Messico: torero incornato, resterà tetraplegico

Rodolfo Rodriguez “El Pana”, torero 1462348077014364enne, rimarrà tetraplegico dopo un gravissimo incidente subito domenica scorsa in una piazza a Ciudad Lerdo, in Messico settentrionale. L’uomo, considerato una delle figure più eccentriche della tauromachia messicana, è stato colpito da un toro che lo ha lanciato in aria facendolo cadere di testa a terra: ha subito la frattura di tre vertebre all’altezza del collo. Sottoposto ad un delicato intervento chirurgico durato 4 ore, ora è in condizioni stabili, come riferiscono i sanitari dell’ospedale di Torreon. Gli aiutanti hanno raccontato che, prima di uscire di nuovo nell’arena, Rodriguez non si sentiva bene, domandava dove stava e non si ricordava di nulla, ma ha voluto toreare ugualmente. “El Pana”, ex fornaio, aveva una passione per la corrida, ma si era avvicinato alla tauromachia relativamente tardi, all’età di 28 anni. Questo però non gli aveva impedito di diventare una figura molto riconosciuta nel proprio paese.

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Allevava cani per venderli ai mendicanti: 68enne finisce sotto processo

5vcRoma. «Allevo cani per venderli ai mendicanti che chiedono l’elemosina». Cosi ha risposto N. P., un rumeno 68enne, alla polizia municipale che gli chiedeva conto di dodici cani (undici cuccioli piu la madre), che l’uomo teneva in condizioni disumane in un locale occupato abusivamente sulla riva del Tevere all’altezza del lungotevere Vittoria.

«Una cane di razza meticcia e undici cuccioli, ancora da svezzare — scrive il sostituto procuratore Maria Sabina Calabretta nel capo d’imputazione — vennero ritrovati il 26 agosto 2009 tra deiezioni ed escrementi, privi di ciotole per acqua e cibo». Maltrattamento di animali e occupazione abusiva sono i reati per i quali il rumeno è finito sotto processo a piazzale Clodio davanti al pubblico ministero Lina Corbeddu.

Gli agenti, dopo aver constatato le condizioni in cui vivevano gli animali e la fine a cui erano destinati, hanno scritto nel loro verbale che si trattava di un «allevamento di cani a scopo di lucro venduti a mendicanti che li utilizzano per la questua». I cani vennero poi portati al canile municipale.

Zoo di Copenaghen: giraffa uccisa e sezionata davanti a bambini

fd44444444444Ucciso con un colpo di pistola alla testa, sezionato e dato in pasto ai leoni davanti un pubblico di adulti e bambini divertito nello zoo di Copenaghen. E’ questa la fine toccata a Marius, un piccolo di giraffa nato 18 mesi fa nel giardino zoologico tra i più antichi d’Europa, diretto da Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo. Colui che avrebbe dovuto tutelare la sua salute (Marius non è stato ucciso perché malato), colui che dovrebbe garantire l’educazione ambientale con percorsi didattici atti a sviluppare e diffondere la conoscenza della natura, degli altri animali, ha autorizzato l’uccisione e la sezione pubblica dell’animale davanti ad un pubblico di adulti e bambini. A nulla sono valse le proposte di altri zoo di accogliere la AUTOPSY ON MARIUSgiraffa per salvarla da morte certa, a nulla è servita la raccolta firme partita per salvare Marius, che in pochissimo tempo ha fatto il giro del web. Bengt Holst, Presidente anche dell’Associazione europea di Zoo e Acquari (EAZA), davanti ad un mondo indignato, si è giustificato dicendo che tra i suoi obblighi rientrava: “impedire al giovane esemplare di riprodursi”. L’EAZA, infatti, detta regole ferree vietando la riproduzione tra ‘parenti’ allo scopo di mantenere sane le specie all’interno della struttura.

