Maltrattamento di animali: sequestrato canile di Taviano

6gffggfL’indagine coordinata dalla Procura di Lecce ha portato nei giorni scorsi al sequestro da parte del Nucleo di polizia giudiziaria delle guardie zoofile Aeop di Nardò, di 25 cani ricoverati nel canile Emmepi di Taviano e di 24 box. I cani provenienti dai Comuni di Gallipoli, Taviano, Sannicola, Melissano, Galatone e Alliste, sono stati tutti visitati singolarmente da un veterinario, il quale ha riscontrato sui cani diverse patologie sintomatiche più o meno gravi mai curate.

A portare alla luce il caso, l’associazione “Il cuore degli animali”, che ha sede a La Spezia, che ha presentato un esposto per segnalare le condizioni disumane in cui erano tenuti circa 130 cani presso il rifugio “Emmepi”. La vicenda è quindi passata sotto la tutela legale della rete nazionale di “Difendiamo gli animali”, i cui avvocati hanno richiesto un sequestro a fini cautelari preventivi.

Diverse sono le  anomalie riscontrate: la maggior parte dei cani non erano sterilizzati ne sottoposti a trattamenti profilattici, alcuni erano anche sprovvisti di microchip.

Il proprietario del canile è stato denunciato per maltrattamento di animali, ma non si escludono altri risvolti. I cani sono stati posti sotto sequestro penale e affidati ad un’associazione di volontariato riconosciuta che provvederà a  tutte le cure necessarie agli stessi.

Viterbo: sequestrato canile, cuccioli affogati e gettati nell’immondizia

animali,cani,canili,canili lager,canile sequestrato viterbo,news animali,news animaliste,notizie animaliste,cani maltrattati caniliCuccioli appena nati strappati alle loro madri. Affogati e gettati nell’immondizia. La scoperta shock è stata fatta in un canile privato nelle campagne vicino a Viterbo, in seguito a una segnalazione alla polizia forestale. Una sorta di lager per cani in cui si trovavano altri 300 animali, di cui gran parte non era stata sterilizzata secondo il piano previsto dalla legge italiana.

Quindi i cuccioli che nascevano nel canile venivano brutalmente “eliminati” e chiusi in sacchi di plastica gettati nei cassonetti della spazzatura. L’operazione è stata condotta dal nucleo investigativo per i reati in danno agli animali (Nirda) di Roma e dalla polizia ambientale e forestale (Nipaf) di Viterbo. Al loro fianco, personale medico veterinario specializzato per valutare lo stato dei cani trovati nella struttura che sarebbero tutti in discrete condizioni.

Il canile è stato subito sequestrato e i proprietari sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo e dovranno rispondere di maltrattamento e di uccisione gratuita di animali.

Rischiano fino a un anno e mezzo di reclusione.

Foto da: Tusciaweb.eu

Ex Canile lager di Cremona: processo per sei persone

Immagineg.JPGCREMONA – Nel canile comunale di Cremona dal 2005 al 2009 sarebbero stati uccisi per crudelta’ e senza necessita’ numerosi cani, addirittura intere cucciolate e gatti. Circa trecento animali all’anno e’ la stima in difetto che fa la procura della Repubblica di Cremona. Trecento animali morti ingiustificati ed illegittimi causati o con il Tanax (farmaco eutanasico) o con il Pentothal Sodium in quello che e’ diventato tristemente noto come canile lager’. Per questo, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Maurizio Guerrini e Cheti Nin, ex presidente e sua vice dell’Associazione Zoofili Cremonesi, che con una convenzione siglata con il Comune gestirono il Rifugio del cane fino al 3 marzo del 2009, quando al canile si presentarono i carabinieri del Nas. Il rinvio a giudizio e’ stato chiesto anche per le volontarie del canile, Laura Grazia Gaiardi ed Elena Caccialanza, e per i veterinari Michela Butturini e Aldo Vezzoni. L’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Cremona Guido Salvini si terra’ il 22 marzo prossimo. Maltrattamento ed uccisione di animali, esercizio abusivo della professione veterinaria e abuso d’ufficio sono le accuse contestate a diverso titolo. Guerrini e Nin devono inoltre rispondere di malversazione ai danni dello Stato e di appropriazione indebita aggravata. Per l’accusa, non avrebbero destinato alla gestione del canile parte dei contributi pubblici che ogni anno ricevevano dal Comune di Cremona e si sarebbero appropriati delle offerte dei privati e delle somme versate da terzi per uccidere gli animali.


Riportiamo un vecchio articolo de “La Provincia di Cremona”  in data  20-04-10:

Al canile di Cremona, i cani venivano immobilizzati in maniera violenta con corde, lacci e cappi prima di essere uccisi, senza che ve ne fosse motivo. Venivano soppressi con il Pentothal, analgesico non registrato in Italia come eutanasico, ma usato come tale. Forse i cani morivano per choc prima dell’iniezione letale, oppure nel tentativo di divincolarsi “rimasti vittime dei lacci” prima che dell’iniezione. Ecchimosi, ematomi, emorragie sono riferiti nella perizia compiuta dal veterinario Rosario Fico, responsabile della sezione di Grosseto de ll’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria. Fico è il perito incaricato dal gip Clementina Forleo del tribunale di Cremona di accertare le cause della morte di 25 cani e sette gatti che nel marzo 2009 i Carabinieri del Nas trovarono nella cella frigorifera del canile messo sotto sequestro. Fico ha accertato che 12 cani e due gatti sono stati uccisi con “inoculazione di tiopentale” (di Pentothal Sodium) “senza che i cani manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione”. Emergono numerosi altri particolari raccapriccianti nella centinaia di pagine della perizia. Si racconta di cinque cani, tra cui un cucciolo, morti per sbranamento. Si evidenzia come nel Rifugio “sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte di altri animali”: i cani “risultavano essere stati soppressi, in molti casi, senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico”.

