Moncalieri: “non servono più”, cacciatore fa uccidere quattro cani

IMoncalieri fucili sequestrati cacciatori-kab-U1100186036196O5H-1024x576@LaStampa.itnizialmente si era pensato ad una vendetta nell’ambiente venatorio ed invece, dopo alcune indagini, ad uccidere a fucilate quattro cani da caccia, sarebbe stato sì un cacciatore, ma dopo che il “detentore” aveva deciso che non gli servivano più.

Come si può leggere su La Stampa, il comandante della polizia municipale di Moncalieri Davide Orlandi racconta: «nei mesi scorsi gli era stato revocato il permesso di caccia. A noi ha spiegato che non sapeva cosa farsene e perciò li ha fatti uccidere». Da chi? «Da un compagno di battute di caccia che si è prestato per sparare».

I setter, ritrovati uccisi poco meno di un mese fa nei pressi delle cave Monticone al confine tra Moncalieri e La Loggia, erano tutti provvisti di microchip. Una vera esecuzione, solo un colpo in testa e poi lasciati lì. Ad accorgersene dei quattro cani uccisi, un podista, che poi aveva chiamato la Municipale. Appartenevano a padroni diversi, «ma nell’ambiente dei cacciatori è uso frequente cedersi l’un l’altro i cani senza modificare le generalità di chi li dovrebbe accudire nel registro dell’anagrafe canina», spiegano alla municipale di Moncalieri. Così due pensionati, di 68 e 72 anni, uno di Torino e l’altro di Givoletto, sono stati denunciati a piede libero per 544 bis, l’articolo del codice penale che punisce «chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale». Pena prevista: da 4 mesi a 4 anni di reclusione.

I proprietari dei quattro setter, convocati al comando di piazza Vittorio Emanuele nei giorni scorsi, hanno detto di averli affidati a lui: G.B.G, 68 anni, residente a Givoletto. Il pensionato in un primo momento ha negato: «Me li hanno rubati e me li hanno uccisi». Poi, messo alle strette ha ammesso. Ed è stato denunciato anche per falso. Le indagini sono state coordinate dal pm Laura Ruffino, che nei giorni scorsi ha chiuso il cerchio disponendo una perquisizione a casa dei due appassionati di caccia.  Nei loro alloggi e in un box garage di loro proprietà sono stati ritrovati 12 fucili, tutti sequestrati. Tra questi c’è anche l’arma con la quale i quattro setter sono stati ammazzati senza pietà.

Foto: La Stampa

Udine: cacciatore uccide a bastonate il suo cane

spaniel_breton_cabeza2Un 85enne di Pasian di Prato, nell’ hinterland udinese, è stato denunciato dalla Polizia per aver ucciso il proprio cane da caccia, una femmina di breton, colpendola a bastonate e soffocandola con un guinzaglio. Il fatto, accaduto lunedì pomeriggio, era stato segnalato da alcuni vicini dell’anziano, facendo intervenire le forze dell’ordine. Con gli agenti, era intervenuto anche un veterinario, ma che non aveva potuto far altro che constatare la morte del cane. Il Questore di Udine, Claudio Cracovia, ha firmato oggi nei suoi confronti un decreto di revoca del porto d’armi a uso venatorio. Il personale dell’Ufficio armi della Polizia amministrativa gli ha ritirato la licenza e in via precauzionale anche i tre fucili che legittimamente deteneva.

Udine: cacciatore uccide a fucilate un cane

Cacciatore spara e uccide a fucilate un cane. È accaduto domenica 1 novembre, verso le 16.30, lungo un sentiero di campagna di San Daniele, in provincia di Udine. Come racconta “Il Messaggero Veneto”, un quarantunenne residente nella località collinare stava passeggiando in mezzo ai campi, vicino a casa, con il suo border collie di due anni e mezzo, Adamas, che era pochi metri davanti a lui. Ad un certo punto ha sentito uno sparo e i gemiti del suo cane. L’uomo è corso subito in direzione del suo amico a quattro zampe, ritrovandolo a terra con un cacciatore che stava puntando la canna del fucile contro l’animale per esplodere un secondo colpo a distanza ravvicinata. A nulla sono valsi i tentavi del proprietario di intimare a non sparare.

Sul posto, su richiesta del proprietario di Adamas e dei suoi due figli arrivati in pochi minuti, Immaginekjjjjjjjjsono intervenuti i carabinieri della stazione di Martignacco. Il cinquantunenne cacciatore, per spiegare il suo gesto, ha dichiarato di essersi impaurito per il comportamento tenuto dal border collie nei suoi confronti e anche verso i suoi cani. Al cacciatore sono stati sequestrati fucile e licenza di caccia. Nei suoi confronti è poi scattata una denuncia per “uccisione di animali”, in base all’articolo 544bis del Codice penale.

 

Foto dal web

Mantova: gettò un segugio dentro il canale, a processo un cacciatore

Immaginegf.jpgLa tragica vicenda risale al 2008: a maggio di quell’anno venne ritrovato nel canale Fossa Pozzolo, nei pressi della chiusa di Marengo, una segugia con un blocco di cemento di 15 kg legato al collo. Le guardie ecozoofile dell’Anpana, all’epoca denunciarono un camionista 46enne di Marmirolo con la passione per la caccia, che l’aveva avuta in custodia alcuni giorni prima dal proprietario per un periodo di prova. Gettata già morta oppure lasciate affogare nel canale? Forse non si saprà mai.

Ieri mattina, per la morte di quella segugia di tre anni di nome Roma, è comparso alla sbarra per maltrattamento di animali Gianguido Zanini, l’uomo ritenuto responsabile di quell’atroce uccisione. La conclusione del caso era arrivata al termine di due mesi d’indagine durante i quali le guardie zoofile avevano raccolto numerose testimonianze e atteso i risultati dell’autopsia che pure non era riuscuta a chiarire le cause della morte. I volontari dell’Anpana erano risaliti all’identità del cane e del suo proprietario di Castelletto Borgo tramite il microchip. L’uomo si era giustificato dicendo d’averla prestata da poco ad un camionista di Marmirolo, anch’esso cacciatore, ma che quest’ultimo l’aveva smarrita la settimana prima. Il processo è stato rinviato al 12 luglio per sentire altri testimoni.

Foto: La Gazzetta di Mantova