD), Alfredo Ferrari (PD), Marco Palumbo (PD), Fabrizio Panecaldo (PD), Giovanni Paris (PD), Ilaria Piccolo (PD), Maurizio Policastro (PD), Antonio Stampete (PD), Giulia Tempesta (PD), Daniela Tiburzi (PD), Massimo Caprari  (Centro Democratico), Svetlana Celli  (Lista Civica Marino Sindaco).

Cinque invece gli astenuti tra cui i consiglieri Franco Marino (Lista Civica Marino Sindaco), Dario Nanni (PD), che prima delle elezioni aveva definito “barbarie” il servizio delle carrozzelle trainate dai cavalli che arrancano fra caldo e smog nelle strade di Roma e tre dei quattro consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà Gemma Azuni, Gianluca Peciola, Annamaria Proietti Cesaretti.

Fra gli assenti, di vari gruppi, i consiglieri Raggi, Rossin, Marchini e Onorato (contrari alle botticelle).

Peccato che nel programma elettorale il Sindaco aveva definito i diritti degli animali come “argomento fondante delle scelte culturali di Roma” e si era impegnato a trasferire “il servizio delle botticelle per tutelare la salute dei cavalli nei parchi e nelle ville storiche”.

E peccato ancora per Gemma Azuni (SEL), Maurizio Policastro (PD) e Athos De Luca (PD) – quest’ultimo assente in Aula la scorsa settimana –  che nell’ottobre 2010, precedente Consiliatura, come consiglieri dei gruppi dell’allora minoranza, avevano sostenuto la proposta di delibera di iniziativa di consiliare di Monica Cirinnà che prevedeva il riordino del servizio di trasporto pubblico a trazione ippica con la possibilità per i vetturini di  salvaguardare la propria occupazione.

 

Padova, shock all’ippodromo: cavallo abbattuto in pista

85c030a28cf81bd303252e7d1871ee4c-kH7E-U1020416082707L2H-330x185@LaStampa.itDurante una gara all’ippodromo Breda di Ponte di Brenta, a Padova, un cavallo infortunato è stramazzato a terra ed è stato abbattuto dal veterinario in servizio direttamente in pista, mentre tentava di rialzarsi tra dolori atroci. L’animale, uno stallone di sei anni chiamato Nirano Dts, è rimasto vittima di un incidente durante una corsa di trotto che ha portato alla frattura di una zampa anteriore, incastratasi in un sulky (calesse) che lo precedeva, ed è stato abbattuto con un colpo di pistola mentre gli addetti lo coprivano, sotto gli occhi del pubblico, con un telone. La tragedia raccontata da “Il Mattino di Padova”. Il quotidiano scrive: “Le luci diventano verdi, l’auto parte, i cavalli iniziano a correre. Passano pochi secondi, all’altezza della curva prima delle tribune, i cavalli numero 4 e 5 si agganciano tra loro creando un rallentamento e un trambusto tra le fila. Dietro Nirano Dts non rallenta, non trova spazio per superare e si incastra con la zampa anteriore sinistra nella forcella del sulky del numero 4. È una questione di attimi, il guidatore Pier Giovanni Michelotto sbalza fuori dal sulky, il cavallo cade a terra. Il primo non si fa nulla, al cavallo va peggio. Rimane a terra immobile, poi cerca di alzarsi, ma non ce la fa. La zampa è ferita e fratturata. In pista arrivano il veterinario, il proprietario del cavallo, l’allenatore. Lo tengono fermo, cercano di capire la situazione. La gente intanto si riversa a bordo pista”. Secondo il medico, il cavallo soffre troppo per poterlo trasportare in scuderia e decide di abbatterlo in pista. E lo fa sotto gli occhi del pubblico, rimasto attonito. Nirano Dts viene caricato in un rimorchio di un trattore e lo portano via e le corse riprendono come se nulla fosse accaduto.

