Pakistan: avvelenati oltre 700 cani

reuters-big_1470393913_1024x477Oltre 700 cani, come riporta un portavoce dell’autorità comunale, sono stati uccisi tramite avvelenamento in due zone del sud della città meridionale pakistana di Karachi negli ultimi giorni. I funzionari hanno stimato che l’operazione, avviata per contrastare il fenomeno delle aggressioni dei randagi nei confronti della popolazione, non ha avuto un resoconto completo per tutti i sei quartieri della città.

Attivisti per i diritti degli animali del subcontinente indiano sono rimasti scioccati e infuriati  dopo che un video era apparso sui social mostrando i corpi di centinaia di cani randagi  raccolti con i bulldozer e gettati in cassonetti da parte dei lavoratori comunali. Gli stessi attivisti chiedono di fermare questa barbarie, provvedendo a sterilizzare, vaccinare e curare i cani randagi, diminuendo così il loro numero nel corso degli anni.

Uccisero 12 cani con dei bocconi avvelenati: multati di 15mila euro

Immaginetr.jpgTra l’ottobre del 2009 e la fine del 2010, un 65enne e un 71enne, avvelenarono una dozzina di cani (5 da caccia, 4 da tartufo, 2 da guardia e 1 da compagnia senza contare gli animali selvatici) sul territorio dell’Appennino forlivese. Il Gip di Forlì ha emesso la condanna per la violazione dell’articolo 544 bis del codice penale (uccisone di animali) ai due: sessanta giorni di carcere, pena poi convertita in 15mila euro di multa. I condannati, entrambi nativi di Rocca San Casciano, disseminarono nei comuni di Tredozio, Rocca San Casciano, Portico e San Benedetto, bocconi avvelenati. Dopo le denuncie dei proprietari dei cani deceduti, sono partire le indagini del Corpo Forestale dello Stato. Grazie alle analisi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna sezione di Forlì, le indagini si sono concentrate sulle sostanze tossiche utilizzate per i bocconi. Si è infine arrivati alle perquisizioni delle abitazioni e di un capanno dei due sospettati, rinvenendo le stesse sostanze tossiche oltre alle siringhe utilizzate per confezionare i bocconi.

Montecilfone, trovato l’avvelenatore dei cani: è un cacciatore

jh.jpgDenunciato dai Carabinieri per uccisione di animali e detenzione abusiva di armi l’uomo che a Montecilfone (prov. di Campobasso), dove nel corso degli ultimi mesi, ha avvelenato numerosi cani del centro abitato, sia randagi che di proprietà. La diagnosi sempre la stessa: avvelenamento. Le indagini, partite dopo che diversi residenti si erano rivolti ai militari per segnalare le morti sospette dei propri animali, hanno portato alla casa del 72enne, un pensionato residente nella periferia rurale del paese. Nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto un fucile da caccia e 12 cartucce, detenute illegalmente, e anche diversi diserbanti e pesticidi, gli stessi probabilmente utilizzati dall’uomo per la fabbricazione delle polpette avvelenate. L’uomo è in possesso del porto d’armi per la caccia, ma non aveva denunciato l’arma. Sembra che il pensionato abbia voluto giustificarsi affermando che questo fosse un modo per tenere lontani gli animali dalla sua proprietà.

Cocullo: cinque cani avvelenati e gatti spariti

avvelenamenti cani,cani avvelenati,news animaliste,animali,cani,cani e gatti avvelenati,cani avvelenati cocullo,coculloAlmeno cinque cani padronali di piccola taglia sono rimasti vittime di polpette avvelenate negli ultimi giorni a Casale, piccola frazione di Cocullo (L’aquila). Anche molti gatti e intere colonie feline sembrano essere sparite nel nulla. Uno dei residenti riferisce che «si tratta di episodi periodici che si ripetono da due anni a questa parte ma non riusciamo a capire chi possa fare una cosa tanto brutta». Due dei cani morti si trovavano all’interno di abitazioni private. Sull’accaduto, intanto, indagano i carabinieri allertati dai cittadini. I residenti e soprattutto i possessori di animali domestici temono per l’incolumità dei loro amici a quattro zampe.