Veterinario cacciatore muore cadendo in un burrone

6gfgNel novembre dello scorso anno si era attirato le critiche degli animalisti e non solo, dopo la pubblicazione su facebook di una foto con un leone appena ucciso in Tanzania.
Ma la passione di Luciano Ponzetto, di Orio Canavese, gli è costata cara.
In Valle Soana, in una zona al confine con il Parco nazionale Gran Paradiso, nel tentativo di recuperare un camoscio appena ucciso, è scivolato su una lastra di ghiaccio cadendo poi in un burrone profondo alcune decine di metri. E per Ponzetto, che era rientrato pochi giorni prima da un’altra battuta di caccia in Canada, non c’è stato nulla da fare.

Soltanto dopo un’ora e mezza due squadre del soccorso alpino, insieme ai carabinieri di Ronco Canavese, sono riusciti a recuperare il suo corpo e l’amico che era con lui. È stato allertato anche il 118 e si è alzato l’elisoccorso.

Luciano Ponzetto, 55 anni, è stato per anni direttore sanitario del canile di Caluso. Ruolo che ha dovuto abbandonare, l’anno scorso, proprio dopo il caso delle foto pubblicate su internet dal club «Safari Italian Chapter».

Cassazione: usare il collare elettrico è maltrattamento

76hLa Cassazione ha ribadito e sancito che addestrare un cane con il collare elettrico è maltrattamento, è infierire inutili sofferenze all’animale. L’alta corte ha infatti confermato la condanna per maltrattamento di un anno fa emessa dal Tribunale di Trento nei confronti del proprietario di un cane da caccia, un segugio italiano. La sentenza è la 50491 depositata il 29 novembre 2016.

“E’ un segnale necessario – commenta Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – la legge deve bandire dal commercio e dalla vendita gli strumenti che vengono chiaramente acquistati non come soprammobili ma come strumento che infligge inutili dolori con scosse elettriche che colpiscono il cane fisicamente e che producono anche danni irreparabili sulla sua sfera psichica”.

Di più. “E’ ora di spiegare ai cacciatori, che sono i principali fruitori di questo metodo violento di addestramento punito anche col carcere, giusto per inquadrare la gravità del reato che si consuma, che da decenni esistono metodi di addestramento del cane di maggiore efficacia nel rispetto del benessere dell’animale, metodi dolci, che agiscono sulla sfera della relazione. Bastonare un cane con l’elettricità appartiene alla credulità popolare, è una pratica che nasce alla scuola dall’ignoranza. L’obbedienza si costruisce attraverso un lavoro lungo e costante, di educazione rispettosa, fatta di rinforzi positivi, senza scorciatoie violente che non portano neppure all’apprendimento del comando. Considerare il collare elettrico strumento educativo per estinguere un comportamento non desiderato del cane, è come credere nella stregoneria”.

Fonte: legadelcane.org – Foto: improntaunika.it

Monreale (PA): cane con interiora esposte salvato dall’Oipa Palermo

Immagine545Vagava trascinandosi dietro quella che sembrava una corda, invece era il suo intestino. L’agghiacciante segnalazione e il conseguente salvataggio risalgono a domenica e sono l’ennesima conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’estrema gravità della situazione del territorio di Monreale (PA). John, un incrocio segugio di circa un anno, è rimasto ferito probabilmente a seguito di una zuffa tra branchi di cani randagi e sarebbe certamente morto se non fosse stato per l’intervento dell’OIPA Palermo. John è stato portato d’urgenza in clinica veterinaria e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Gli sono stati asportati 3 metri e mezzo di intestino ormai irrecuperabile. Con grande tenacia John ha recuperato pian piano le forze, ha molta fame e già dal giorno seguente all’intervento si alzava in piedi da solo, si legge sul sito dell’Oipa. A breve sarà dimesso dalla clinica e accolto in stallo casalingo da un medico veterinario collaboratore dell’OIPA Palermo, in modo da portare avanti le cure necessarie. Non appena si sarà rimesso, cercherà adozione e una famiglia che gli faccia dimenticare il trauma subito.