Blitz nell’allevamento Jolanda, sequestrati piu di 40 cani

canile jolanda,caniel jolanda ferrara,lager jolanda,news animaliste,canili lager,canili lagher,animali,canili,caniBen 42 cani sequestrati in un blitz dei carabinieri, con l’aiuto dei veterinari Ausl e Polizia municipale di Jolanda di Savoia, su disposizione della procura di Ferrara, che erano alloggiati in una casa rurale  privata (anche questa posta sotto sequestro) sul territorio comunale. Alcuni dei cani sono stati ritrovati in pessime condizioni di salute. Come riferisce “Il Resto del Carlino”,c’è chi afferma di essere entrato nella casa, per poter vedere questi cani, e di essersi sentito male a causa del fortissimo odore di urina e dalla sporcizia che caratterizzava il luogo. La struttura si trova distante alcuni chilometri dal centro cittadino ed è all’interno di un nucleo di abitazioni, i cui residenti mal sopportavano i guaiti, le fughe e le condizioni di certo non ottimali di quei cani. Dei 42 cani sequestrati, ventisei sono cani adulti e sedici i cuccioli di diverse razze (Jack Russell, Dogue de Bordeaux, Sharpei, Pastore del Caucaso, Pastore dell’Asia Centrale, Carlino, Cane Corso e alcuni meticci) che sono stati ricoverati in alcuni canili (vedi fine articolo). Anche se c’è il massimo riserbo sull’operazione, sembra che sia stata indagata la proprietaria dei cani. Il peggio per loro sembra essere passato, ora verranno curati,sfamati e seguiti. Quando saranno pronti per l’affido, si potranno contattare le strutture dove sono tutt’ora ricoverati e cioè:

Canile Migliaro 0533539483 (Via Pasubio 39 – Migliaro)
Canile di Portoverrara 0532812885 (Via Cavrea 4 – Portomaggiore)
Canile comunale di Ferrara 0532751454  (Via Gramicia, 120 – Ferrara)
Canile ‘Il giovanetto’ 051827697 (Via Garzolè 1 – San Giovanni in Persiceto)

Molti altri cani però aspettano una famiglia, anche se non hanno avuto storie tristi alle spalle. Loro vi aspettano sempre dietro ad un box.

Foto dal web

Lager per cani a Montalto di Castro

W1314004314K460687.jpgInoltriamo da:David Paparozzi – Segretario Ass. Etruria Radicale

Ufficialmente è un centro d’addestramento ma la realtà è molto diversa: condizioni di vita al limite, in molti casi vero e proprio abbandono, morti continue, cani con evidenti problemi comportamentali, norme e regolamenti in materia non rispettati.Questo è il lager per cani di Montalto di Castro situato a ridosso dell’Aurelia, pagato e mantenuto a nostre spese.

La struttura è stata costruita per sopperire al problema dei cani che erano ospitati alle “stie” a ridosso del centro del paese: il continuo abbaiare arrecava disturbo agli abitanti delle vicinanze e per questo il Comune ha deciso di trasferire i nostri amici a quattro zampe nella nuova area creata ad hoc. I cani ospitati sono di privati, per lo più cacciatori, che non vogliono curarli e farli vivere in casa propria parcheggiandoli per tutto l’anno in questa struttura pubblica non pagando molto spesso neanche il consumo di acqua, che grava quindi completamente sulle nostre tasche.

Nelle nostre ripetute visite abbiamo trovato cani affamati lasciati tutti i giorni e tutto il giorno rinchiusi in box a volte non puliti e pieni di escrementi, animali in condizioni di salute precarie visibili ad occhio nudo e con problemi comportamentali, ciotole d’acqua nera e stagnante, piccole cucce di fortuna come unico riparo dal cocente sole estivo, rifiuti accumulati ai lati della struttura.Nei box, in barba ad ogni regolamento convivono spesso più cani, arrivando addirittura a quattro animali costretti a convivere insieme nel loculo in cui probabilmente moriranno.I cancelli della struttura inoltre sono sempre aperti costituendo di fatto un enorme problema di sicurezza stradale in caso di fuga.Molti animali a distanza di pochi giorni sono spariti, alcuni sono deceduti mentre uno di questi è stato definitivamente abbandonato dal proprio padrone finendo, sempre a nostre spese, in canile.La situazione è grave, e sarebbe addirittura peggiore se non fosse per alcuni volontari e padroni dei animali più curati che portano a volte cibo ed acqua fresca anche per i cani meno fortunati.

Noi di Etruria Radicale chiediamo che vengano rispettate tutte le norme di legge previste per questo tipo di struttura, che il comune vigili sui proprietari dei cani inadempienti ai loro obblighi, che assicuri sicurezza per la possibile fuga dei cani sull’Aurelia, che fornisca subito cure e controlli veterinari a tutti gli ospiti della struttura, che venga affisso sui box il nome dei proprietari e che inizi a farsi pagare i costi di spesa per il mantenimento dell’impianto. È inammissibile che una struttura pagata con le nostre tasche versi in questo stato, per una questione di decenza, rispetto delle regole, buonsenso e per amore di tutti gli animali che stanno soffrendo questa situazione.

fonte articolo:viterbooggi.eu

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