04/03/2012
Trappole per animali a Velletri, salvato un cane
A Velletri, in provincia di Roma, sono state ritrovate delle trappole fatte con cavi d'acciaio, nascoste tra le foglie o posizionate sulla recinzione di un terreno di campagna: è in una di queste trappole illegali che ieri tra via delle Noci e via Colle dell'Acero, al confine con Nema, è stato ritrovato un cane, disidratato e con il cappio d'acciaio che gli stringeva stomaco e genitali. E in una trappola simile, posizionata sempre nello stesso posto, già qualche mese prima erano state trovate delle ossa, dove quell'animale non ha avuto la stessa fortuna. Ne da notizia l'Ansa. La scoperta è stata fatta da un residente della zona. Allertata dell'accaduto, la Polizia è subito intervenuta con una volante e gli agenti del Commissariato di Velletri, richiedendo anche l'intervento dei veterinari della Asl viste le precarie condizioni del cane. Sentito dalla polizia, il responsabile del terreno ha negato di esserne l'autore, non riuscendo però a dare spiegazioni convincenti di come mai quelle trappole si trovassero nella sua proprietà. Per l'accaduto è stata sporta una denuncia contro ignoti. L'animale intrappolato, un meticcio di piccola taglia, è stato liberato e rifocillato.
Foto_Ansa
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22/02/2012
Filippine: cane eroe salva due bambine da incidente, ma rimane sfigurato
Filippine. Ha messo in pericolo la sua vita pur di salvare quelle delle sue due padroncine. Il 14 dicembre, Dina Buggal, 11 anni, e la piccola cuginetta Diansing, di 3 anni, stavano attraversavano la strada Extension Nuñez mentre una moto procedeva velocemente verso di loro. Le avrebbe investite se Kabang, la cagnolina di Buggal, non fosse intervenuta con prontezza, mettendosi in mezzo e andando contro la moto, come uno scudo. Il conducente delle 2 ruote è caduto, ferendosi leggermente, le due bambine invece sono rimaste illese. Un testimone, che era in un locale per la sua pausa di mezzogiorno, ha visto tutta la scena e riferisce che il muso del povero cane era rimasto incastrato nella ruota anteriore della moto. All'inizio avevo pensato che qualcuno avesse buttato il cane addosso alla moto, ma non sono riuscito a vedere nessuno nei paraggi che potrebbe averlo fatto. In seguito mi venne in mente che Kabang lo aveva fatto intenzionalmente, bloccando cosi la corsa della moto per salvare le ragazze. Rudy Bunggal, il padre di Dina che lavora in un negozio vicino, racconta che quando hanno tirato fuori il suo musetto incastrato nella ruota, Kabang scappò e per due settimane si persero le sue tracce. Quando finalmente tornò a casa, era molto diversa. Ma alla sua famiglia umana questo poco importa,quello che è importante per noi è che ha salvato i nostri figli. Kabang è un eroina, ha detto sua moglie Christina. La cagnolina, circa un anno fa, era stata trovata vicino a casa quando era poco piu di una cucciola e la famiglia Bunggal la prese con sè. L'abbiamo alimentata con latte e zuppa d'avena, dormiva anche nel letto. Comprargli il latte fu un po’ un sacrificio per la famiglia Buggal, per nulla benestanti, ma lo fecero perché lo considerarono da subito parte della famiglia. Noi siamo orgogliosi della nostra cagnetta - concludono- le due bambine giocano sempre insieme a lei e non potremmo ringraziarla abbastanza per il gesto che ha fatto.
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16/01/2012
Morto a caccia, risarcimento di 414mila euro
Il gup di Livorno Giovanni Zucconi ha rinviato a giudizio Antonio Franchi, un avvocato milanese di 42 anni, imputato dell'omicidio colposo di Giuseppe Orlando, 43 anni, dirigente della Kme (azienda leader nel mondo nel settore dei semilavorati in rame) e figlio della contessa Sibilla Della Gherardesca. Il giudice ha accolto la richiesta dell' assicurazione di risarcire le sette parti civili che si sono costituite: oltre alla moglie, i figli, la madre ed altri familiari, anche lo zio di Orlando, il conte Gaddo Della Gherardesca. Tra i sette verranno ripartiti i 414 mila euro del massimale previsto dall'assicurazione di Franchi.