Ancona: sei cani da caccia chiusi in una cassa, ne muoiono tre

gf5Il Nucleo Operativo CITES del Corpo forestale dello Stato di Ancona e la Polizia di Frontiera, coadiuvati dal Servizio Veterinario della ASUR di Ancona, durante lo sbarco di una motonave proveniente dalla Croazia allo scalo dorico, ha bloccato un veicolo con tre cacciatori campani, nel quale erano rinchiusi sei cani da caccia. Gli agenti hanno subito notato la presenza dei cani ammassati all’interno di una cassa di legno non idonea – per la tipologia e la durata del viaggio – rispetto alle dimensioni degli esemplari. Durante il controllo, la scoperta dei corpi senza vita di due cani, mentre un terzo è deceduto sotto gli occhi degli agenti. Gli altri tre animali, in gravi condizioni, sono stati soccorsi dai veterinari e sottoposti immediatamente a cure. Gli animali erano stati lasciati, durante tutto il viaggio, all’interno dell’automezzo parcheggiato nella stiva della nave senza acqua e senza adeguata areazione. I tre cacciatori a bordo del veicolo, che al momento del controllo hanno mostrato scarso coinvolgimento e disinteresse per la macabra scoperta, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e rischiano pene fino a due anni di reclusione.

Sequestrato canile di Sermoneta: c’erano 500 cani invece di 150

cani_0Latina. Oltre cinquecento cani al posto dei centocinquanta previsti. Per questo motivo dopo una serie di controlli da parte del servizio veterinario della ASL e dai Carabinieri del Nas è stato sequestrato il canile di Sermoneta gestito dalla Pacifico srl, che lavora in regime di convenzione per la custodia dei cani randagi. Nel canile anche le condizioni igieniche non rispondevano alla normativa e non sono stati realizzati gli interventi di adeguamento della stuttura richiesti dal servizio sanitario. I titolari della struttura sequestrata sono accusati di maltrattamento di animali. Numerosi i Comuni convenzionati con il canile che ieri hanno dovuto provvedere a ricollocare i randagi per i quali pagavano 2,5 euro al giorno.

Rom gettano cani sotto le auto per chiedere risarcimento agli automobilisti

fd4“Prendono i cani che vivono nell’insediamento e li gettano di proposito in strada contro le vetture in corsa. Chiediamo un immediato sopralluogo, auspichiamo che i cani presenti nell’accampamento vengano tolti a questa gente e affidati a strutture adeguate”. E’ ciò che chiede Stefano Tersigni, esponente del Movimento ‘Primavera Nazionale’, dopo l’ultima “trovata” per batter cassa è stata escogitata dai nomadi che vivono nel campo sorto ad Acilia sotto il cavalcavia vicino al deposito Ama. Il fine della brutale pratica, si legge su affaritaliani.it, è quello di rivolgersi poi agli automobilisti che si fermano dopo aver sentito l’urto chiedendo loro soldi contanti per il risarcimento.

La segnalazione arriva dai cittadini, inorriditi dall’ultima trovata dei rom che vivono nell’accampamento: “Guardi cosa ha fatto, lei ha investito il mio cane” – rinfacciano a chi malauguratamente investe un povero quadrupede.

Foto dal web

Crotone: ritrovati 4 cani uccisi a fucilate

Cani-uccisi-a-fucilateMacabra scoperta fatta dalle guardie ecozoofile dell’Anpana nel territorio comunale di Rocca di Neto, nel crotonese. Durante un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei delitti contro gli animali, in un torrente che sfocia nel Mar Ionio, sono stati ritrovati i corpi di quattro cani, semi sommersi nell’acqua. Si è potuto constatare che erano stati uccisi a colpi di arma da fuoco, probabilmente un fucile. Su richiesta delle guardie ecozoofile, interveniva sul posto la polizia municipale per gli adempimenti di competenza. Il comandante interregionale dell’Anpana per l’Italia Meridionale, Carmine Levato ha rivolto un appello a tutte le associazioni esistenti sul territorio affinché diano il proprio contributo per frenare quello che, afferma, «è diventato, purtroppo, un tiro a segno con bersaglio i poveri e indifesi animali».