Castellammare di Stabia: randagio ferito con un’ascia

Cane-ferito-300x225Un cane randagio brutalmente ferito è stato ritrovato domenica 26 gennaio nei boschi di Quisisana, a Castellammare di Stabia. Le ferite non lasciano molto dubbi: qualcuno lo ha colpito con un’ascia. Si pensa che ad infierire sul povero randagio sia stato uno dei taglialegna abusivi che si addentrano tra i boschi di Quisisana per fare scempio di alberi. Ma grazie ad alcuni cittadini che hanno immediatamente allertato il Servizio Veterinario della locale Asl, il cagnolino si è salvato. ll veterinario prontamente intervenuto, constatate le profonde ferite, ha proveduto ad allertare la Municipale per denunciare l’accaduto e  ha disposto l’immediato trasferimento dell’animale. Il cane è stato quindi soccorso dal Servizio Acclappiamento Asl di Ottaviano e trasportato d’urgenza nella clinica del Servizio Veterinario Sanità Animale di Pompei, dove, arrivato quasi in fin di vita, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. La ferita era orrenda – raccontano i veterinari – il cane aveva perso molto sangue ed era in un forte stato di ipotermia. Gli sono stati ricostruiti i tessuti muscolari lacerati dal brutale colpo e hanno chiuso la ferita con numerosi punti di sutura. Purtroppo non è stato possibile salvare la coda, seriamente danneggiata, che è stata perciò amputata. Una volta rimesso, lo sfortunato quadrupede verrà consegnato al canile municipale, dove sarà ospite della struttura, in attesa di adozione. In molti però sperano che il povero randagio, dopo la sua triste storia, venga adottato senza dover passare troppo tempo in canile.

Per chi fosse interessato all’affido, può contattare  il Servizio Veterinario di Pompei, in Viale Unità d’Italia, oppure scrivere alla mail: ferdinando.fontanella@ilgazzettinovesuviano.com.

Fonte: ilgazzettinovesuviano.com – Ferdinando Fontanella

 

Verona, incendio nel canile: morti 8 cani

indexA causa di un corto circuito di uno dei quadri elettrici, è scoppiato un incendio nella notte tra sabato e domenica al canile municipale di via Campo Marzo: è andata a fuoco un’ala dei box in cui c’erano 25 cani. Per otto di loro purtroppo non c’è stato niente da fare. Sul posto oltre ai vigili del fuoco la polizia locale e le Volanti. I 17 cani salvati sono stati destinati al canile di Villafontana. In primavera finalmente dalla vecchia struttura di via Campo marzo gli animali verranno trasferiti al nuovo canile di via Binelunghe. Ora le associazioni veronesi (Animalisti Verona, ENPA, Gaia, LAV, Lega Nazionale per la difesa del Cane sezione di Verona e Legnano, OIPA e Tribù Animale), hanno diramato un comunicato che fa emergere il problema sui ritardi nella costruzione della nuova struttura.

L’incendio del canile municipale di Verona fa emergere il problema degli annosi ritardi nella costruzione di una nuova struttura. Le associazioni veronesi chiedono l’impegno del comune di Verona nel portare finalmente a termine senza più ritardi il completamento dell’opera e chiarezza su eventuali responsabilità. Nelle ore di chiusura non è prevista alcuna vigilanza. I cani sono chiusi nei box, senza possibilità di uscire ed otto di loro, per la maggior parte cani anziani ospiti da molto tempo della struttura, hanno trovato una morte orribile. Si potrebbe archiviare questo tristissimo episodio come un fortuito, doloroso incidente. Ma non è così, nulla di quanto accaduto è casuale: si tratta invece, se mai ce ne fosse ancora bisogno, dell’ennesima dimostrazione del potenziale negativo di una società ben lontana dall’avere una cultura accettabile sul versante dei diritti degli animali, propria di un paese arretrato, distante dagli standard organizzativi e di civiltà europei.

