Ancona: sei cani da caccia chiusi in una cassa, ne muoiono tre

gf5Il Nucleo Operativo CITES del Corpo forestale dello Stato di Ancona e la Polizia di Frontiera, coadiuvati dal Servizio Veterinario della ASUR di Ancona, durante lo sbarco di una motonave proveniente dalla Croazia allo scalo dorico, ha bloccato un veicolo con tre cacciatori campani, nel quale erano rinchiusi sei cani da caccia. Gli agenti hanno subito notato la presenza dei cani ammassati all’interno di una cassa di legno non idonea – per la tipologia e la durata del viaggio – rispetto alle dimensioni degli esemplari. Durante il controllo, la scoperta dei corpi senza vita di due cani, mentre un terzo è deceduto sotto gli occhi degli agenti. Gli altri tre animali, in gravi condizioni, sono stati soccorsi dai veterinari e sottoposti immediatamente a cure. Gli animali erano stati lasciati, durante tutto il viaggio, all’interno dell’automezzo parcheggiato nella stiva della nave senza acqua e senza adeguata areazione. I tre cacciatori a bordo del veicolo, che al momento del controllo hanno mostrato scarso coinvolgimento e disinteresse per la macabra scoperta, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e rischiano pene fino a due anni di reclusione.

Setter maltrattati: cacciatore condannato

collari-2Un cacciatore veronese di Zimella di Cologna Veneta, è stato condannato dal Tribunale di Verona alla pena di 7 mila euro di multa per aver maltrattato i suoi cani da caccia, due setter inglesi, che sono stati confiscati ed assegnati in via definitiva alla LAV di Verona.

I fatti risalgono all’ottobre dello scorso anno, quando i carabinieri della Stazione di Cologna Veneta erano intervenuti presso l’abitazione dell’uomo in seguito ad una segnalazione della Lega del Cane di Legnago. I due cani, muniti di collare ad impulsi elettrici, vivevano legati alla recinzione del cortile con corde cortissime ed erano privi di riparo. I militari avevano casualmente assistito allo strano comportamento di una delle due setter che aveva sobbalzato come se improvvisamente avesse ricevuto una scossa. Infatti, l’impulso elettrico era partito dal congegno che il proprietario degli animali teneva in tasca e che i carabinieri hanno immediatamente sequestrato insieme ai due collari e ai due cani, poi affidati alle cure della LAV di Verona. Le due cagnoline confiscate vivono da tempo, serene e amate, presso due famiglie scelte dai volontari dell’Associazione.

L’avvocato Emanuela Pasetto, legale della LAV veronese, esprime grande soddisfazione per la condanna che ritiene particolarmente significativa laddove si contesta all’imputato di aver sottoposto i suoi cani a “comportamenti e sevizie incompatibili con le loro caratteristiche etologiche” a causa dell’utilizzo del collare ad impulso elettrico. “Il decreto penale di condanna” afferma l’avv. Pasetto “è un ulteriore, importante precedente all’interno di una giurisprudenza sempre più consolidata che reputa l’uso dei collari elettrici per l’addestramento dei cani una pratica penalmente illecita. Anche la Cassazione, con una recentissima sentenza del settembre 2013, definisce l’uso del collare elettrico come un addestramento basato esclusivamente sul dolore che incide sull’integrità psico-fisica del cane capace di produrre nell’animale effetti collaterali quali paura, ansia, depressione e aggressività”.

Cani prigionieri nella baracca in fiamme, salvati da morte certa

3443.jpgGrazie all’intervento dei vigili del fuoco, due cani da caccia (un setter ed uno springer spaniel) si sono salvati da una morte certa: gli animali erano intrappolati in una baracca andata in fiamme a Rovezzano, in provincia di Firenze. Grazie all’azione tempestiva dei pompieri e dei carabinieri, che ha provocato qualche intoppo al traffico nella zona di via Aretina, i due cagnolini sono stati messi in salvo.

FOTO DA: LANAZIONE.IT