Orlando venne ucciso il 7 febbraio 2010 da un colpo di fucile durante una battuta di caccia al cinghiale nella tenuta della famiglia Della Gherardesca in località Tavolano, nel comune di Castagneto Carducci. Il processo a Franchi, che ha sempre sostenuto di aver sparato perché aveva visto spostarsi un cinghiale, inizierà ad aprile.
fonte: ANSA
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13/01/2012
Mattanza di rinoceronti nel Kruger Park: uccisi per l'avorio dai bracconieri
Una vera e propria mattanza di rinoceronti, abbattuti a colpi di kalashnikov per rubarne i corni, è stata scoperta nel più grande parco naturale del Sudafrica, il Kruger. Durante dei pattugliamenti, sono state rinvenute (dai ranger) otto carcasse di rinoceronti" in due diverse località del parco, ha riferito il portavoce dell'Ente nazionale dei parchi sudafricani, Reynold Thakhuli, citato dall'agenzia di notizie sudafricana Sapa. Reynolds ha detto che sono in corso indagini ma che gli inquirenti hanno in mano pochi elementi su cui basarsi. Il Sudafrica ha la più grande popolazione di rinoceronti al mondo, circa 20.000, di cui 14.000 rinoceronti bianchi, una specie di cui il ramo settentrionale, un tempo diffuso in Africa Centrale e Orientale, s'é ufficialmente estinto e sopravvive solo negli zoo. Il rinoceronte è sempre più minacciato dal bracconaggio organizzato, che dispone di velivoli, apparati per la visione notturna, armi automatiche e - si sospetta - complicità ad alto livello. L'anno scorso sono stati uccisi 443 rinoceronti (252 solo nel Kruger), circa il 30% in più rispetto al 2010 (333 animali uccisi). Tutto per impossessarsi dei loro corni, rivenduti a peso d'oro nei mercati del Sud est asiatico e in Cina, dove vengono utilizzati per preparati di medicina tradizionale di non provata efficacia. Al mercato illegale di corni di rinoceronte si aggiunge quello dell'avorio delle zanne di elefante. Ieri il Fondo internazionale per la protezione animale (Ifaw) ha lanciato un appello per la messa al bando totale del commercio di avorio, dopo il sequestro in Malaysia di un carico del prezioso materiale proveniente dal porto di Cape Town, in Sudafrica. Le autorità doganali malesi hanno scoperto in un container mezza tonnellata di zanne di elefante, del valore di circa 600 mila euro. Lo scorso novembre, un altro carico di zanne e oggetti lavorati di avorio, del valore di circa 14 milioni di euro, era stato intercettato a Hong Kong. Secondo l'organizzazione Traffic, nel 2011 sono state sequestrate 23 tonnellate di avorio, un record storico secondo il settimanale sudafricano Mail&Guardian. Le operazioni dell'Interpol sono decisive per salvare gli elefanti adesso, ma se vogliamo sradicare il contrabbando dobbiamo introdurre un bando totale del commercio di avorio, ha detto un responsabile dell'Ifaw, Kelvin Alie.
fonte:Ansa
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03/01/2012
Anatra con dardo nel collo, caccia ai teppisti
Questa anatra, ha avuto la fortuna di sopravvivere dopo che i veterinari hanno rimosso un dardo di quasi 13 centimetri che le aveva trafitto il collo. La notizia è stata diffusa dal "Daily Mail" e molto probabilmente questa è opera di alcuni teppisti, visto che un episodio simile era avvenuto nei giorni scorsi, dove un'altra anatra era stata ritrovata con un dardo nella sua ala. L'episodio è avvenuto a Lewes (Inghilterra), nel Sussex orientale, ed è scattata la caccia per punire gli autori di un episodio così crudele ai danni di questo pennuto, chiamato Flapper. Ci sono voluti ben cinque tentativi per riuscire a catturarla, perchè nonostante il dolore, riusciva a fuggire. Il dardo, che aveva attraversato il muscolo del collo, non lontano dalla spina dorsale, se fosse finito un po piu in basso avrebbe sicuramente paralizzato l'anatra. Ora, presa in carico dai volontari dell'organizzazione "Wildlife Rescue and Ambulance Service", la ferita è stata pulita e medicata,e fra poco sarà pronta per tornare in libertà.
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24/11/2011
Sant'Arsenio: cane legato e gettato nel fiume, caccia ai responsabili
Un cane di razza bracco tedesco è stato legato con una corda al collo e alle zampe e poi gettato nel torrente "Marza", a Sant'Arsenio (Salerno). Probabilmente a disfarsi del cane è stato un cacciatore che ha ritenuto la povera bestiola non più utile per le battute di caccia. Non è il primo episodio del genere che si verifica in zona. La polizia municipale di Sant’Arsenio ha infatti comunicato che, nei giorni scorsi, alcuni cani sono stati uccisi da colpi di fucili da caccia. Sul posto sono intervenuti i veterinari dell’Asl che hanno prelevato il cane per verificare se era dotato di microchip così da poter individuare il proprietario. Ad accorgersi di quell'orribile scena, secondo quanto riportato dall'Ansa, sono stati alcuni passanti ch hanno udito l'abbaiare del cane, prima che scomparisse tra le acque gelide. Le indagini sono in corso per stabilire un collegamento fra le uccisioni e per risalire ai responsabili.