Foto dal web

Firenze: sequestrato allevamento illegale di cavalli destinati alla macellazione

43d.jpgCavalli da corsa a fine carriera, destinati alla macellazione clandestina, e poi all’uso alimentare. È quanto avveniva in un allevamento illegale scoperto lo scorso 11 settembre e reso noto qualche giorno fa dagli uomini del corpo forestale dello Stato in una zona boschiva tra Tavarnelle Val di Pesa e San Donato in Poggio, in provincia di Firenze. All’interno sono stati trovati otto cavalli adulti e due puledri, allevati in precarie condizioni igienico sanitarie. Il titolare dell’allevamento è stato denunciato e colpito da sanzioni per un totale di 2.500 euro. I cavalli, trovati in stato di malnutrizione e senza sorveglianza sanitaria, sono stati visitati da personale della Asl.

“Oltre ai necessari accertamenti sanitari obbligatori trattandosi di soggetti destinati all’alimentazione umana – spiega una nota diffusa dal corpo forestale – sono in corso le indagini per rintracciare gli altri soggetti coinvolti nel traffico sia per quanto riguarda la provenienza degli animali che la destinazione finale”.

Le indagini che hanno portato alla scoperta dell’allevamento clandestino sono partite dal ritrovamento di una carcassa di cavallo priva di microchip di identificazione. La pratica della macellazione di cavalli provenienti dalle competizioni – prosegue la nota -, inseriti nella filiera dell’alimentazione a termine della loro carriera, è diffusa nel territorio e spesso coinvolge piccoli allevatori o soggetti che senza alcun titolo prestano i loro terreni per occultare allevamenti illegali.

Fonte: Ansa

Palio di Asti: muore un cavallo, ma oggi si corre

C_2_fotogallery_1024748__ImageGallery__imageGalleryItem_3_image.jpgIl Palio di Asti, in programma domenica 15 nella cittadina piemontese, è stato sospeso poco prima dell’inizio perché uno dei cavalli in partenza è morto. Il cavallo Mamuthones, che correva per il borgo di Santa Maria Nuova, è inciampato nel canapo prima che fosse abbassato, cadendo a terra di schiena. Illeso il fantino. Tutto è avvenuto sotto gli occhi di almeno 10mila persone, quando si era da poco conclusa la sfilata storica che coinvolge 1.500 figuranti e stava per avere inizio la gara vera e propria. Il sindaco, Fabrizio Brignolo, sia per il tragico incidente, sia per le condizioni della pista, resa pesante dalla pioggia, ha deciso di sospendere il palio e di farlo svolgere oggi alle ore 15.

«La Lav sporgerà denuncia affinché siano accertate le responsabilità di questa nuova e assurda morte, afferma tramite una nota la responsabile del Settore Equidi, Nadia Zurlo. Sono solo i cavalli a pagare con la vita per spettacoli anacronistici e violenti, che devono essere aboliti, e quanto prima».

Anche Fabrizio Biolè, consigliere regionale del Gruppo Misto del Piemonte, parla di “inopportunita’ di continuare con tradizioni vecchie, cruente e profondamente diseducative, come le corse degli animali legate a feste popolari come il Palio di Asti.

Fattoria della vergogna a Brema: 16 cavalli ridotti pelle e ossa

xz3.jpgSedici cavalli terribilmente smagriti, con le criniere lunghe fino a sfiorare terra e gli zoccoli cresciuti a dismisura, ormai girati su se stessi a forma di corno, dopo sette anni senza la cura di un maniscalco. È questo il quadro che si è presentato ai veterinari accorsi in un allevamento poco a sud di Brema, in Germania, ribattezzato dalla stampa la fattoria della vergogna.

“Immagini che fanno venire le lacrime agli occhi”, scrive Bild nel raccontare l’intervento delle autorità, allarmate da una denuncia. Erano anni che nessuno si occupava più di far uscire i cavalli dalla stalla in cui erano rinchiusi nelle campagne della cittadina di Suestedt. Esattamente da quando, sette anni prima, era morto il maniscalco che se ne occupava. Da allora l’anziano proprietario degli animali, che oggi è stato denunciato, non se ne era praticamente più curato.