Innanzitutto un Paese in grado di affrontare con serietà e capacità il problema del randagismo canino non avrebbe né canili sovraffollati né situazioni disastrose in larghe zone del proprio territorio. Ed invece non si contano ormai più gli sprechi ed il malgoverno che da anni fanno sistematicamente sparire finanziamenti ad hoc (a Regioni, Comuni ed ASL) ed aumentare così i costi a carico della collettività. In secondo luogo, da anni le associazioni animaliste ed una buona parte della società civile veronese denunciano ritardi ed inefficienze nella progettazione e costruzione di un nuovo canile municipale, meno precario e fatiscente di quello oggi in attività dove gli otto poveri animali sono bruciati vivi. Da oltre 20 anni la Regione Veneto ha stanziato i fondi per la costruzione di nuovi canili ma solo la nostra città è rimasta al palo.

Oggi le associazioni animaliste di Verona piangono gli otto poveri innocenti, ma vogliono anche condannare, con rabbia e fermezza, i ritardi, le lungaggini burocratiche, le indecisioni, i rinvii, le false promesse di tante amministrazioni che si sono succedute negli anni e chiedono con forza all’amministrazione comunale di fare immediata chiarezza e rendere pubbliche eventuali responsabilità o negligenze per quanto accaduto e di portare a termine nel più breve tempo possibile i lavori della nuova struttura, che deve essere resa agibile quanto prima per poter accogliere i cani attualmente ospiti del vecchio, obsoleto, insicuro canile di via Campo Marzo.

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Sinnai: cani uccisi a colpi d’arma da fuoco e trascinati nella campagna

ffsDue cani sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco nella periferia di Sinnai, in un terreno nella Zona di S.Elena, in provincia di Cagliari. L’autore (o gli autori) del macabro gesto, avrebbe poi legato i cani ad un’auto e trascinati per una decina di metri per la campagna. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha provveduto (8 gennaio 2014) a segnalare al Corpo forestale e di vigilanza ambientale l’avvenuta uccisione dei due cani lo scorso 5 gennaio 2014, che hanno avviato gli accertamenti del caso. Bianco e Nerino, questi i nomi dei due sfortunati quadrupedi, erano due meticci di media taglia, cani trovatelli che gironzolavano felici intorno al loro terreno, accuditi dai proprietari, senza dare fastidio a nessuno. Un terzo cagnolino, rimasto però ferito e traumatizzato, è riuscito fortunatamente a scappare e raggiungere i padroni. Pare tuttavia che non si tratti dell’unico caso di sevizie e uccisioni di altri animali nella zona. Altri proprietari di terreni nelle vicinanze raccontano che un altro cane è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco, uno invece ucciso con del fil di ferro intorno al collo, mentre ad un gatto era stata amputata una zampa.

Carne di cane anche in Italia? E’ una “bufala”

imagesLa notizia della carne di cane commestibile nell’Unione europea dal 2014, in virtù di una fantomatica certificazione europea di commestibilità richiesta dalla società Xinshipu Ltd, è “una bufala. Mai si è discusso a Bruxelles, nei comitati di sicurezza alimentare, su questo tema. E in ogni caso, trattandosi di un nuovo alimento, la carne di cane dovrebbe essere assoggettata alle procedure richieste per i ‘novel food'”.

Lo assicura all’Adnkronos Salute Silvio Borrello, direttore generale del dipartimento del ministero della Salute che si occupa dell’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, dopo aver comunque verificato che non ci fossero novità dell’ultim’ora. “Ho consultato dei colleghi europei dopo aver letto la notizia. Che a quanto mi risulta è priva di qualsiasi fondamento. Non se ne è mai parlato a livello di sicurezza alimentare. Oltretutto dal momento che questa carne non è nella tradizione alimentare dei Paesi europei, nel caso dovrebbe essere considerata un nuovo alimento e rispettare tutta una procedura particolare. Prima che si arrivi a dare il via libera alla sua importazione – spiega – dovrebbero essere consultati i comitati veterinari e sanitari, gli stabilimenti dovrebbero essere autorizzati, insomma occorrerebbe fare tutta una lista di passaggi a garanzia dei consumatori”. Cosa che in questo caso non è stata fatta. Insomma, questa notizia sa proprio di bufala.