Gettati sotto ad un ponte perchè nati con rara malattia genetica: ora aspettano adozione

xGrazie alla segnalazione di un cittadino e all’intervento dei Vigili del Fuoco ed i volontari dell’ENPA di Vibo Valentia, nell’aprile scorse tre cuccioli erano stati salvati da morte certa dopo che erano stati gettati sotto un ponte a causa dei loro problemi fisici, perchè nati con una rara malattia genetica. Tutti e tre presentavano ferite causate dall’impatto con il suolo e segni di disidratazione. Ora sono in canile e stanno aspettano un’adozione del cuore. “Il problema di Rex, Anita e Peky – riferisce a GeaPress Enrica Saccani, responsabile ENPA di Vibo Valentia – è di non riuscire ad articolare le zampe posteriori. In sintesi, non riescono a sollevare il bacino. Questo l’appello pubblicato nella pagina dell’Enpa sez. Vibo Valentia:

REX, ANITA E PEKY, tre sfortunati fratellini di un anno nati con la medesima malformazione alle zampe posteriori che li ha condannati ad esser gettati sotto un ponte all’età di 2 mesi circa. Non hanno accettato il carrellino ma grazie xxalla loro grande voglia di vivere riescono a camminare trascinandosi e a muoversi nel giardino del canile per giocare tra loro e insieme agli altri cani. La loro crescita è ormai completata, sono diventati bellissimi e, diversamente da quanto si potrebbe pensare, facilmente gestibili.
Rex, Anita e Peky si trovano in Calabria sono adottabili in tutta Italia, verranno affidati vaccinati e microcippati previo controllo pre e xxxpost affido,firma del regolare modulo di adozione e impegno a rimanere in contatto con i volontari del canile. No catene,  guardia, cacciatori o campagne sperdute!

Per info contattare Enrica
tel. 328/0484000

mail: enrica.saccani@libero.it

Codevigo (PD): “pensavo fossero randagi, ho sparato perchè non li volevo vedere davanti a casa”

Un 47enne di Rosara di Codevigo, nel padovano, è stato denunciato per uccisione di animali ed esplosioni pericolose dai carabinieri di Codevigo, dopo che l’uomo a inizio dsssssssssgennaio ha sparato con un fucile da caccia contro due cani di un vicino di casa di 64 anni, uccidendone uno e ferendo l’altro. Il 47enne, operaio, A.S. le sue iniziali,  ha tentato di giustificarsi pensando che i due cani fossero dei randagi e che ha sparato perchè non li voleva vedere davanti a casa. Un gesto per il quale rischia fino a 18 mesi di reclusione. I due cani, che erano usciti qualche minuto prima del proprietario per scorrazzare un po’ liberamente, sono stati ritrovati dal pensionato davanti all’abitazione di un residente non molto distante dalla sua, con Nerone ormai privo di vita e Berni, che verrà trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria, ferito gravemente. Incredulo davanti alle spiegazioni dell’operaio che ammette di aver sparato ai due animali, il proprietario chiama i carabinieri e denunciano il 47enne.

Foto dal web

Cani legati a catena, senza cibo e acqua: Carabinieri di Barletta li salvano

I Carabinieri di Barletta, durante un 43fgvcvccontrollo, hanno trovato cinque cani (un pastore del caucaso, un pitbull, due rottweiler e un san bernardo) legati a catene non scorrevoli, senza cibo e acqua, in una cava di gesso in località “Procopio”. I cani erano privi del microchip identificativo per legge. I militari hanno denunciato un 53enne del posto per maltrattamento di animali. Uno dei cani aveva anche una profonda ed ampia lesione al collo. Sono stati allertati gli operatori del servizio veterinario, che hanno prestato le prime cure agli animali, successivamente affidati in custodia ad un canile di Andria.