Imprigionati per anni, fdxc4.jpgi cavalli soffrono oggi dolori fortissimi quanto tentano di muoversi, hanno raccontato increduli i veterinari. Per segare gli zoccoli, cresciuti fino a 50 centimetri, il maniscalco ha dovuto sedare gli animali. “Gli zoccoli crescono come le unghie agli uomini: se i cavalli si muovono troppo poco non si consumano e continuano a crescere”, ha spiegato un volontario alla Bild. Le autorità sono intervenute comunque in tempo per salvare la maggior parte degli animali: solo in due casi gli esperti veterinari dovranno decidere tra la soppressione o la somministrazione di forti antidolorifici a vita.

Fonte: AnsaFoto: Bild.de

Choc ad Amburgo durante una corsa: due cavalli muoiono dopo un terribile scontro

FD4zx.jpgTerribile scontro tra cavalli durante una gara del 6 luglio ad Amburgo, in Germania. Tre animali hanno disarcionato il loro fantino e si sono messi a correre per la pista in senso contrario rispetto a quello della gara. A un certo punto, l’impatto frontale ed inevitabile con il gruppo di cavalli in corsa. Nello scontro diversi fantini sono rimasti feriti e uno è stato ricoverato in ospedale con delle fratture. Due cavalli sono invece morti.

Petizione contro le trappole per cavalli selvatici in Galizia

2009-04-02_IMG_2009-03-26_00.55.50__873368.jpgUna proposta presentata al Parlamento della Galizia, in Spagna, chiede il sostegno di tutti i membri per combattere il posizionamento di tagliole e altri dispositivi di tortura dei cavalli selvatici. Il 26 febbraio scorso, i deputati del Bng (Blocco nazionalista galiziato) hanno chiesto l’azione del governo locale contro le trappole per equini. Questo metodo crudele e illegale di immobilizzazione, definito “pexas”, consiste in pezzi allungati di legno di due metri di lunghezza, con un’apertura ad un’estremità, creati per far entrare e poi bloccare una delle due zampe anteriori del cavallo. Questi manufatti sono inchiodati agli zoccoli dei cavalli e li inducono a grandi sofferenze. Ma oltre al dolore, causano ferite, infezioni e altre malformazioni, perché la barra limita i loro movimenti. I cavalli sono costretti a camminare in modo innaturale, impoverendo le loro capacità: sono quindi facile preda per i predatori o, nel caso di incendi, vengono bruciati vivi e muoiono senza possibilità di fuga. Oppure, ancora, possono rimanere bloccati in montagna e lentamente morire di fame ed essere investiti dai veicoli per strada. Dopo i gravi incendi avvenuti in Galizia nel 2006, le autorità hanno creato diverse regole per evitare questa pratica. Tuttavia, dopo sette anni e diversi decreti legislativi, la situazione rimane invariata: molti dei cavalli non vengono identificati e le indagini giudiziarie sugli eventuali abusi sono difficili.

L’Asociación Animalista Libera, con il sostegno e la collaborazione della Fondazione Franz Weber, ha lanciato nel 2012, attraverso la piattaforma www.senpexas.info, 78 denunce e ha individuato più di 130 cavalli intrappolati e incatenati.

Clicca qui per firmare la petizione. Grazie!

Stalla-lager a Santarcangelo: sequestrati 9 cavalli e 3 capre

Immagineew.jpgGli agenti della Guardia Forestale di Rimini hanno sequestrato, su disposizione della magistratura, nove cavalli e tre capre in un fondo di Santarcangelo. I poveri cavalli erano detenuti in pessime condizioni, semisepolti dallo sterco, malati e sofferenti al punto da non riuscire nemmeno più ad alzarsi, quasi ridotti in fin di vita per malnutrizione. I proprietari, padre e figlio, sono stati invece denunciati per maltrattamento e morte di animali. Le prime segnalazioni erano arrivate nel novembre scorso dalla sezione riminese dell’Anpana, che aveva raccolto le lamentele di alcune persone che vivevano nella zona di via Fossa Baldini, una traversa di via Provinciale Uso. Gente che raccontava di una stalla-lager, dove i cavalli erano ridotti in condizioni pietose. L’Anpana si era poi rivolta alle autorità giudiziarie. Venerdì scorso il magistrato, Davide Ercolani, ha disposto l’immediato sequestro degli animali, ponendo cosi fine alla precaria situazione degli animali.