Cina: uccide 5 cuccioli gettandoli a terra

o-CHINA-570.jpgLe immagini del giovane cinese che in mezzo alla folla di un mercato nella città di Jinan, nella provincia dello Shandong, ha crudelmente ucciso cinque cuccioli gettandoli a terra, stanno facendo il giro del mondo. Tutto perchè uno dei cuccioli aveva morso un dito del giovane forse per paura, scatenando cosi l’ira del ragazzo che chiedeva alla signora che vendeva i cuccioli di essere risarcito. Ma la donna glielo ha negato perchè non aveva soldi e lui ha cosi ucciso tutta la cucciolata, gettandoli violentemente a terra, a pochi passi dalla polizia. La ragazza con lui e la folla lo hanno pregato di smetterla, ma lui continuava dicendo che si trattava di cani pericolosi e che li doveva uccidere cosi non potevano mordere piu nessuno. La polizia nel frattempo ha riferito che senza una denuncia formale da parte della donna, non si è potuto fermare il giovane, ma si spera che tramite la condivisione delle foto si possa rintracciare l’autore del terribile gesto.

Alghero: gattino ucciso da ragazzini

4130851-povero-gatto-randagio-grigio-a-righe.jpgI maltrattamenti di qualche mese fa avevano portato alla morte 3 mici a sprangate. Oggi si ripete l’orrore: un gattino di 5 mesi ammazzato a pedate davanti ad un altro gattino con cui faceva sempre coppia, nei pressi della colonia felina del Forte della Maddalenetta. Sembra che gli autori del gesto siano dei ragazzini, che hanno massacrato il micio fino a farlo morire. Ci sarebbe anche un testimone a cui adesso i volontari rivolgono un appello perché riferisca quanto sa alle autorità di polizia presso cui è stata sporta denuncia. Allo stesso modo i volontari di Alghero rivolgono un appello al Comune perché tuteli le colonie feline, come la legge richiede. Gli animali randagi sono sotto la diretta responsabilità dei sindaci.

Albignasego: cane maltrattato e ucciso, poi gettato in un fosso

cvcv.JPGLo avevano trovato morto nello scorso luglio in un fosso in via Pio X ad Albigansego (PD), ucciso per le violente percosse ricevute. Un cane meticcio di media taglia aveva concluso cosi una vita fatta di maltrattamenti, segnalati anche ai vigili, ma purtroppo inutilmente. Ora sono arrivati gli esiti dell’autopsia – come riferisce il Mattino di Padova – che ha evidenziato la presenza nella cute di moltissimi parassiti, filaria, due vistose ecchimosi ad entrambi i fianchi, oltre ad aver ricevuto dei colpi in testa talmente forti da sfondargli il cranio. Quando il povero cagnolino era ancora in vita, veniva tenuto legato alla catena con un collare strettissimo, mangiava e beveva soltanto se i vicini di casa, impietositi, gli portavano qualcosa, fino al giorno del ritrovamento dentro un fosso nelle vicinanze dell’abitazione in cui viveva. Chi aveva ritrovato il corpo dell’animale, aveva fatto intervenire i veterinari dell’Usl (che ne hanno richiesto l’autopsia all’Istituto di zooprofilassi di Legnaro) e consegnato tutto il materiale ai vigili dell’Unione Pratiarcati. Incredibilmente, sembra che non ci sia ancora un nome sul responsabile delle sevizie e in quell’abitazione, sono presenti altri animali, che rischiano di fare la stessa fine del meticcio.

FOTO DAL WEB