Veterinario cacciatore muore cadendo in un burrone

6gfgNel novembre dello scorso anno si era attirato le critiche degli animalisti e non solo, dopo la pubblicazione su facebook di una foto con un leone appena ucciso in Tanzania.
Ma la passione di Luciano Ponzetto, di Orio Canavese, gli è costata cara.
In Valle Soana, in una zona al confine con il Parco nazionale Gran Paradiso, nel tentativo di recuperare un camoscio appena ucciso, è scivolato su una lastra di ghiaccio cadendo poi in un burrone profondo alcune decine di metri. E per Ponzetto, che era rientrato pochi giorni prima da un’altra battuta di caccia in Canada, non c’è stato nulla da fare.

Soltanto dopo un’ora e mezza due squadre del soccorso alpino, insieme ai carabinieri di Ronco Canavese, sono riusciti a recuperare il suo corpo e l’amico che era con lui. È stato allertato anche il 118 e si è alzato l’elisoccorso.

Luciano Ponzetto, 55 anni, è stato per anni direttore sanitario del canile di Caluso. Ruolo che ha dovuto abbandonare, l’anno scorso, proprio dopo il caso delle foto pubblicate su internet dal club «Safari Italian Chapter».

Oipa Ancona sequestra setter chiuso in un recinto

ewew Viveva costantemente rinchiuso in un recinto in aperta campagna a Ostra Vetere, località Pongelli, con una cuccia in plastica come riparo e una ciotola con acqua putrida, con le reti schermate da teli per impedire la visuale dall’esterno. Così era costretto a vivere un setter di 10 anni – probabilmente diventato inadatto per l’attività venatoria – gravemente denutrito e con uno stato di stress molto alto. Lo stato di totale isolamento sociale aveva portato il cane ad esibire comportamenti stereotipati, come il frequente girare su sé stesso.

Ma grazie ad una segnalazione pervenuta alle guardie zoofile OIPA di Ancona e al successivo monitoraggio e soprallughi durati diverse settimane,si è potuto appurare che il povero cane da caccia, ribatezzato poi “Micki”,  era in effetti abbandonato a se stesso. Nessuno si è mai recato a34dsdsd accudirlo, pertanto le guardie zoofile OIPA Ancona si sono recate sul posto con due medici veterinari, di cui un comportamentalista, e, una volta appurate le gravissime condizioni fisiche e psicologiche del cane, hanno proceduto con un sequestro per maltrattamento e detenzione non idonea, ricoverando subito il cane nel canile sanitario di competenza per sottoporlo a cure ed accertamenti. Nei giorni successivi è emerso che la denutrizione era così marcata da impedirgli di assimilare il cibo correttamente.

Nessuno ad oggi – come sottolinea sul sito Oipa, Rocco Coretti, coordinatore del nucleo di guardie zoofile OIPA di Ancona e provincia – ha chiesto informazioni su di lui e il proprietario,  nonostante le indagini, risulta tutt’ora irreperibile.

Cassazione: usare il collare elettrico è maltrattamento

76hLa Cassazione ha ribadito e sancito che addestrare un cane con il collare elettrico è maltrattamento, è infierire inutili sofferenze all’animale. L’alta corte ha infatti confermato la condanna per maltrattamento di un anno fa emessa dal Tribunale di Trento nei confronti del proprietario di un cane da caccia, un segugio italiano. La sentenza è la 50491 depositata il 29 novembre 2016.

“E’ un segnale necessario – commenta Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – la legge deve bandire dal commercio e dalla vendita gli strumenti che vengono chiaramente acquistati non come soprammobili ma come strumento che infligge inutili dolori con scosse elettriche che colpiscono il cane fisicamente e che producono anche danni irreparabili sulla sua sfera psichica”.

Di più. “E’ ora di spiegare ai cacciatori, che sono i principali fruitori di questo metodo violento di addestramento punito anche col carcere, giusto per inquadrare la gravità del reato che si consuma, che da decenni esistono metodi di addestramento del cane di maggiore efficacia nel rispetto del benessere dell’animale, metodi dolci, che agiscono sulla sfera della relazione. Bastonare un cane con l’elettricità appartiene alla credulità popolare, è una pratica che nasce alla scuola dall’ignoranza. L’obbedienza si costruisce attraverso un lavoro lungo e costante, di educazione rispettosa, fatta di rinforzi positivi, senza scorciatoie violente che non portano neppure all’apprendimento del comando. Considerare il collare elettrico strumento educativo per estinguere un comportamento non desiderato del cane, è come credere nella stregoneria”.