Foto: multimedia.quotidiano.net

Palio di Siena: ferito uno dei cavalli

sd4.jpgPalio dell’Assunta. La corsa è stata funestata da un incidente a catena alla prima curva di San Martino. Sei cavalli su dieci sono caduti sul tufo di Piazza del Campo. A scivolare per primo sul tufo di piazza del Campo è stato Guess, il cavallo del Drago e non sono riusciti ad evitarlo i fantini di Civetta, Onda, Drago, Istrice, Pantera e Giraffa. A finire la corsa solo quattro cavalli con i fantini in sella.

A riportare le conseguenze più serie della caduta è stato Moedi, il castrone baio della contrada della Civetta, mentre per quello che riguarda gli altri cavalli coinvolti nella caduta non sono segnalate conseguenze. Moedi ha riportato una frattura alla prima falange dell’anteriore sinistro. Il cavallo è stato immobilizzato e portato alla clinica veterinaria del Ceppo per subire un intervento per la riduzione della frattura. L’animale non correrebbe pericolo di vita. Anche alcuni dei fantini caduti sono stati portati per accertamenti all’ospedale delle Scotte.

Suicide Race, la tradizione pericolosa continua

a1ds.jpgQuesto fine settimana, come accade da 79 anni, il rodeo di Omak, a Washington, attirerà migliaia di residenti e turisti soprattutto per vedere all’opera decine di fantini e altrettanti cavalli nella “Suicide Race World Famous”. La gara consiste nello scapicollarsi al galoppo giù da una collina che raggiunge una pendenza di 60 gradi e poi attraversare il fiume Okanogan, dove i cavalli rischiano di annegare o ferirsi con le pietre.

Per i fan e gli organizzatori, la “Suicide Race World Famous” è una tradizione e la maggior parte dei fantini sono ragazzi che appartengono alla Colville Confederated Tribes, una tribù di Indiani d’America, che rappresenta per loro un rito di passaggio per giovani guerrieri. L’evento è un omaggio al patrimonio culturale dei nativi americani della zona che mette insieme la comunità e la gara è più sicura di ciò che si pensa. I funzionari della città sostengono che negare questa gara è una forma di maltrattamento nei confronti dei cavalli.

Gli organizzatori sottolineano che la gara non viene corsa né per soldi nè per gloria ma per dimostrare l’abilità dei ragazzi e dei cavalli e l’orgoglio di appartenere a un popolo di guerrieri a cavallo.

L’associazione animalista americana Humane Society, che da anni si batte contro questa gara, riferisce di non aver accesso ai documenti ufficiali di morte, ma si stima che 23 cavalli siano morti dal 1983. Non si sa però quanti altri ne siano morti o si siano infortunati durante gli allenamenti, le qualifiche o dopo la corsa stessa. L’ultimo cavallo che ci ha rimesso la vita è Little Big Man, un purosangue di 6 anni, che si è fratturato una gamba durante una delle prove di qualifica.

Il Dr. Heather Evergreen, un veterinario equino di Monroe, che ha assistito alla gara del 2006, ha scritto a nome della Humane Society che “se hanno veramente hanno a cuore i loro cavalli … i cavalli sarebbero a casa sicuri nel loro paddock, invece sono qui legati in attesa di un trauma significativo, lesioni o addirittura… morte.

Un reporter del Wall Street Journal nel 2007 ha visto un cavallo rompersi la schiena ed è stato cosi necessario porre fine alle sue sofferenze. Nel 2004 due cavalli sono morti dopo essersi scontrati tra loro, un altro è morto dopo la gara. Nel 2002 un altro è morto annegato.

Ci sono persone che fanno sport estremi. Il cavallo invece non sceglie, sono costretti a partecipare, rivela Wayne Pacelle, presidente dell’ Humane Society.