I cinesi vogliono importare gli asini dal Brasile per macellarli

hj.jpgPer farne bistecche, la Cina vuole importare dal Brasile migliaia di asini. Animali abbandonati nell’arido “sertao” (il deserto del nordest) dai loro padroni, contadini usciti dalla povertà negli anni di Lula e passati ora alla moto o all’auto. Ma di fronte alla possibilità di vedere decimati i pacifici animali, destinati ad essere mangiati o trasformati in cosmetici per i cinesi, i “nordestini” si sono ribellati. Con pubbliche petizioni dicono fermamente di no alla carneficina del “jegue” (asino), che fino a ieri ha mandato avanti le loro famiglie e per secoli è stato il loro patrimonio più prezioso. L’impresa di macelli cinese Shan Dong Dong ha concluso adesso un protocollo d’intesa con il governo dello stato brasiliano del Rio Grande do Norte per l’acquisto di 300 mila asini all’anno, con la possibilità di arrivare a 500 mila. La Cina abbatte un milione e mezzo di asini all’anno, provenienti dai propri confini, dall’India e dallo Zambia. “Bisogna dare un trattamento degno agli asini che hanno aiutato a costruire tutte le città e i paesi del sertao” si legge in una petizione popolare firmata da centinaia di migliaia di persone e inviata al ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente di Brasilia. L’asino era considerato amico dai nordestini, compagno di lavoro e mezzo di trasporto, capace di andare ad un ruscello a prendere l’acqua, anche ad un’ora di distanza, e a tornare da solo. Un famoso “forrò” (ritmo del nord-est brasiliano) dello scomparso “re del baion”, Luiz Gonzaga, diceva in rima che nella storia del sertao l’asino è “nosso irmao” (nostro fratello). Ma è pur vero che il quadrupede è stato accantonato in tutta la zona in questi ultimi tempi a favore della moto, che può essere comprata facilmente con i finanziamenti agevolati concessi dall’ex presidente Luis Inacio Lula da Silva e dalla “presidenta” attuale, Dilma Rousseff.
“Gli asini sono abbandonati nelle campagne – afferma il segretario d’Agricoltura del Rio Grande do Norte, José Simplicio -, I somari servono solo a causare incidenti sulle strade, dove vagano di giorno e di notte. Chi ne possedeva uno, adesso l’ha sostituito con un mezzo motorizzato. E’ molto difficile affrontare questa situazione: i cinesi offrono una soluzione che può dare una nuova fonte di lucro ai nostri abitanti”. I ciuchi brasiliani, di razza portoghese, molto belli a vedersi, spesso si uniscono in branchi, e stanno tornando allo stato brado in parchi nazionali come quello di Jeriquaquara, perla sul mare del Cearà. Nella zona di Seridò, la cittadina che ha una statua e la festa principale dedicata all’asino, “i sindaci riempiono camion per portare di nascosto i ciuchi, di notte, nelle campagne di un’altra città vicina – confessa Ivanildo Junior, sindaco di Timbauba -. C’é stato un asino che ha già fatto lo stesso percorso tre volte. Ma ritorna sempre, anche se si cerca di disperderlo il più lontano possibile”.

Fonte: Ansa – Oliviero Pluviano

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