Fonte: legadelcane.org – Foto: improntaunika.it

Moncalieri: “non servono più”, cacciatore fa uccidere quattro cani

IMoncalieri fucili sequestrati cacciatori-kab-U1100186036196O5H-1024x576@LaStampa.itnizialmente si era pensato ad una vendetta nell’ambiente venatorio ed invece, dopo alcune indagini, ad uccidere a fucilate quattro cani da caccia, sarebbe stato sì un cacciatore, ma dopo che il “detentore” aveva deciso che non gli servivano più.

Come si può leggere su La Stampa, il comandante della polizia municipale di Moncalieri Davide Orlandi racconta: «nei mesi scorsi gli era stato revocato il permesso di caccia. A noi ha spiegato che non sapeva cosa farsene e perciò li ha fatti uccidere». Da chi? «Da un compagno di battute di caccia che si è prestato per sparare».

I setter, ritrovati uccisi poco meno di un mese fa nei pressi delle cave Monticone al confine tra Moncalieri e La Loggia, erano tutti provvisti di microchip. Una vera esecuzione, solo un colpo in testa e poi lasciati lì. Ad accorgersene dei quattro cani uccisi, un podista, che poi aveva chiamato la Municipale. Appartenevano a padroni diversi, «ma nell’ambiente dei cacciatori è uso frequente cedersi l’un l’altro i cani senza modificare le generalità di chi li dovrebbe accudire nel registro dell’anagrafe canina», spiegano alla municipale di Moncalieri. Così due pensionati, di 68 e 72 anni, uno di Torino e l’altro di Givoletto, sono stati denunciati a piede libero per 544 bis, l’articolo del codice penale che punisce «chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona la morte di un animale». Pena prevista: da 4 mesi a 4 anni di reclusione.

I proprietari dei quattro setter, convocati al comando di piazza Vittorio Emanuele nei giorni scorsi, hanno detto di averli affidati a lui: G.B.G, 68 anni, residente a Givoletto. Il pensionato in un primo momento ha negato: «Me li hanno rubati e me li hanno uccisi». Poi, messo alle strette ha ammesso. Ed è stato denunciato anche per falso. Le indagini sono state coordinate dal pm Laura Ruffino, che nei giorni scorsi ha chiuso il cerchio disponendo una perquisizione a casa dei due appassionati di caccia.  Nei loro alloggi e in un box garage di loro proprietà sono stati ritrovati 12 fucili, tutti sequestrati. Tra questi c’è anche l’arma con la quale i quattro setter sono stati ammazzati senza pietà.

Foto: La Stampa

Udine: cacciatore uccide a bastonate il suo cane

spaniel_breton_cabeza2Un 85enne di Pasian di Prato, nell’ hinterland udinese, è stato denunciato dalla Polizia per aver ucciso il proprio cane da caccia, una femmina di breton, colpendola a bastonate e soffocandola con un guinzaglio. Il fatto, accaduto lunedì pomeriggio, era stato segnalato da alcuni vicini dell’anziano, facendo intervenire le forze dell’ordine. Con gli agenti, era intervenuto anche un veterinario, ma che non aveva potuto far altro che constatare la morte del cane. Il Questore di Udine, Claudio Cracovia, ha firmato oggi nei suoi confronti un decreto di revoca del porto d’armi a uso venatorio. Il personale dell’Ufficio armi della Polizia amministrativa gli ha ritirato la licenza e in via precauzionale anche i tre fucili che legittimamente deteneva.

Reggio Emilia: cane lasciato morire di fame e sete

9aa84de5671ce952fa94d44dd9dab554Reggio Emilia. Lo hanno legato con una corda dietro un casolare abbandonato in via Benedetto Croce, lasciandolo morire senza acqua e cibo. E’ questa l’atroce fine toccata ad un pastore tedesco. Con una segnalazione anonima pervenuta nella mattinata di ferragosto alla polizia municipale, gli agenti non hanno che potuto constatare la morte del povero cane.