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03/11/2011
Cane sepolto vivo dal padrone, salvato dopo quasi due giorni
Dall'Enpa : Secondo quanto riferito da fonti di stampa, a Desenzano del Garda (Brescia) un uomo ha letteralmente sepolto vivo il cane sotto cinquanta centimetri di sassi e laterizi, abbandonandolo a sé stesso per quasi due giorni. Questo è un fatto di una gravità inaudita che purtroppo conferma come, nonostante i passi avanti compiuti dal nostro Paese in materia di tutela e protezione degli animali, continuino a sussistere pericolose sacche di inciviltà, di ignoranza, di intollerabile crudeltà.» Lo dichiara il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, che aggiunge: «l’Enpa si costituirà parte civile nel procedimento a carico dell’indagato. Auspico che le persona sia punita con una punizione esemplare. La nostra coscienza del nostro Paese non può accettare che si verifichino episodi così raccapriccianti.
La cronaca. A mani nude gli agenti hanno scavato tra ghiaia e forati, trovando Jerry, questo il nome del cane, agonizzante e con gli occhi coperti da una benda. Gli agenti sono stati avvisati da un cittadino che, passando nella zona di campagna del paese gardesano, ha sentito dei guaiti provenire da sotto le macerie. In poche ore è stato identificato il proprietario dell’animale, che ha ammesso di averlo sepolto perchè pensava fosse già morto. Il desenzanese, che vive nel quartiere delle Grezze con l'hobby della caccia e che detiene altri cani, è stato denunciato per maltrattamento di animali.
Foto: corriere della sera
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27/10/2011
Petey, ritrovato a 1000 km da casa. Un pò meno fortunato il gatto Jack
E' stato ritrovato a 1000 km di distanza da casa Petey, un piccolo cagnolino di razza Jack Russel scomparso piu di quattro mesi fa nel Tennessee. E' stato salvato dai volontari dell'associazione "Humane Society Rochester Hills Center for Animal Care", nel Michigan. Ma tutto questo grazie anche al microchip di riconoscimento, i proprietari sono stati rintracciati e dopo aver attraversato due Stati, ora è pronto per tornare a casa.
Di questi giorni anche la notizia del ritrovamento del gatto Jack, smarrito nell'aeroporto J.F.K. di New Jork il 25 agosto, con tanto di appelli via facebook, ritrovato però malconcio alla dogana dello scalo di New York. Le sue condizioni sono critiche, riferisce il veterinario dott. Matthew Cooper, Jack ha il 50% di possibilità di sopravvivere, anche se la sua padrona spera di riportarlo a casa al piu presto.
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04/10/2011
La denuncia degli animalisti turchi
Mentre oggi il mondo celebra la giornata mondiale degli animali, gli animalisti turchi fanno sentire la loro voce denunciando i maltrattamenti sugli animali e la mancanza di strutture adeguate per l'accoglienza dei randagi. Solo nell'ultimo mese, sono stati portati 100 cani nella foresta di Bolluca, per poi essere avvelenati e gettati ancora morenti nel bosco dai funzionari municipali. Gli attivisti hanno affermato che nonostante i loro sforzi, i comuni continuano a cacciare gli animali nelle foreste o in zone isolate delle città. Nesrin Özkay ha riferito al Hurriyet Daily News che nei rifugi per animali ci sono molti problemi fra cui la mancanza di veterinari e operatori sanitari. Alcuni non hanno centri di riabilitazione, per esempio nella parte nord-occidentale della Turchia, anche se non sono sterilizzati, sono stati contrassegnati con i simboli per dimostrare che sono stati castrati. Chi maltratta un animale potrebbe farlo con chiunque si dimostri piu debole, dichiara Hülya Yalcin, capo della commissione dei diritti degli animali "Istanbul Association".
Poi un'altra vergogna: durante la costruzione delle centrali elettriche, è stata utilizzata la dinamite, spaventando gli orsi costringendoli ad abbandonare il loro habitat naturale nonostante l’orso sia una specie protetta, diventando cosi il bersaglio dei cacciatori.
Le leggi attuali sui maltrattamenti e uccisione di animali non garantiscono la certezza della pena, stabilendo una pena massima di 3 anni di reclusione che comunque viene sempre ridotta o tramutata in una multa.
foto da Facebook: Koray Öztaş (Animalista)
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21/09/2011
Incidente di caccia: 72enne spara, muore cacciatore
Arezzo. Incidente di caccia, questa volta però mortale nei boschi intorno a Montepetrognano, nella zona tra Ponte alla Chiassa e Quarata, in località Il Ronco. La vittima si chiamava Rodolfo Moncini, 54enne aretino colpito da una fucilata sparata da un altro cacciatore, un 72enne anche lui aretino, che quando si è reso conto di quello che era accaduto ha avuto un malore, poi soccorso ed ora è in stato di schock.
Nonostante i tentativi di rianimazione compiuti dai medici e i volontari della Misericordia di Subbiano, per il 54enne non c'è stato nulla da fare. Secondo una prima ricostruzione avrebbe visto qualcosa muoversi oltre il bosco e avrebbe sparato, centrando in pieno il collega invece della presunta preda. Sul posto, insieme al 118, sono presenti gli uomini della Polizia, i Vigili del Fuoco e gli agenti del Corpo Forestale dello Stato al lavoro per verificare la dinamica dell'incidente.
Per il cacciatore 72enne scatterà l'accusa di omicidio colposo.
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