Come riporta la “Gazzetta di Reggio”, il pastore tedesco, deceduto da alcuni giorni, era privo di microchip: il proprietario quindi, risulta sconosciuto. La Municipale di Reggio Emilia sta svolgendo le indagini del caso in relazione ai reati di abbandono e maltrattamento che hanno determinato la morte dell’animale.

foto da: examiner.com

Pakistan: avvelenati oltre 700 cani

reuters-big_1470393913_1024x477Oltre 700 cani, come riporta un portavoce dell’autorità comunale, sono stati uccisi tramite avvelenamento in due zone del sud della città meridionale pakistana di Karachi negli ultimi giorni. I funzionari hanno stimato che l’operazione, avviata per contrastare il fenomeno delle aggressioni dei randagi nei confronti della popolazione, non ha avuto un resoconto completo per tutti i sei quartieri della città.

Attivisti per i diritti degli animali del subcontinente indiano sono rimasti scioccati e infuriati  dopo che un video era apparso sui social mostrando i corpi di centinaia di cani randagi  raccolti con i bulldozer e gettati in cassonetti da parte dei lavoratori comunali. Gli stessi attivisti chiedono di fermare questa barbarie, provvedendo a sterilizzare, vaccinare e curare i cani randagi, diminuendo così il loro numero nel corso degli anni.

Messico: torero incornato, resterà tetraplegico

Rodolfo Rodriguez “El Pana”, torero 1462348077014364enne, rimarrà tetraplegico dopo un gravissimo incidente subito domenica scorsa in una piazza a Ciudad Lerdo, in Messico settentrionale. L’uomo, considerato una delle figure più eccentriche della tauromachia messicana, è stato colpito da un toro che lo ha lanciato in aria facendolo cadere di testa a terra: ha subito la frattura di tre vertebre all’altezza del collo. Sottoposto ad un delicato intervento chirurgico durato 4 ore, ora è in condizioni stabili, come riferiscono i sanitari dell’ospedale di Torreon. Gli aiutanti hanno raccontato che, prima di uscire di nuovo nell’arena, Rodriguez non si sentiva bene, domandava dove stava e non si ricordava di nulla, ma ha voluto toreare ugualmente. “El Pana”, ex fornaio, aveva una passione per la corrida, ma si era avvicinato alla tauromachia relativamente tardi, all’età di 28 anni. Questo però non gli aveva impedito di diventare una figura molto riconosciuta nel proprio paese.

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Salerno: 12enne colpito da una fucilata durante battuta di caccia

Un 12enne è rimasto gravemente ferito durante una battuta di caccia al cinghiale, a Morigerati in provincia di Salerno. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzino è stato ferito da un colpo di fucile partito dal fucile dello zio, riportando una grave ferita che gli ha anche causato la perforazione del polmone sinistro. Sul fatto indagano i carabinieri della Compagnia di Sapri impegnati nella ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente. Da quanto appreso, pare che il ragazzino si sia allontanato improvvisamente dalla postazione affidatagli, mettendo così a rischio la propria vita. Il 12enne, che rimane in prognosi riservata, è stato assistito all’ospedale di Sapri, poi al nosocomio San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, ed infine è stato trasferito al Santobono di Napoli. Alla battuta di caccia partecipavano, oltre allo zio, ora indagato per lesioni gravissime, il padre e altri cacciatori.

Cina: cani utilizzati per esperimenti, foto fanno il giro del web

Hanno fatto il giro del web le immagini di alcuni cani utilizzati per la sperimentazione a Weiyang, in un’ università cinese. Dalle foto, scattate da qualche attivista locale, si vedono dei cani feriti e agonizzanti, alcuni morti e altri ancora in attesa di esperimenti futuri alla “Xi’an Medical University”. Almeno una decina gli animali utilizzati dagli studenti per i test medici, gettati sopra l’edificio con le zampe e  i musi legati, con tagli evidenti sulle loro zpance e segni di bruciatura. Altri venti cani vivono legati a catena sui tubi e rannicchiati negli angoli. In una foto di vede addirittura un cane mentre viene impiccato e in un’altra dei pali e attrezzi usati per gli esperimenti.
Dopo un’inchiesta interna, la “Xi’an Medical University” ha dichiarato che il personale non ha agito in modo corretto nello smaltimento degli animali, e ha promesso di intensificare la sorveglianza e sospendere temporaneamente la sperimentazione animale.

Hailey Chang, un funzionario del gruppo animalista PETA Asia, ha affermato che tali episodi continueranno in Cina, nonostante un crescente interesse per il benessere degli animali, a causa di una mancanza di tutele giuridiche che ostacolano gli sforzi degli attivisti.
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